3 Settembre Set 2015 1545 03 settembre 2015

Fascisti in marcia su Milano, una galassia “militarizzata” che vale il 4%

Fascisti in marcia su Milano, una galassia “militarizzata” che vale il 4%

Casapound Scritta

«Se è per questo a Milano il fascismo è nato molto prima dell’antifascismo». Simone Di Stefano, numero due di Casa Pound, spiega così, in un’intervista, perché sia giusto organizzare in una città medaglia d’oro per la Resistenza la festa nazionale di un movimento politico che si ispira ai valori del Duce Benito Mussolini. E le sue parole non cadono nel vuoto. Nel capoluogo lombardo durante la giunta di Giuliano Pisapia sono aumentati e si sono rafforzati i gruppi nostalgici della destra storica italiana. Hanno organizzato concerti, aperto nuove sezioni e manifestato, del tutto indisturbati, a parte qualche protesta dei centri sociali: basti pensare alla messa nella chiesa dei santi Nereo e Achilleo in ricordo di Sergio Ramelli il 30 aprile scorso. 

Si parla di settembre nero a Milano. Ma l’ennesima polemica tra l’Anpi, associazione nazionale partigiani d’Italia, la cittadinanza meneghina, la stessa amministrazione comunale arancione e la festa nazionale che le «tartarughe» (simbolo di Casapound) vogliono organizzare dall’11 al 13 settembre, è destinata a cadere nel nulla, a meno di una presa di posizione da parte della Prefettura. Del resto, la location non è ancora stata individuata. E i ragazzi di Casapound sul territorio possono contare da sempre su una rete molto estesa di amici, di camerati, di «bravi ragazzi» (copyright Mario Borghezio) che in questi anni si sono organizzati all’ombra del Duomo, tanto da contare ormai elettoralmente, secondo alcuni di loro, almeno il 4% nella sola Milano: un pontenziale superiore anche a quello del più istituzionale Fratelli d'Italia. Numeri che peseranno alle prossime elezioni comunali nel 2016, con Matteo Salvini, leader della Lega Nord, già in contatto da mesi con diverse anime di questo universo “nero”.

Perché non c’è solo Casapound. La destra radicale che una volta si suddivideva tra gruppuscoli e l’Alleanza Nazionale di Ignazio La Russa non si è del tutto dispersa. E mentre Fratelli d’Italia mantiene i vecchi quadri del partito aennino, generando diverse antipatie tra i militanti ex missini nostalgici di Giorgio Almirante, proprio a Milano è cresciuta in questi ultimi anni la sigla di Lealtà e Azione, un piccolo movimento locale che continua ad espandersi sempre di più. Si tratta ormai di una vera e propria organizzazione politica di ragazzi che conta almeno 300 unità. Sono soprattutto giovani, inquadrati «militarmente», molto attivi su Facebook e nelle piazze, dove presentano iniziative a difesa della famiglia tradizionale o contro la teoria gender: qualche mese fa proposero un falò dei libri scolastici gender venduti nelle scuole. È il gruppo egemone a Milano e in Lombardia. Non si sono mai presentati alle elezioni ma hanno una grande forza di mobilitazione. Questo sabato apriranno una nuova sezione in quel di Abbiategrasso, cittadina alle porte del capoluogo lombardo. Anche qui l’Anpi si è mobilitato. Ma a chi gli rinfaccia di essere fascisti loro rispondono: «Noi siamo prima di tutto vicini al popolo italiano».

E i ragazzi di Casapound sul territorio possono contare da sempre su una rete molto estesa di amici, di camerati, di «bravi ragazzi» (copyright Mario Borghezio) che in questi anni si sono organizzati all’ombra del Duomo, tanto da contare ormai elettoralmente, secondo alcuni di loro, almeno il 4% nella sola Milano

Lealtà e Azione non è sola. C’è sempre la storica Forza Nuova di Roberto Fiore, presente con sezioni in tutte le province lombarde. A Milano Fn è in fermento. E il primo settembre, in piazza Aspromonte, si sono dati appuntamenti per, come recita la locandina, «forgiare le armi per le battaglie di oggi e di domani». È il primo di una serie di eventi che andrà avanti fino alla fine dell'anno, con la partecipazione alla manifestazione «Blocca Italia» di Salvini prevista per novembre. Del resto il tema immigrazione sta esplodendo. E le idee politiche del blocco nero sembrano scaldare gli animi, con slogan che rievocano l’importanza del colonialismo e della preservazione della razza italiana. Tra gli altri movimenti locali c’è da segnalare la coalizione di gruppi promossa da Destra per Milano che fa riferimento al Barone Nero Roberto Jonghi Lavarini, spesso ospite della Zanzara di Giuseppe Cruciani. 200 militanti, presenza in tutte le provincie, buon radicamento nella politica europea con Jean Marie Le Pen, nella politica italiana di centrodestra, nella società civile, nel mondo della impresa, della cultura e del volontariato. Nel gruppo si contano poi «ex notabili» del defunto Msi con consenso politico ed elettorale sul proprio territorio, tra monarchici e vecchi reduci dell Repubblica Sociale di Salò. 

E ancora. C'è il Movimento Italia Nazione, presente solo a Varese ma con un centinaio di militanti e buoni risultati elettorali nei comuni della provincia, con un peso elettorale su base regionale dello 0,5%. Qui il leader è Gianpietro "Benito" Maccapani: il nome è già tutto un programma. I gruppi politici di ispirazione nazista e fascista spuntano un po’ dappertutto. A Varese possono contare su un bacino elettorale di almeno il 10%, sostengono gli addetti ai lavori. E inffatti nel capoluogo varesino ci si sta già organizzando in vista delle elezioni comunali, con un'alleanza tra Riva Destra e Fronte Nazionale per l'Italia, altre sigle della galassia nera. Come non dimenticare pure il "Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori Mlns di aperta ispirazione nazista, già presente a diverse elezioni amministrative negli ultimi anni. Nel 2014 alcuni militanti sono stati arrestati per Milano, indagati per propaganda politica a sfondo razzista/antisemita, svolta tra Milano e provincia. Ma il loro sito è ancora ben visibile su internet, con volantini che ricordano il Terzo Reich.

C'è il Movimento Italia Nazione, presente solo a Varese ma con un centinaio di militanti e buoni risultati elettorali nei comuni della provincia, con un peso elettorale su base regionale dello 0,5%

Unico problema di questi gruppuscoli di destra è di non avere una strategia comune. Sono spezzettati nelle varie sigle e si ritrovano spesso a litigare. Jonghi Lavarini è una delle anime che sta tentando di unire tutti sotto l’ala di Matteo Salvini: «Parteciperemo ai due eventi legittimamente organizzati dai movimenti Casa Pound e Forza Nuova in Lombardia, portando loro la nostra solidarietà politica ma anche proponendo loro di fare fronte comune contro la plutocrazia mondialista, l'immigrazione clandestina ed il terrorismo islamico, facendo tutti quadrato intorno alla nuova Lega Nord». 

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