Caos Capitale
13 Ottobre Ott 2015 1230 13 ottobre 2015

Virginia Raggi, l’avvocatessa grillina che punta al Campidoglio

Piace agli attivisti e buca lo schermo. Un passato da cameriera, per conquistare Roma i 5 Stelle puntano sul primo sindaco donna della Capitale

Sandro Gugliotta/Facebook
Sandro Gugliotta/Facebook

Lei si schermisce in diretta televisiva. «Vedremo, adesso è un po’ prematuro parlare di nomi». Ma dentro e fuori il Movimento sono in molti a parlare di Virginia Raggi per la corsa al Campidoglio. Il plebiscito mediatico arriva dopo l’intervista dei quattro consiglieri comunali pentastellati a In Mezz’ora, il talk di Lucia Annunziata su Rai Tre. Marcello De Vito, Daniele Frongia, Enrico Stefano e Virginia Raggi se la sono cavata bene. Rappresentano l’avanguardia scelta dai vertici del Movimento per la conquista di Roma alle prossime elezioni. I candidati “nazionali” come il deputato Alessandro Di Battista sembrano ormai sfumati. Archiviato anche il metodo Rodotà, e la conseguente scelta di un esponente della società civile, il percorso tracciato è quello delle primarie online aperte agli iscritti certificati. Con i quattro consiglieri comunali già in vantaggio, dopo due anni e mezzo di battaglie in Campidoglio. Virginia Raggi però, spicca un po’ di più. Secondo il Corriere della Sera, è «in pole position per la corsa a sindaco del Movimento». La Repubblica è ancora più netta: «Casaleggio la promuove a pieni voti».

Oggi è avvocato civilista esperta diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Se prendesse il posto di Marino sarebbe il primo sindaco donna nella storia della Capitale

Classe 1978, studi al liceo scientifico Newton e poi Legge all’Univesrità Roma Tre, un po' di lavoretti da cameriera e baby sitter, il volontariato nei canili. Oggi è avvocato civilista esperta diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Se prendesse il posto di Marino sarebbe il primo sindaco donna nella storia della Capitale.

Al Campidoglio è sbarcata nel 2013 col vento del grillismo per occuparsi di stanziamenti per il verde pubblico, manutenzione degli immobili scolastici, unioni civili e ripristino dell’equità nelle rette per gli asili nidi. Cresciuta nel quartiere San Giovanni, è sposata con Andrea Severini, regista radiofonico e attivista Cinque Stelle. Con lui, oltre a un figlio, condivide l’adesione al Gruppo di acquisto solidale. L’ingresso nel Movimento risale al 2011, «trascinata da mio marito che aveva le idee molto più chiare delle mie». Il motivo dell’impegno, spiegava nel suo video di candidatura del 2013, risiede anche nel fatto di aver partecipato a «comitati di quartiere e volontariato ma mi sono sempre scontrata con la realtà, quella per cui se non si conosce il politico o l’amministratore o il funzionario che può risolvere la situazione, di fatto tutte le energie dei cittadini vengono bloccate».

L’ingresso nel Movimento risale al 2011, «trascinata da mio marito che aveva le idee molto più chiare delle mie»

Dai banchetti per strada agli studi televisivi. Raggi continua a ripetere che «non servono belle facce per governare, servono serietà e soluzioni», ma il suo volto buca lo schermo. TgCom, SkyTg24, La7. Il look è sobrio: orecchini e collane discrete, al massimo un giubbotto di pelle. Risponde disinvolta alle domande di Lucia Annunziata, tiene testa al confronto tv con Alfonso Sabella. Chi lavora con lei la descrive, prima di tutto, «determinata». Con i tre colleghi consiglieri ha fatto opposizione serrata a Ignazio Marino. Nel Movimento c’è chi li chiama i «fab four», qualcuno li ha soprannominati i magnifici quattro. Sempre insieme nelle foto e alle iniziative pubbliche dei Cinque Stelle, ultima la richiesta di accesso agli atti per le spese di rappresentanza di Ignazio Marino. Poi la lotta agli sprechi con la commissione per la spending review, le battaglie per la metro C e le municipalizzate Ama e Atac.

I quattro consiglieri non negano la competizione, qualche sgomitata è lecita. «Abbiamo una voglia pazzesca di cambiare le cose»

Nella war room dei pentastellati capitolini non hanno dubbi: «La loro azione corale dentro al Campidoglio risponde all’idea di gruppo che c’è nel Movimento». Uno dei quattro, Enrico Stefano, aggiunge: «Siamo uniti e non ci pestiamo i piedi, la cosa più bella di quest'avventura è il rapporto umano che si è creato tra noi, una squadra con 29 consiglieri municipali alle spalle e tanti attivisti. Anche perché il modello dell’uomo solo al comando non funziona più». L’avanguardia grillina in Campidoglio si scalda in vista delle primarie online. Non negano la competizione, qualche sgomitata è lecita. «Abbiamo una voglia pazzesca di cambiare le cose». Tutti e quattro sono candidabili, ma Virginia un po’ di più.

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