2 Ottobre Ott 2015 1240 02 ottobre 2015

Immigrazione: quello che i politici dicono e non fanno

Il monitoraggio di sei mesi di attività parlamentare. La Lega, nonostante urli contro l’invasione, spicca per la scarsa iniziativa legislativa

Lavori Parlamentari Immigrazione
(Getty Images News/Franco Origlia)

Su immigrati, profughi e accoglienze, esiste una corrispondenza tra il dibattito pubblico e i lavori parlamentari? Tra quello che senatori e deputati dicono e urlano in tv e quello che realmente fanno in aula? Nell’anno dell’ennesima “emergenza immigrazione”, le proposte di legge presentate sul tema in sei mesi sono state 98: 63 alla Camera, 35 al Senato. Gli atti parlamentari non legislativi, tra interrogazioni e interpellanze, 286. Ma le leggi approvate ed entrate in vigore sono solo quattro, tutte relative al recepimento delle direttive europee sull’immigrazione. Intanto leggi come quelle sulla cittadinanza o la riforma del terzo settore vanno a rilento tra mille emendamenti e scontri politici. E tra gli ultimi della classe per le iniziative legislative, c’è il gruppo che in tv e nelle piazze si mostra invece più preoccupato dall’“invasione” degli immigrati, cioè la Lega Nord.

Lunaria, associazione che svolge attività di ricerca sui temi del terzo settore, ha monitorato il dibattito parlamentare su immigrazione, asilo, cittadinanza, discriminazioni e razzismo dal 1 febbraio al 5 agosto 2015, seguendo le discussioni nelle commissioni e in aula.

Tra gli ultimi della classe per le iniziative legislative, c’è il gruppo che in tv e nelle piazze si mostra invece più preoccupato dall’“invasione” degli immigrati, cioè la Lega Nord.

«L'orientamento dell'opinione pubblica rischia di essere condizionato più dalle rappresentazioni del dibattito politico offerte dai media che dalla cognizione esatta dell'effettivo operato delle istituzioni», scrivono i ricercatori di Lunaria. Così può succedere, ad esempio, che sia diffusa la convinzione che sia stato cancellato nel nostro ordinamento il reato di “ingresso e immigrazione illegale”, complice le dichiarazioni rilasciate dai parlamentari in occasione della presentazione di alcune proposte di legge. In realtà questo reato è ancora presente nell’ordinamento perché il governo non ha ancora dato seguito alla legge delega numento 67 del 2014.

LE PROPOSTE DI LEGGE

Sessantuno delle proposte di legge presentate sugli immigrati riguardano i diritti di cittadinanza, 19 sono relative alle politiche migratorie, otto si occupano di discriminazioni e razzismo, sei della disciplina dell’asilo politico, una proposta si occupa sia di immigrazione sia di asilo. Altre tre proposte riguardano la regolamentazione di nuovi edifici di culto, l’istituzione di un registro delle moschee e degli imam, presentate da Daniela Santanché, e la disciplina delle misure di allontanamento come misura sostitutiva della detenzione nel contesto della normativa antimafia.

DIRITTI DI CITTADINANZA

La gran parte delle proposte di legge presentate, 25 alla Camera e dieci al Senato, riguarda una delle riforme più attese, quella della legge di cittadinanza, ancora all’esame di Montecitorio.

Sia alla Camera che al Senato il gruppo parlamentare più attivo sul piano legislativo è quello del Partito democratico. La presenza significativa della Lega Nord nel dibattito pubblico e mediatico su questi temi non trova invece un riscontro nell’iniziativa legislativa.

Passi in avanti, ma sempre a rilento, sono stati fatti per la proposta di legge sull’ammissione dei minori stranieri residenti in Italia nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali. Presentata a gennaio 2014, ad aprile 2015 è approdata in commissione Istruzione del Senato, ma la discussione non è ancora cominciata. La proposta della deputata Sandra Zampa per la tutela dei minori non accompagnati invece è ferma in commissione da ottobre 2014.

Al Senato sono stati poi presentati tre disegni di legge per la costituzione di una Commissione nazionale indipendente per la promozione dei diritti umani. Ce n’è uno presentato dal Cinque stelle Nicola Morra, uno da Luigi Manconi, Pd, eRiccardo Mazzoni, Fi, e l’ultimo da Emma Fattorini, Pd. L’esame congiunto dei tre disegni di legge è cominciato a giugno 2015. Sempre Manconi ha presentato un disegno di legge per l’istituzione di un “Garante dei diritti delle persone private della libertà personale”, compresi gli immigrati nei centri di accoglienza, anche questo doppiato da un altro disegno di legge del senatore Lucio Barani. L’esame congiunto dei testi è cominciato nel luglio 2013, ma i lavori sono fermi.

Non va dimenticata la riforma del terzo settore, che coinvolge associazioni e cooperative che si occupano dell’accoglienza degli immigrati, promessa da Renzi e colleghi da tempo, e che ora è ferma in commissione Affari costituzionali del Senato con 700 emendamenti da vagliare.

