3 Luglio Lug 2015 1700 03 luglio 2015

Vuoi diventare imam? A Lecce apre l’università islamica

Vuoi diventare imam? A Lecce apre l’università islamica

Universita Islamica

Manca solo l’autorizzazione da parte del ministero dell’Istruzione. Poi si potrà dare il via all’Università islamica di Lecce. Una questione burocratica, pare, visto che già il ministro Stefania Giannini e il viceministro Filippo Bubbico in visita in Salento sembrano aver apprezzato l’iniziativa. Sarà il primo ateneo, in Italia e in Europa, di ispirazione musulmana. Senza lezioni nei venerdì di preghiera e con lo spazio centrale adibito a moschea. A febbraio è stata costituita la fondazione davanti al notaio.Il terreno è stato individuato, il progetto e il disegno preparatorio della struttura sono già pronti. E in attesa della fine dei lavori, prevista non prima di due anni, è stata anche affittata una villa nel centro di Lecce, dove sono già partiti i primi corsi di lingua araba e da già da gennaio 2016 potrebbero essere attivati i primi master.

«Dal punto di vista didattico e istituzionale, la nostra università non è diversa dalla Cattolica di Roma e Milano, che sono atenei privati di ispirazione cattolica, tranne per il fatto che non si troveranno i crocifissi ma i versetti del Corano», spiega Giampiero Khaled Paladini, l’imprenditore salentino convertito all’Islam alla guida di Confime, il Consorzio imprese del Mediterraneo specializzato nei rapporti commerciali con il Medio Oriente. Che sarà il principale finanziatore dell’ateneo.

“La guerra contro il terrorismo non si combatte con le armi ma con la cultura e la conoscenza. L’università sarà un faro”

Tra gli ideatori dell’Università c’è anche Vittorio Sgarbi, di cui Paladini è stato consulente per i rapporti con il mondo islamico mentre il critico era sindaco di Salemi, in Sicilia. L’idea era quella di fare di Salemi un luogo di cultura interreligiosa, ma poi il comune venne sciolto per mafia e non se ne fece più niente. Paladini ha portato avanti quell’idea, stringendo accordi e collaborazioni con altre università. Stilando uno studio di fattibilità nella città di Lecce. Le aree adocchiate inizialmente erano quelle dell’ex manifattura tabacchi, ma la trattativa non si è conclusa. E così la fondazione ha individuato un terreno di nove ettari a Monteroni, a sette chilometri dal centro, dove già esistono alcuni edifici universitari in disuso.

La struttura - «che dovrà essere un campus universitario per ospitare anche gli studenti stranieri» - ruoterà intorno alla moschea centrale e sarà costruita interamente in pietra leccese con una pianta ottagonale. Come l’edificio di Castel del Monte, ad Andria, voluto da Federico II. Per la nuova costruzione, serviranno circa 45 milioni di euro. «Oltre a 25-30 milioni di euro per la gestione ordinaria», spiega Paladini. Questa prima fase è finanziata da Confime. Poi Paladini spera in un giro di investimenti privati, soprattutto da parte dei Paesi Opec. «Un milione di barili di petrolio per la gloria e la pace tra i popoli», ripete. «In fondo sono solo una piccola goccia». E nei piani didattici dei primi master sono già state coinvolte banche arabe e grandi aziende estrattive dell’area del Golfo, dove i futuri studenti potrebbero svolgere stage e tirocini.

«Un milione di barili di petrolio per la gloria e la pace tra i popoli. In fondo sono solo una piccola goccia»

Il progetto, insomma, è ambizioso, destinato ad accogliere fino a 5mila studenti. Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, Forza Italia, si è messo più volte di traverso. E con lui su Facebook è nato un gruppo Facebook per dire no all’università. «La Costituzione italiana afferma la libertà di culto», dice Paladini, «il sindaco si arroga compiti che non gli spettano. A lui interessa solo che il progetto tecnico sia conforme alle normative urbanistiche».

L’offerta formativa prevede un corso di laurea in scienze umanistiche, «a sua volta diviso in un dipartimento della pace e un dipartimento della bellezza». Il primo sarà dedicato allo studio della storia, della filosofia e della teologia, «finalizzato a dare un contributo forte alla pace e alla sicurezza». Il secondo, quello della bellezza, sarà dedicato alle materie artistiche, al restauro, al cinema e alla tv. «Per sfatare la diceria che nel mondo islamico l’arte venga vilipesa». Previste anche una facoltà di agraria e scienze ambientali e una di scienze mediche e infermieristiche. «Con la collaborazione di un grosso gruppo imprenditoriale sanitario che ci aiuterà anche per la costruzione di una clinica universitaria per la formazione e la ricerca».

MESSAGGIO PROMOZIONALE

L’ateneo non sarà paragonabile a una scuola coranica, ma sarà una università di diritto italiano. «Di ispirazione islamica, come ci sono le università mormoniche e induiste», dice Paladini. «Si farà ricerca e sperimentazione come nelle altre università, ma ci occuperemo anche, ad esempio, dei metodi di trattamento degli alimenti tipicamente musulmani». Sul sito è già scaricabile il programma del corso per Imam e responsabili di moschea, che sarà diretto dall’imam della grande moschea di Roma Abdel Fattah Hassan. «La Gloria di Allah è immensa e riempie i nostri cuori. Grazie alla sua Clemenza siamo riusciti a compilare il corso di Imam», si legge. Il corso prevede anche un modulo dedicato alla sicurezza e alla prevenzione dei fondamentalismi. «Ci saranno lezioni dedicate alla costituzione italiana, al diritto pubblico e all’intelligence per la prevenzione della formazione di cellule di violenza nelle moschee. Il corso è molto apprezzato dalle forze dell’ordine», dice Paladini. «Gli imam devono essere sentinelle di sicurezza e di pace».

«Le ragazze saranno libere di vestirsi come in tutte le università. Chi vuole mette il velo, chi vuole potrà anche venire in bikini»

A gennaio, quando dovrebbe arrivare il via libera dal ministero, potrebbero partire i primi master: ingegneria delle grandi costruzioni edili e meccaniche, «per capire come si fa a costruire un grattacielo grande come quello di Dubai in quattro anni»; diritto e finanza islamica «in collaborazione con le banche islamiche del Bahrain»; e medicina, con un focus sulla medicina alternativa. Il costo sarà intorno ai 25mila euro (ma «prevediamo anche borse di studio», dice Paladini), con sei mesi in aula e sei di tirocinio nelle banche e nelle aziende coinvolte. I posti a disposizione saranno dieci per studenti provenienti dall’area Ue e dieci al di fuori dall’Ue.

Si potranno iscrivere studenti musulmani e non. «Le ragazze saranno libere di vestirsi come in tutte le università», precisa Paladini. «Chi vuole mette il velo, chi vuole potrà anche venire in bikini», scherza. Anche il corpo docente è fatto in parte da docenti classici, in parte da tecnici internazionali esperti del mondo islamico. Lo stesso comitato scientifico è composto da tre musulmani e tre non musulmani, di cui tre donne e tre uomini. Nella lista si trovano professori egiziani e marocchini, avvocati italiani, economisti e sociologi. «A noi interessa la qualità, non l’estrazione religiosa o etnica», ripete Paladini. «In un momento come quello che stiamo vivendo in cui c’è una crisi in atto, una struttura che fa cultura e scienza e mette insieme il mondo occidentale e orientale è lo strumento ideale per la pace e la sicurezza. La guerra contro il terrorismo non si combatte con le armi ma con la cultura e la conoscenza. Solo così i ragazzi non si faranno arruolare da chi predica l’odio. L’università sarà un faro».   

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