2 Settembre Set 2015 1600 02 settembre 2015

Malpensa teme il dopo Expo, apre a Ryanair e diventa il polo delle low cost

Malpensa teme il dopo Expo, apre a Ryanair e diventa il polo delle low cost

Ryanair Malpensa

Ryanair dal primo dicembre aprirà una base all’aeroporto di Malpensa. Volerà su quattro rotte: Londra Stansted (2 frequenze al giorno), Comiso (1 al giorno), Bucarest (4 voli a settimana) e Siviglia (3 a settimana). In tutto le previsioni sono di 450mila passeggeri all’anno per 28 voi settimanali. A parte Londra, già raggiungibile da Malpensa con easyJet (verso Gatwick e Luton), la vera novità è Comiso.

A Comiso da Milano dovrebbero volare 100mila passeggeri all’anno

Nel 2014 il piccolo scalo in provincia di Ragusa, base per il turismo nella Val di Noto, ha chiuso il bilancio con 315mila passeggeri. A giugno e luglio 2015 ha fatto segnare dati non entusiasmanti (rispettivamente +11% e +2%, con un calo degli arrivi internazionali), considerando che è stato aperto solo nel maggio 2013. Ora, dicono da Ryanair, solo da Milano dovrebbero arrivare 100mila passeggeri in più: un cambiamento che potrebbe cambiare il volto dell’aeroporto. La compagnia irlandese, che ha messo a disposizione biglietti a 9,99 euro per le prenotazioni fino alla mezzanotte del 3 settembre, dice di aspettarsi una percentuale di riempimento degli aerei nella media della compagnia, attorno all’84 per cento.  

Non sono noti, come al solito, i termini dell’accordo, ossia quanto la società di gestione pagherà Ryanair, o meglio la controllata Airport Marketing Services, sotto forma di investimenti di co-marketing. Un’interessante spiegazione del meccanismo e del tariffario è stata pubblicata dal blogger trapanese Natale Salvo

A Malpensa i voli di Ryanair arriveranno al Terminal 1, che rischia di rimanere svuotato l’anno prossimo

Se, nonostante il mistero dei costi, si può parlare di un buon volano per il turismo per l’aeroporto ragusano, il giudizio su Malpensa non può che essere contraddittorio. Arriveranno 450mila passeggeri in più, che potranno volare a prezzi più convenienti della media, oltretutto dal comodo Terminal 1. easyJet vola al Terminal 2 collegato male, con dei bus che si fanno attendere anche 20 minuti, almeno finché non arriverà la navetta ferroviaria, prevista per i prossimi anni. Per lo scalo varesino è ossigeno, che sosterrà un aeroporto che l’anno prossimo non avrà più il volano dell’Expo. Anche quest’anno, va detto, i dati non sono esaltanti. Aver riaperto gli slot su Linate ha permesso allo scalo cittadino di crescere da gennaio a luglio del 5% (+4,7% è la media nazionale), secondo i dati di Assaeroporti. Malpensa, invece, ha pagato dazio. Il confronto con il 2014 parla di una discesa del 4,9% nei primi sette mesi, ma non ha senso statistico, perché l’anno scorso per tre settimane (tra maggio e giugno) erano arrivati a Malpensa i voli di Orio al Serio, chiuso per lavori. Anche guardando altri periodi non ci sono grandi numeri: -2,9% da gennaio ad aprile (con -8,5% nazionali) e +3,8% a luglio (-6% nazionale e +5,9% internazionale)

Giulio De Metrio, Chief operating officer e deputy Ceo di Sea, la società di gestione degli scali milanesi, non ha ricordato questi dati, citando solo i numeri dei passeggeri intercontinentali a luglio (+10,6%) e agosto (+4% circa), aggiungendo che quest’anno le rotte sono salite da 180 a 191. 

Sembra credibile che Ryanair abbia ottenuto un forte sconto per arrivare a Malpensa, dopo aver detto per anni che lo scalo costava troppo

In questo contesto sembra credibile che Ryanair abbia ottenuto un forte sconto, dopo anni in cui ha dichiarato che Malpensa costava troppo. «Siamo convenienti, altrimenti non crescerebbero continuamente le compagnie che viaggiano da noi», ha risposto De Metrio a una domanda diretta alla conferenza stampa di presentazione delle rotte; una conferma indiretta che lo sconto c’è stato.

Con easyJet che punta su Malpensa (ha appena annunciato un’espansione, contestualmente alla chiusura della base a Fiumicino), a soffrire l’anno prossimo sarà probabilmente il Terminal 1, oggetto di un ammodernamento commerciale spettacolare, con una cinquantina di marchi del lusso di primo piano. Dall’ufficio commerciale di Sea si mostrano tranquilli: «I viaggiatori di Ryanair oggi sono gli stessi delle altre compagnie aeree. Non ci saranno i cinesi, ma cambia poco», dice Luigi Battuello, direttore commerciale non aviation di Sea. 

Cosa sarà l’anno prossimo Malpensa dipenderà dalle decisioni del governo: se ridurrà gli slot concessi a Linate, alcune rotte potranno tornare a Malpensa. L’aumento dei movimenti a Linate è stato autorizzato in via eccezionale dall’esecutivo per agevolare il più possibile gli arrivi per Expo, ed è destinato a finire con il termine dell’esposizione universale, anche se non tutti si sentono di escludere dei rinnovi. 

In tutti casi il ruolo di Malpensa è quello di uno scalo nazionale e internazionale point-to-point. Essendo escluso anche in futuro il ruolo di hub, a meno di prendere sul serio le minacce di Etihad-Alitalia a Fiumicino, dopo gli incendi di questa estate, non è una prospettiva di grande crescita. 

O’ Brien, Ryanair: «Gli italiani preferiscono una compagnia a basso costo e alto servizio come noi, piuttosto che una dai prezzi alti e dal servizio a livello di spazzatura, come Alitalia»

Intanto Sea assiste al consueto show che Ryanair offre in occasione dell’apertura di nuove basi. «Gli italiani preferiscono una compagnia a basso costo e alto servizio come noi, piuttosto che una dai prezzi alti e dal servizio “rubbish” (a livello di spazzatura, ndr) come Alitalia», ha dichiarato David O’ Brien, Chief commercial officer di Ryanair. «La loro strategia è mandare gente ad Abu Dhabi e Berlino, il nostro obiettivo è dare un servizio agli italiani, siamo noi oggi la compagnia nazionale italiana», ha aggiunto. Ha poi rincarato, bollando come «opportunistiche» le critiche di Etihad a Fiumicino e ha proposto di rinominare lo scalo romano «Sheikh Mansour International Airport». Poco prima aveva criticato le fusioni tra scali agevolate dal Piano nazionale aeroporti (“un monopolio dei sistemi aeroportuali negativo per i consumatori”), criticato il Fondo di Sostegno per il trasporto aereo («Sono soldi per i piloti di Alitalia, che ai viaggiatori italiani sono costati 488 milioni e ai nostri viaggiatori 117 milioni di euro»), oltre ad attaccare easyJet e Vueling, per aver tagliato le rotte in Italia. Uno stile urticante che però si accompagna a una crescita dei numeri, che in effetti hanno reso il vettore irlandese il primo in Italia per passeggeri.  

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