Molte delle proposte di legge sui temi legati all’immigrazione nelle commissioni non sono neanche arrivate. Da quelle sul diritto di elettorato passivo e attivo all’integrazione scolastica

Ma molte delle proposte di legge sui temi legati all’immigrazione nelle commissioni non sono neanche arrivate. Da quelle sul diritto di elettorato passivo e attivo all’integrazione scolastica, dal sostegno all’apprendimento della lingua italiana alla disciplina della figura professionale del ruolo del mediatore culturale. In direzione opposta le due proposte presentate dalla Lega Nord: una (Fedriga) finalizzata a restringere l’accesso ad alcune agevolazioni per il diritto allo studio solo agli italiani e comunitari; l’altra (Centinaio) propone “classi ponte” da riservare agli alunni stranieri.

MIGRAZIONI, ASILO E RAZZISMO

Solo uno dei 19 progetti di legge presentati tra Camera e Senato in tema di migrazioni ha iniziato l’esame. Si tratta del testo che propone l’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, presentato dal deputato Paolo Beni del Pd. Per il resto, è tutto fermo: sono ferme la proposta per il superamento dei Centri di identificazione ed espulsione, per l’estensione dei diritti dei richiedenti asilo ad altri soggetti vulnerabili, per la protezione dei minori stranieri. E anche due proposte leghiste per l’innalzamento delle pene previste per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

In materia d’asilo ci sono tre proposte in esame in commissione, di cui una mira a creare una tutela specifica per le donne vittime di violenza. Le altre attendono in coda, tra cui quella del senatore Nicola Latorre (Pd), che dispone il divieto assoluto di respingimento dei migranti e prevede la possibilità di domanda di protezione internazionale all’estero presso le ambasciate.

Sulle discriminazioni razziali, dopo un lunghissimo iter parlamentare il disegno di legge del senatore Silvana Amati (Pd) è stato approvato in Senato e assegnato alla commissione Giustizia della Camera. Prevede la rilevanza penale nel caso di istigazione alle discriminazioni e al razzismo commesse pubblicamente.

LE (POCHE) LEGGI APPROVATE

Delle leggi approvate nei sei mesi di monitoraggio, va segnalata la legge europea 2013-bis che ha ridotto i tempi di permanenza massima nei Cie da 180 a 30 giorni prorogabili fino a un massimo di 90. Un apporto notevole è arrivato dal rapporto sui Cie stilato dalla commissione straordinaria per la promozione e la tutela dei diritti umani del Senato.

Il resto sono tutti recepimenti di direttive europee sulle politiche migratorie. Approvata invece la legge delega con cui il parlamento ha dato delega al governo di cancellare dall’ordinamento il reato di “ingresso e soggiorno illegale”. Ma ancora da Palazzo Chigi non l’hanno esercitata.

INTERROGAZIONI E MOZIONI

Interrogazioni, mozioni, risoluzioni sui temi legati all’immigrazione tra il 1 febbraio e il 5 agosto sono stati 286. Lo strumento dell’interrogazione parlamentare è quello più utilizzato (195 atti); sono invece 40 le risoluzioni presentate per indirizzare l’operato del governo. Meno ricorrenti sono le mozioni (20), gli ordini del giorno (19) e le interpellanze (12).

E qui le opposizioni sono più presenti. La Lega Nord è in testa con 66 atti, seguita dal Partito democratico (57), del Movimento cinque stelle (43) e Sel (30). Gli atti non legislativi esaminati riguardano in grande maggioranza le migrazioni (110) e l’asilo (93), seguono atti relativi a una pluralità di argomenti specifici (48), quelli su discriminazioni e razzismo (25), quelli che vertono sia sulle migrazioni che sull'asilo (8) e quelli che si occupano di diritti di cittadinanza (2).

L’aumento degli arrivi di profughi, le numerose stragi in mare, l’aggravamento della crisi libica e siriana, l’esigenza di accrescere la recettività del sistema di accoglienza, insieme all’intensificarsi del dibattito e delle iniziative europei su questi temi, sono al centro della gran parte degli atti non legislativi presentati dall’1 febbraio al 5 agosto 2015.

Sulla conclusione di un accordo europeo che preveda la revisione del regolamento Dublino III, un sistema di accoglienza europeo, la definizione di quote di riallocazione e di redistribuzione dei migranti tra gli Stati membri e l’attivazione di forme di protezione temporanea convergono molti dei documenti presentati da Sel e M5s, che si schierano anche contro l’ipotesi di un’operazione militare in Libia. Alcune interrogazioni di Sel e del M5s sono finalizzate a denunciare le anomalie nell’affidamento dei servizi di accoglienza e la cattiva gestione di alcuni centri.

Gli atti presentati dai parlamentari della Lega Nord e di Fratelli d’Italia chiedono invece di contrastare l’immigrazione “illegale” anche ricorrendo al blocco navale contro la Libia, al pattugliamento delle coste e al rafforzamento delle operazioni di rimpatrio.

Dal Partito democratico si schierano invece a favore dell’Agenda europea sulla migrazione del 13 maggio 2015 e pongono l’accento sulla necessità di rivedere il regolamento Dublino III, di varare una politica europea comune che preveda un sistema europeo di asilo, quote di redistribuzione e di riallocazione dei migranti e il rafforzamento della cooperazione con i Paesi terzi.

Molto meno numerose le mozioni e interrogazioni relativi al tema delle discriminazioni, del razzismo e dei diritti di cittadinanza. Pochissimi gli atti non legislativi volti a verificare il corretto funzionamento dei servizi da destinare agli stranieri presenti in Italia. L’emergenza e i blocchi navali fanno più rumore.

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