Expat
3 Ottobre Ott 2015 1025 03 ottobre 2015

La storia di Osvaldo, fashion designer che vuole sfondare a Londra

Dalla periferia di Torino alla capitale britannica per affermarsi nel mondo della moda: la prima parte del suo racconto

London
Peter Macdiarmid/Getty Images

Versione italiana

“London calling to the faraway towns”, è il primo verso di una delle più famose canzoni dei Clash, e descrive esattamente ciò che succede ai migliaia di Italiani che ogni anno decidono di tentare la sorte in questo magico luogo dai mille volti, volti di uomini di tutto il mondo che popolano quella che è sicuramente la città più cosmopolita d’Europa. Londra è un richiamo, una sirena che da lontano ti sfida ad abbandonare ogni certezza per seguire il difficile sentiero di una vita completa e appagante. Più di quattro anni fa Osvaldo Mercuri, il protagonista della nostra storia, ha coraggiosamente risposto a questo richiamo.

Dopo aver iniziato i suoi studi in campo artistico al liceo Cottini di Torino si è trasferito a Firenze all’età di 19 anni per frequentare il Polimoda, istituto specializzato in fashion design e marketing riconosciuto internazionalmente. La sua carriera lavorativa è cominciata svolgendo inizialmente piccoli incarichi presso una sartoria torinese mentre frequentava ancora le scuole poi, finiti gli studi a Firenze, ha avuto inizio un iter di stage presso aziende specializzate nel settore moda fino a trovare un impiego per il marchio Patrizia Pepe, dove ha lavorato per circa cinque anni occupandosi, insieme al design manager, di disegnare le collezioni uomo.

Dopo 10 anni vissuti a Firenze dove la sua carriera lavorativa, sebbene fosse solo agli inizi, sembrava aver già preso il volo, Osvaldo decide di lasciare il suo incarico da Patrizia Pepe e trasferirsi all’estero all’età di 29 anni.

«Le ragioni per cui ho deciso di lasciare l'Italia sono diverse. Innanzitutto la sete di nuove esperienze e differenti punti di vista. L'Italia è stupenda, ma purtroppo anche nelle città più grandi la mentalità è piuttosto chiusa. Tutto ciò che può essere innovativo o differente dal consueto è sempre visto con sospetto, e purtroppo la creatività ne risente».

«Anche la vita professionale ha giocato un ruolo importante in questa decisione. Dopo anni di esperienza lavorativa e l'aumentare delle responsabilità ho comunque avuto enormi difficoltà a vedere riconosciuto il mio lavoro, sia a livello di crescita professionale che di retribuzione. In Italia questa è una situazione molto comune e la scelta di espatriare è stata quasi una conseguenza naturale per cercare di crescere professionalmente».

Il bivio è quindi quello tra la comodità di una carriera professionale già avviata nonostante le difficoltà poste dal mercato del lavoro italiano e la sfida di ricominciare da capo in un paese straniero. In un momento cruciale della sua vita Osvaldo capisce di non potersi considerare completamente realizzato come giovane stilista senza una seria esperienza all’estero, il passo successivo è quindi definire la destinazione.

«La scelta è caduta su Londra in maniera quasi naturale. Ho sempre amato e ammirato questa città che ha da offrire veramente qualunque cosa si possa immaginare, o quasi! Ero attratto in particolar modo dalla sua multietnicità e dall'interazione tra culture molto diverse tra loro. Inoltre la scena artistica e musicale qui è incredibile. Il fatto che conoscessi già abbastanza la lingua inglese ha sicuramente contribuito a renderla una meta più raggiungibile».

Fatte le valigie e comprato un biglietto di sola andata Osvaldo vola oltre manica per iniziare la sua nuova vita.

English version

Clicca qui per ascoltare il brano

"London calling to the faraway towns", is the first line of one of the most famous songs by the Clash, and describes exactly what happens to the thousands of Italians who each year decide to try their luck in this magical place with a thousand faces, faces of people from all over the world that live in what is surely the most cosmopolitan city in Europe. London's a call, a mermaid in the distance that challenges you to abandon every certainty to follow the difficult path of a complete and rewarding life. More than four years ago Osvaldo Mercuri, the main character of our story, courageously responded to this call.

After beginning his studies in art at Cottini high school in Turin, he moved to Florence at 19 to attend Polimoda, an internationally recognised institute specialised in fashion design and marketing. His career began covering small positions at a tailor shop in Turin while still attending school - then, once he finished his studies in Florence, Osvaldo began a process of internship in companies specializing in the fashion industry to find a use for the brand Patrizia Pepe , where he worked for about five years dealing with the design of men's collections, together with the design manager.

After 10 years living in Florence where his career had just begun, but seemed to have already taken off, Osvaldo decides to leave his post at Patrizia Pepe and move abroad at the age of 29.

«The reasons why I decided to leave Italy are very diverse. First of all, the thirst for new experiences and different points of view. Italy is beautiful, but unfortunately, even in larger cities the mentality is rather closed. Anything that might be innovative or different from usual is always looked at with suspicion, and sadly creativity suffers».

«Even professional life has played a major role in this decision. After years of work experience and increasing responsibilities I hardly saw a recognition, or a raise. In Italy this is a very common situation and the choice to leave the country was almost a natural consequence to try and grow professionally»,

The junction is therefore between the comfort of a professional career which has already started despite the difficulties imposed by the Italian labour market and the challenge of starting over in a foreign country. In a crucial moment of his life Osvaldo understands he can't consider himself fully realised as a young designer without some serious experience abroad, so the next step is to decide the destination.

«The choice fell on London almost naturally. I have always loved and admired this city, which has anything you can imagine to offer, or almost! I was particularly attracted by its multi-ethnicity and the interaction among very different cultures. On top of that, the music and art scene here is amazing. The fact that I knew English enough has definitely helped me make it a more approachable destination».

With his suitcase and a one-way ticket, Osvaldo flies across the Channel to start his new life.

A sabato prossimo per una nuova storia expat

Clicca qui per leggere le pillole d'inglese e per fare gli esercizi relativi alle regole di grammatica contenute in questo brano.

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