Salute
20 Ottobre Ott 2015 1530 20 ottobre 2015

Calo delle vaccinazioni? È anche colpa dei grillini

Grillo per primo, e insieme a lui molti altri del M5s, hanno sempre avanzato teorie complottiste sui vaccini. Cosa succederà se uno di loro dovesse andare al ministero della Salute?

Grillo
(Afp/Filippo Monteforte)

Vaccinazioni in calo, immunità di gregge a rischio, il ministero della Salute che corre ai ripari. Le teorie del complotto che legano i vaccini all’autismo (smentite scientificamente da anni) spaventano i genitori e alcuni bambini tornano a morire di malattie antiche come il morbillo o la pertosse.

Ha fatto discutere in questi giorni la frase della senatrice grillina Paola Taverna ai giornali: «A volte i vaccini servono più alle case farmaceutiche che ai bambini». Non sono frasi estemporanee, il M5s ha da sempre un rapporto conflittuale con le vaccinazioni. Critico nei confronti dei vaccini è sempre stato, ad esempio, Beppe Grillo.

«A volte i vaccini servono più alle case farmaceutiche che ai bambini»

Paola Taverna, senatrice M5s

Grillo contesta il fatto di avere dieci vaccini obbligatori. Per lui è come se avessero obbligato le persone a giocare d’azzardo. Contesta il vaccino per l’epatite B, introdotto in Italia dall’ex ministro Francesco De Lorenzo, di cui ricorda i guai giudiziari e il coinvolgimento in Tangentopoli.

Successivamente però Grillo si lancia in un duro attacco all’efficacia vera e propria dei vaccini. Le sue parole sono inequivocabili. «Il vaccino è: prendi un bambino sano, di neanche un anno, col suo sistema immunitario perfetto. Gli inoculi un virusino, in modo che lo abitui un po’. Nel caso che arrivi un virus grosso, il virusino che son anni che gira gli fa un culo così. Se però il virus grosso non arriva, il virusino rimane lì in giro. Oltre al virusino c’è anche un po’ di mercurio: allora non abbiamo più difese immunitarie».

Mostra quindi un grafico sulla difterite in Usa che dimostrerebbe che la malattia stava scomparendo da sola e che il vaccino sarebbe stato sostanzialmente inutile. Tutto fatto per gli interessi delle multinazionali farmaceutiche.

«Il vaccino è: prendi un bambino sano, di neanche un anno, col suo sistema immunitario perfetto. Gli inoculi un virusino, in modo che lo abitui un po’. Nel caso che arrivi un virus grosso, il virusino che son anni che gira gli fa un culo così. Se però il virus grosso non arriva, il virusino rimane lì in giro. Oltre al virusino c’è anche un po’ di mercurio: allora non abbiamo più difese immunitarie»

Beppe Grillo

Passano gli anni, arriviamo al 2013 col M5s che raccoglie all’improvviso nove milioni di voti e finisce in Parlamento. Sui giornali finisce un dibattito nato in un meet-up lombardo proprio intorno al tema vaccini. Qui si mette in luce un attivista, tal Gian Paolo Vanoli che in un’intervista afferma: «Una delle cose peggiori che puoi fare al sistema immunitario è vaccinare un bambino. I vaccini stroncano la formazione del sistema immunitario. Quando il vaccino viene introdotto nel bambino, questo poi cresce e cerca di trovare una propria personalità, e se questa viene inibita dal mercurio o dalle sostanze vaccinali che si introducono nel cervello diventa gay. Il problema lo sentiremo soprattutto nelle prossime generazioni, perché quando abbiamo un omosessuale che genera una figliolanza questi si porteranno dietro il Dna dell’ammalamento del genitore. Perché l’omosessualità è una malattia, anche se l’Oms ha deciso che non lo è. Chissenefrega! La realtà è che è così. Ogni vaccinazione produce omosessualità, perché impedisce la formazione della personalità. È una microforma di autismo, se vogliamo. Lei vedrà quanti omosessuali ci saranno nelle prossime generazioni, sarà un disastro». Va detto che poi il M5s prese nettamente le distanze da Vanoli e dalle sue affermazioni, soprattutto sull’omosessualità.

«Ogni vaccinazione produce omosessualità, perché impedisce la formazione della personalità. È una microforma di autismo, se vogliamo. Lei vedrà quanti omosessuali ci saranno nelle prossime generazioni, sarà un disastro»

Gian Paolo Vanoli, attivista M5s

Ma se Vanoli è un estremista, non si può dire che il partito in cui militava sia favorevole ai vaccini. Abbiamo già visto le frasi di Grillo e della Taverna. Viene spontaneo chiedersi perché il Movimento cinque stelle non vuole avviare una riflessione seria su questi argomenti, ascoltare la comunità scientifica e i dati – quelli veri – che dimostrano una realtà ben diversa da quella descritta in qualche spettacolo. Sono il secondo partito italiano, possono virtualmente andare al governo. Non si vuole fare terrorismo ma è lecito chiedersi cosa deciderà in merito un futuro ministro grillino della sanità.

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