26 Agosto Ago 2015 1530 26 agosto 2015

Profughi, la Merkel dà una lezione di politica all’Europa

L’editoriale

Angela Merkel 2 0

Il 25 agosto, la Germania ha deciso di sospendere unilateralmente il trattato di Dublino - un protocollo istituito nel 1990 che obbliga chi richiede asilo politico a farlo nel primo paese europeo in cui arrivano - per i profughi siriani. In altre parole, chiunque fra loro sbarcherà in Italia o in Grecia potrà richiedere asilo in Germania senza che nessuno lo rispedirà indietro. Non solo: tutti gli ordini di espulsione già emessi per i profughi siriani saranno immediatamente revocati. 

È una decisione a sorpresa, quella tedesca, di cui oggi si parla soprattutto per le violente manifestazioni di protesta da parte di alcuni gruppi neonazisti o comunque di estrema destra contro la Cancelliera (la Germania, quest'anno, già avrebbe accolto 800mila migranti, si stima). In realtà, è una mossa politica destinata a cambiare gli equilibri europei, non solo in materia di immigrazione e accoglienza. 

Primo effetto: nessun paese potrà presto o tardi esimersi dal seguire l'esempio tedesco. Non è un caso che subito dopo aver aperto le porte ai siriani, la Merkel abbia messo pressione su tutti quei Paesi - dalla Gran Bretagna in giù - che stanno usando il trattato di Dublino come arma per rispedire i profughi a casa. Peraltro, la Germania accoglie i siriani, generalmente laici, istruiti, più facili da integrare e occupare. Dietro a un atto di generosità, insomma, si nasconde - ma nemmeno troppo - la volontà di dettare l'agenda al Vecchio Continente, per l'ennesima volta. 

Fino a ieri potevamo nascondere la nostra inefficienza sotto il tappeto. Ora la Germania ci ha levato tutti gli alibi

Non solo. Nessuno potrà più accusare la Germania di essere un Paese insensibile di fronte a chi è in difficoltà. Soprattutto, non potranno più farlo i greci o gli italiani, cui questa mossa ha risolto un bel po' di problemi. Il problema, semmai, è che ora arrivano i compiti a casa. Più nello specifico, i tedeschi hanno chiesto che Italia e Grecia discriminino con più attenzione chi è profugo da chi non lo è. Da noi, come abbiamo raccontato qualche settimana fa, ci vogliono diciotto mesi per esaminare la legittimità di una richiesta d'asilo e spesso molti profughi preferiscono scappare e diventare immigrati clandestini. Fino a ieri potevamo nascondere la nostra inefficienza sotto il tappeto. Ora la Germania ci ha levato tutti gli alibi.

La Merkel è oggi l’unica e vera leader europea in circolazione

La sospensione tedesca del trattato di Dublino porta con sé un terzo importante effetto. Se gli altri Paesi si adegueranno, infatti, vorrà dire che i profughi avranno diritto di libera circolazione in Europa. Se ci pensate, è un'altra frontiera che cade ed è la migliore risposta possibile a chi erge muri e parla di sospendere il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Alle grida nazionaliste e xenofobe della Le Pen e di Salvini, la Germania contrappone politiche che vanno nella direzione di una maggior integrazione continentale. Di fatto, piaccia o meno, legittimando la Merkel come unica e vera leader europea oggi in circolazione. L’unica che, invece di parlare, si è presa in carico un’emergenza che non riguardava il suo Paese e che sta provando a risolverla.

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