26 Settembre Set 2015 1030 26 settembre 2015

La storia di Alessandra (quarta parte): vita da freelance

La storia di Alessandra (quarta parte): vita da freelance

Con la storia di Alessandra, comincia la collaborazione tra Linkiesta e John Peter Sloan - La Scuola. Una collaborazione che unisce il racconto di storie di vita di giovani italiani che hanno deciso di costruire il loro futuro altrove e la vera competenza abilitante per farlo: la lingua inglese. Sono storie utili, queste. Perché offrono - divise in quattro puntate, una ogni sabato - spunti sui problemi che si incontrano nel vivere oltre confine. Ma anche e soprattutto perché danno l'opportunità di esercitare le proprie competenze linguistiche. Leggendo la storia nella sua versione inglese. Ascoltandola, grazie a una clip audio. Analizzandone alcune particolarità grammaticali. E provando a risolvere gli esercizi finali. Buon inglese, quindi!

PER LEGGERE LA TERZA PARTE DELLA STORIA DI ALESSANDRA, CLICCARE QUI

La storia di Alessandra: quarta parte (italiano)

Ritornata a Torino, pur lavorando ancora stabilmente per lo studio di animazione The Cartoon Saloon di Kilkenny, per Alessandra lo scenario lavorativo cambia radicalmente. La vita da freelance è molto diversa da quella di un dipendente ed è necessario imparare a gestire tempi e finanze in un modo prima del tutto sconosciuto. Si fanno rapidamente i conti con l’isolamento e la solitudine che caratterizzano questa modalità di lavoro; ma la vita da freelance ha anche un macroscopico lato positivo.

«È l’unico modo in cui posso svolgere il mio lavoro dalla mia città, se non avessi questa possibilità probabilmente sarei rimasta all’estero, non sarei sicuramente tornata indietro. Mi piacerebbe poter lavorare in uno studio vero a Torino, avere dei colleghi, ma spesso le agenzie italiane campano di test, cosa del tutto sconosciuta all’estero. Ti chiedono di disegnare alcune scene per “testare” e valutare le tue capacità in vista di una futura collaborazione e così facendo montano interi film di animazione realizzati da ignari candidati a una collaborazione retribuita. È un malcostume che non si limita al mio campo, è molto comune anche nel mondo della traduzione e del giornalismo. Nessuno si sognerebbe mai di chiedere una “prova” a un dentista o a un idraulico, ma in campi più intellettuali è quasi una prassi». 

Il ritorno di Alessandra a Torino ha visto la sua partecipazione al secondo film di animazione candidato agli Oscar della sua carriera: Song of the Sea.

«La nomination agli Oscar di Song of the Sea nel 2015 è stata una grande conferma per me. Mentre The Secret of Kells è servito a trovare fiducia in me stessa e nel mio lavoro, Song of the Sea ha chiuso il cerchio facendomi capire di aver raggiunto una vera e propria identità professionale. Riesco a fare un buon lavoro anche da casa, come freelance, pur non potendo più approfittare del confronto giornaliero con i colleghi. D’altra parte il lavoro in solitaria mi ha dato flessibilità permettendomi di gestire al meglio i tempi e dandomi la possibilità di creare il mio blog e il mio brand di moda vintage che sta andando alla grande». 

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile se non fosse partita, trasformandosi da una studentessa in cerca di esperienze in una professionista dell’animazione. 

The story of Alessandra (part 4) (english)

Back in Turin, while still working steadily for the animation studio The Cartoon Saloon in Kilkenny, the business scenario changes dramatically for Alessandra. The life of a freelancer is very different from that of an employee, and you must learn to manage time and finances in a way previously completely unknown. Isolation and loneliness are feelings you quickly start dealing with in this kind of work - but life as a freelancer has a macroscopic positive side to it, too.

«It's the only way I can do my work from my home town - if I hadn't had this chance, I would've probably stayed abroad, and not come back. I'd love to be able to work in a real studio in Turin and have colleagues, but Italian agencies will literally try you out as a new computer system, something completely unknown abroad. They'll ask you to draw some scenes to test your skills in view of a future cooperation and by doing so, entire films are realised by unaware candidates for a paid partnership. This bad habit is not just limited to my field, it's very common in the world of translation and journalism as well. No one would even dream of asking for a "test" to a dentist or a plumber, but in more intellectual fields it's almost daily routine».

The return of Alessandra in Turin has seen her participation in the second animated film of her career nominated for an Oscar: Song of the Sea.

«The Oscar nomination for Song of the Sea in 2015 was a great confirmation for me. While The Secret of Kells has helped me find self-confidence and gain work experience, Song of the Sea closed the loop letting me understand I had achieved a true professional identity. Although I can do a good job from home as a freelancer, I unfortunately can't take advantage of the daily comparison with colleagues anymore. On the other hand, working by myself gives me flexibility, allows me to manage my time better and gives me the opportunity to create my own blog and my brand of vintage fashion which is doing great».

None of this would have been possible if Alessandra hadn't left, changing from a student looking for experience into a professional animator.

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(A sabato prossimo con una nuova storia Expat)

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