Legalizzazione
13 Ottobre Ott 2015 1530 13 ottobre 2015

Tasse dalla cannabis: i dati dell’Antimafia sono inattendibili

Se prendessimo per vere le stime della Direzione Nazionale Antimafia avremmo 4,4 milioni di persone che fumano ogni giorno 4-7 spinelli. È su questi dati che si calcolano incassi per 15-30 miliardi di euro all’anno per l’erario

Cannabis Shop
(David Ryder/Getty Images)

Volevo ringraziare l’onorevole Della Vedova per l’attenzione mostrata nei confronti del mio intervento (sul flop per le casse dello Stato in caso di legalizzazione della cannabis, ndr) e per il modo garbato con cui ha sostenuto le sue tesi. Il che mi fa sperare che ne sia stato compreso l’intento. Che è quello di animare un dibattito approfondito sul tema “cannabis”, di modo che i cittadini possano formarsi un’opinione ragionata. Dove vengono soppesate le ragioni pro e contro, evitando per quanto possibile la logica da stadio.

In questa mia contro-replica mi concentrerò sugli aspetti quantitativi, anche se, come scrivevo nel mio intervento originale e come penso sia d’accordo l’onorevole Della Vedova, non è sulle entrate potenziali dello Stato che si deve misurare l’opportunità di legalizzare una sostanza come la cannabis.

Non è sulle entrate potenziali dello Stato che si deve misurare l’opportunità di legalizzare una sostanza come la cannabis

Della Vedova menziona tre diversi studi che supportano l’ipotesi che il mercato illegale della cannabis sia molto più vasto di quanto stimato dall’Osservatorio della Unione Europea per le droghe e le tossicodipendenze (Emcdda).

I lavori di C. Rossi (2013) e di David-Ofria (2015), ricordati nella replica al mio intervento, presentano un problema interpretativo simile. In entrambi i lavori si parte da livelli di consumo espressi in “dosi”. Dal numero di “dosi” consumate si arriva alla stima della dimensione del mercato moltiplicando per il prezzo della cannabis. Il problema, in entrambi i lavori, è che la dose viene moltiplicata per il prezzo al grammo, presupponendo che una dose di cannabis pesi esattamente un grammo. A meno che gli autori non utilizzino una propria definizione di dose, è noto che lo standard Onu per il peso di una dose (cioè la quantità di cannabis presente in uno “spinello” o “joint” per usare il termine americano) di marijuana (l’erba) è di 500 mg mentre per l’hashish è di 125 mg. Quindi, ne deriva che le stime di C. Rossi e di David-Ofria, dovrebbero essere divise per due (se in Italia fosse prevalente l’uso di marijuana) o per 8 (se fosse, come è, prevalente l’uso di hashish). Alla fine, la stima del consumo e del mercato illegale ritornerebbe nel range stimato dalla Emcdda e usato nel mio intervento.

In alcuni studi si presuppone che una dose di cannabis pesi esattamente un grammo. In realtà sono pari a mezzo grammo per la marijuana e 125 mg per l’hashish. Le stime sulle tasse devono quindi essere almeno dimezzate

La stima effettuata dalla Direzione Nazionale Antimafia (2015) merita un approfondimento maggiore, anche per l’enorme clamore mediatico che ha suscitato. Basandosi sui sequestri effettuati in un solo anno, il 2014 (e questo come vedremo rappresenta il problema metodologico), la Dna ottiene una stima monstre di consumo di cannabis in Italia: 1.471.320 – 2.942.640 kg. Moltiplicando per un prezzo di 10 euro al grammo, ne deriva un valore del mercato della cannabis pari a 15-30 miliardi di euro.

Per capire l’enormità della stima di consumo, la Dna stessa le traduce in assunzioni medie annue pro capite di 25-30 grammi di cannabis per ogni italiano (compresi vecchi e bambini). Se limitassimo il calcolo pro-capite solo a coloro che dichiarano di aver assunto cannabis nell’ultimo anno, avremmo 4,4 milioni di italiani che assumono 333-667 grammi di cannabis all’anno. Significa 4,4 milioni di persone che fumano ogni giorno dell’anno 4-7 spinelli, spendendo 300-600 al mese solo in cannabis.

Se dovessimo prendere per vere le stime della Direzione Nazionale Antimafia dovremmo avere 4,4 milioni di persone che fumano ogni giorno dell’anno 4-7 spinelli

La stima della DNA solleva molti interrogativi metodologici. Il primo è che è basata su un solo anno di sequestri, il 2014. Dal grafico si evince chiaramente che il 2014 è stato un anno eccezionale per quel che riguarda i sequestri, soprattutto di hashish. Analizzando più a fondo il dato del 2014 si scopre che quasi 100 tonnellate di hashish sono state sequestrate in quattro operazioni eccezionali delle forze di Polizia italiane. Operazioni condotte in mare, di cui una in acque internazionali. Infine, la Dna non specifica quanta parte della merce sequestrata fosse in transito e quanta fosse invece destinata al mercato italiano.[1]

Fonte: Ministero dell’Interno, Dipartimento Pubblica Sicurezza e Direzione Centrale Servizi Antidroga, relazioni annuali, varie annualità

Se, al posto del dato puntuale dei sequestri del 2014, usiamo la media del periodo 1997-2013, il risultato ovviamente cambia. La media dei sequestri è pari a 41 tonnellate. Se usiamo lo stesso interception rate ipotizzato dalla DNA, il consumo risulta pari a 410-820 tonnellate. Moltiplicando per un prezzo di 10 euro al grammo, il mercato della cannabis misurerebbe 4,1-8,2 miliardi di euro.

La stima della DNA va quindi tenuta in conto, ma forse dovrebbe servire più come monito per approfondire le stime sin qui ottenute attraverso i modelli economici e le analisi statistiche “canoniche”.


[1] Si legge infatti in Direzione Centrale Servizi Antidroga (2014, p 46) “La penisola italiana, grazie alla sua baricentrica posizione nel Mar Mediterraneo e alla sua peculiare conformazione geografica caratterizzata da ottomila chilometri di coste, rappresenta una delle principali porte d’accesso delle droghe al vecchio continente

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