Lifestyle
16 Ottobre Ott 2015 1824 16 ottobre 2015

L’americano che investe nei ristoranti italiani: «Qui si può guadagnare»

Jonathan Segal, fondatore di The One Group: «l’Italia sta diventando una vera destinazione globale, Milano in particolare»

Jonathan Segal
Jonathan Segal, Ceo di The One Group

È sbarcato in Italia, senza fanfare. Ma sta mostrando i “muscoli” come era prevedibile: al “ME Il Duca di Milano” – hotel totalmente rinnovato in Piazza della Repubblica – va in onda lo show a 360 gradi di The One Group. Con ben sedici ristoranti nel mondo (e altri dieci sono in arrivo) curati direttamente e la gestione di vari spazi in altre strutture, è uno dei gruppi di food & beverage più in auge nel mondo: quasi 70 milioni di dollari come fatturato nei primi sei mesi del 2015, con una costante crescita a doppia cifra e margini operativi che la ristorazione europea si sogna dagli anni ’80 e facilmente non rivedrà più. La fama internazionale di The One Group è arrivata grazie al concept Stk che è riuscito a fondere in un solo ambiente la tipicità di una steakhouse a stelle e strisce (difatti le carni in larghissima parte sono americane, in patria e all’estero) e l’eleganza “coloratissima” di una lounge internazionale. Prima di Milano si era peraltro già fatto notare a Londra: la “sua” terrazza sul tetto del ME London in The Strand - chiamata Radio Rooftop Bar – vince premi a ripetizione ed è considerata una delle più belle della City che ne ha decine. Ma anche quella di Milano, al decimo piano del Melià, ha incontrato subito i consensi generali. Una case history interessante, iniziata nel 2004, che Linkiesta fa raccontare a Jonathan Segal: fondatore, Ceo e presidente di The One Group. Cinquantenne, figlio d’arte – i genitori possedevano i migliori hotel dell’isola di Jersey – ha il talento dell’innovazione. È stato uno dei fondatori di World Pay, prima compagnia di pagamento su Internet, poi diventata PayPal.

Con ben sedici ristoranti nel mondo (e altri dieci sono in arrivo) curati direttamente e la gestione di vari spazi in altre strutture, The One Group è uno dei gruppi di food & beverage più in auge nel mondo.

Mr. Segal, ci presenta la sua compagnia?

The One Group è un leader globale nel settore dell'ospitalità, con un’attività divisa in due sezioni principali. Da un lato forniamo un servizio ristorazione “chiavi in mano” chiamato One Hospitality per alberghi internazionali, casinò e altri location di fascia alta. In questo caso, gestiamo tutti gli aspetti dalla cena e ai mini bar in camera sino alle terrazze e alle piscine o ancora i bar principali e ai ristoranti interni alla struttura. Poi c’è Stk con il brand principale e il più recente Stk Rebel: concept unici e che stanno riscontrando grande successo nel mondo.

Il ristorante Stk di Milano

Qual è stata, secondo lei, l'intuizione vincente che ha cambiato la storia di The One Group e lo rende un modello di business di grande successo nel settore?

Negli ultimi anni, si è verificato un grande cambiamento relativo alla gestione del food & beverage negli hotel internazionali. Si è capito che la collaborazione tra un operatore che segue il food & beverage e l’albergo è vincente. Entrambi possono concentrarsi su un solo aspetto e migliorare il servizio. Noi siamo stati dei precursori in questo.

Come si fa a standardizzare il concetto dei vostri ristoranti, Stk in particolare, nei diversi Paesi in cui si opera?

Con il marchio Stk, abbiamo sempre adattato il posto al mercato locale, considerando le tendenze regionali della cucina, la selezione di vini, e anche la musica. D’altra parte Stk deve mantenere uno stile unico, esaltare il brand e l'approccio "vibe", che creano una speciale esperienza degli ospiti. In Stk Milano ci siamo ispirati sensibilmente a quella nostra di New York.

Negli ultimi anni si è capito che la collaborazione tra un operatore che segue il food & beverage e l'albergo è vincente.

Jonathan Segal, presidente di The One Group

Lei parla di esperienza: è un concetto diverso dalla cena.

Esatto. Il cibo resta l’elemento principale, ma non l'unico. In tutte le nostre location cerchiamo quella che io chiamo “alta energia”: emozione, atmosfera sociale con buona musica e gente vivace. La "One Experience" comprende tutti questi aspetti ed è un fattore enorme nel motivo per cui i nostri ristoranti hanno successo.

All'interno del gruppo ci sono anche tre marchi di ristoranti italiani: Asellina, Cucina Asellina e Bagatelle. È solo una scelta di business o una passione?

Per un operatore internazionale, è necessario poter offrire qualsiasi tipo di esperienza e una cucina che un partner possa desiderare per la propria proprietà. Ecco perchè i concept italiani sono un must nel nostro portafoglio. Detto questo, personalmente, ritengo che la cucina italiana rappresenti il più alto livello di “pranzo sociale” e questo è parte del suo successo nel mondo.

Ci sono molti stranieri che considerano il nostro Paese non adatto a investimenti a causa di vari problemi. Come ci sono molti ristoratori italiani che si lamentano spesso che in Italia non guadagnano molto con il cibo. Lei cosa ne pensa?

Ogni città e Paese presentano le sue complessità, legate principalmente alle leggi sul lavoro e alle diverse situazioni economiche. Anche l'America, dal punto di vista del business, è impegnativa in quanto ciascuno dei 50 Stati ha le sue norme e restrizioni. E non bisogna mai dimenticare che i guadagni, oltre che dalla bravura, dipendono da quanto è ampio il mercato. L’Italia? Non la conosco benissimo, però come The One Group abbiamo “sentito” che stava diventando una vera destinazione globale, Milano in particolare, e ci siamo mossi rapidamente con il ME.

Avete in programma nuove aperture in Europa e in Italia in particolare?

Il nostro piano è quello di operare in tutte le principali città europee entro i prossimi tre anni, con un ristorante Stk o attraverso il nostro programma di gestione One Hospitality. Pensiamo a Amsterdam, Barcellona, ​​Stoccolma, Berlino e Madrid. Quanto all’Italia ci farebbe piacere “creare” altre situazioni, non lo nego.

L’Italia? Non la conosco benissimo, però come The One Group abbiamo “sentito” che stava diventando una vera destinazione globale, Milano in particolare, e ci siamo mossi rapidamente con il ME.

Jonathan Segal, presidente di The One Group

Mr Segal, se dovesse dare consigli a un giovane imprenditore, disposto a iniziare una avventura imprenditoriale come la vostra, quale sarebbe il suo primo suggerimento?

Che se vuole lavorare nel business dell'ospitalità e della ristorazione, deve avere una passione travolgente. Questo è un lavoro difficile perché si sta vendendo un prodotto che è disponibile round-the-clock, 24 ore al giorno. Perché ora le persone utilizzano i social media per documentare le loro esperienze e si vedono subito i risultati del lavoro: è un bene ma anche un pericolo. Ma se davvero ami, questo lavoro ti premia non solo economicamente, ma anche emotivamente. Niente dà più soddisfazioni - soprattutto quando vedi la gente rispondere positivamente ad un'idea o un concept che hai creato e costruito.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook