Scali fantasma
30 Settembre Set 2015 1030 30 settembre 2015

Il fantomatico progetto del super-aeroporto di Brescia sognato da Caprotti

La società Europe 1: “15 miliardi di investimenti privati, forte supporto dalle autorità”. Ma del pallino del patron di Esselunga nessuno sa nulla

Aeroporto Brescia
(Phil Walter/Getty Images)

Airport World l’ha usata come storia di copertina di una newsletter, con un titolo da far balzare sulla sedia: «Investitori svelano un piano ambizioso per un nuovo aeroporto da 15 miliardi di euro in Italia». La sede? Nei pressi di Brescia, lungo la linea ad alta velocità che collega Brescia e Verona. Andando a vedere dentro l’articolo, si potevano leggere tutte le mirabolanti proprietà dello scalo. Un aeroporto da 100 milioni di passeggeri, chiamato Europe 1: «un grande hub europeo che potrebbe aiutare il continente a superare la prevista carenza di capacità aeroportuale nei prossimi 20 o 30 anni». Questo hub avrebbe quattro piste, estendibili a sei (Malpensa ne ha due). Sarebbe al centro di una “aerotropoli” con strutture di livello mondiale: centro congressi, casino, vari hotel, teatro, cinema, impianti sportivi e palestre, spa, uffici e gallerie commerciali. Non basta? Ecco il fuoco d’artificio finale: uno spaceport per voli suborbitali. «Infatti - si legge - parte di Europe 1 sta venendo progettata da Luis Vidal + Architects, una delle società impegnate a sviluppare il “Colorado Front Range Spaceport”».

Un rendering dell’aeroporto Europe 1 che dovrebbe sorgere nei pressi di Brescia (fonte: Europe 1)

Peccato che di questo progetto, così enorme, nessuno sappia nulla, né all’Enac, né al ministero dei Trasporti, né tra i sindacalisti lombardi del settore aeroportuale, o al vicino aeroporto di Orio al Serio (che il 29 ha comunicato un reale piano di espansione dello scalo e di investimenti da parte di Ryanair). La cosa è ancora più strana perché il progetto, pur così grande, dovrebbe vedere la luce non nel 2050, ma nel 2020, tra cinque anni. A confermarlo a Linkiesta è la stessa società Sixiang Holding, presieduta dall’italiano Michele Raucci, che vanta apparizioni su diverse testate economiche nazionali e internazionali (Cnbc) e un curriculum ricco: è stato rappresentante per l’Italia dell’associazione di giovani top-manager Ypo, ha studiato tra le altre cose alla Harvard Business School, è stato analista finanziario per società come Cgip, Morgan Stanley e associate per fondi come Doughty Hanson. Sixiang Holding avrebbe il 10% di Europe 1 e dovrebbe capeggiare una cordata di «investori tra Europa, Nord America e Asia, oltre a operatori aeroportuali e infrastrutturali».

Se il progetto vi ricorda il piano di Bernardo Caprotti, patron diEsselunga, che aveva presentato anche un lungo dossier al Rotary sull’argomento, siete sulla strada giusta. «Sebbene il signor Caprotti non sia formalmente coinvolto in Europe 1 - rispondono dalla società a domanda diretta -, la sua visione è allineata con la nostra su diversi punti e abbiamo tratto vantaggio dalle sue analisi lungo la strada».

Se il progetto vi ricorda il piano di Bernardo Caprotti, patron diEsselunga, che aveva presentato anche un lungo dossier al Rotary sull’argomento, siete sulla strada giusta

Per capire qualcosa di più abbiamo chiesto alla stessa società Europe 1 altre delucidazioni. «Attualmente siamo nel processo di selezione di un operatore aeroportuale per la fase di start-up delle operazioni, della durata di tre anni. Ci aspettiamo che l’aeroporto cominci le operazioni nel 2020», dicono da Sixiang Holding. Se si chiede se abbiano avuto colloqui con le autorità e quali, rispondono così: «Abbiamo presentato il progetto ad autorità a vari livelli e abbiamo incontrato un forte supporto per la nostra iniziativa, sia a livello locale che nazionale».

Linkiesta ha chiesto conferme all’Enac e al ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Sono in corso verifiche negli uffici tecnici, ma non sembra sia noto nulla del genere. «Se ci fosse in ballo un investimento da 15 miliardi di euro, lo sapremmo senz’altro», commentano dal Mit. «Non ci sarà alcun nuovo aeroporto nel 2020, è fuori da qualsiasi discussione, e non è possibile che un aeroporto così grande apra in quella zona», commenta Nino Cortorillo della Fit-Cgil.

La società Europe 1 sostiene di avere colloqui in corso anche con le aerolinee. «Siamo piuttosto in fase avanzata nei nostri colloqui con le compagnie aeree. Dato che pianifichiamo di essere operativi nel 2020, ci aspettiamo che vorranno fare i loro annunci più vicino a quella data». Il fatto che un hub non possa esistere senza una compagnia che si leghi profondamente allo scalo è evidentemente considerato un dettaglio. Così come sono considerate secondarie questioni come il consolidamento dei poli aeroportuali del Nord-Ovest (con l’annunciata fusione tra Sea - Malpensa e Linate - e Sacbo - Orio al Serio) e del Nord-Est (con la Save di Venezia che ha acquistato gli scali di Verona e della stessa Brescia). «Anche tenendo in considerazione tutti i piani di espansioni attualmente in corso negli aeroporti italiani e in Europa - dicono da Sixiang Holding - EuroControl prevede che la regione sarà ancora a corto di nove piste rispetto a quelle che servirebbero per accogliere la domanda dei passeggeri nei prossimi 20 anni. Europe 1 sarà complementare non solo con gli altri hub europei ma anche con gli altri aeroporti nel Nord Italia. Infatti, ci sarà un collegamento ferroviario diretto ad alta velocità tra Europe 1 e Milano Linate».

Sixiang Holding ha un sito senza informazioni. Abbiamo quindi chiesto informazioni a loro stessi sul loro business: «Sixiang normalmente investe in capitale umano - è la risposta -. Per esempio, in Italia abbiamo recentemente cercato di investire in “asset manager”, gestori di hotel e svilupattori per aiutarli a portare avanti progetti che hanno nel loro portafoglio. Europe 1 non è molto diverso, dal momento che stiamo investendo nello sviluppare un forte team di persone, investitori e operatori che daranno apporto al progetto».

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