Alimentazione
8 Ottobre Ott 2015 1534 08 ottobre 2015

Insetti da mangiare, serve una legislazione europea

Il 9 ottobre a Lodi si tiene la conferenza internazionale sugli insetti edibili. A organizzarla è Italbugs, che studia i principi nutritivi dei piccoli animali

Insetti
(Getty Images/KAREN BLEIER)

Possiamo continuare a nutrirci così? La risposta è no. Oggi un europeo mangia come se avesse a disposizione due o tre pianeti, un americano quattro o cinque. Il nostro sistema alimentare è insostenibile. La salvezza, per sfamare un’umanità che cresce di fronte a risorse limitate, potrebbe arrivare dagli insetti. La stessa Fao da tempo promuove il ritorno della ento-gastronomia in tavola.

Nel Parco tecnologico padano di Lodi il 9 ottobre si tiene la Conferenza internazionale sugli insetti edibili. A organizzarla è la startup Italbugs che, all’interno dell’incubatore Alimenta, fa ricerca sul valore nutrizionale dei piccoli animali, sui quali poggerebbe il futuro dell’umanità.

«Abbiamo basato la nostra alimentazione su bovini, suini e polli», dice Marco Ceriani, fondatore di Italbugs e autore del libro Si fa presto a dire insetto. «Ma abbiamo sbagliato animali». Una mucca da latte beve 200 litri di acqua al giorno, un bovino 50 litri. «L’insetto invece non spreca ed è una grande fonte proteica». Grilli, ragni, cavallette, mosche e api rappresentano l’80% delle specie animali sulla Terra, e sono in grado di resistere anche alle radiazioni atomiche.

Una mucca da latte beve 200 litri di acqua al giorno, un bovino 50 litri. L’insetto invece non spreca ed è una grande fonte proteica

Il problema è che, almeno in Occidente, «gli insetti sono stati considerati sempre solo come parassiti delle derrate alimentari». E non come alimento. Il fattore “disgusto” è da mettere in conto. Immaginare di mangiare spiedini di ragno, come quelli che si vedono nei mercati thailandesi, non piace a molti.

L’obiettivo della ricerca di Italbugs, infatti, è estrarre proteine sicure da cavallette, grilli e camole della farina, da destinare come integratori per l’alimentazione animale e umana. «Puntiamo sullo sviluppo di matrici alimentari sicure, che non diano allergie, eliminando la chitina, che può provocare infiammazioni», dice Ceriani. «Gli insetti sono molto simili ai crostacei che, come si sa, possono provocare reazioni allergiche. È importante che l’insetto non contenga veleni, per questo deve essere trattato e normato».

Il problema è che al momento c’è un vuoto normativo. Da più parti da molto tempo si sta spingendo per mettere a punto una legislazione europea che regolarizzi la produzione, la conservazione e il trasporto di insetti destinati all’alimentazione. A luglio all’Expo di Milano è stato presentato il Libro bianco sugli insetti commestibili, che propone una serie di linee guida elaborate da una rete di ricercatori per definire una normativa italiana ed europea del settore. «Al momento vendere insetti in Europa, e anche in Italia, è vietato. Solo Francia, Belgio e Olanda hanno ottenuto delle deroghe per la produzione di prodotti a base di insetti, che però non possono essere esportati in altri Stati membri», spiega Ceriani. E proprio in occasione di Expo si è atteso molto prima venisse concessa una deroga al padiglione del Belgio per poter presentare, ma solo a un ristretto gruppo di giornalisti, una pasta fatta al 10% di insetti.

Gli insetti sono molto simili ai crostacei che, come si sa, possono provocare reazioni allergiche. È importante che l’insetto non contenga veleni, per questo deve essere trattato e normato

Ceriani, esperto di nutrizione, ha cominciato a occuparsi degli insetti mentre curava l’alimentazione degli atleti thailandesi di muay thai. «Avevano con sé un sacchettino di grilli che tenevano in frigo», racconta. «Per uccidere gli insetti basta esporli alle basse temperature. Quando si sentivano a corto di energie ne mangiavano un po’». Come le nostre barrette energetiche. «Ma non sono solo fonti proteiche, possono anche essere usati come nutraceutici. Ci sono insetti che hanno capacità anticancerogene, altri che vengono usati come stimolanti sessuali». Ora, una volta chiusi i battenti di Expo, tutti si attendono una legislazione certa che potrà le porte a un mercato succulento. Si stima che gli insetti siano già parte delle diete tradizionali di almeno due miliardi di persone nel mondo. La raccolta e l’allevamento potrebbero offrire occupazione e reddito.

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