2 Novembre Nov 2015 1020 02 novembre 2015

A Bruzzano, in pellegrinaggio da Maurizio Mosca

Fiori sulla tomba del giornalista morto nel 2010. Ricordando la sua Milano, le bombe e il suo pendolino

Mosca
Valderrama.it

L’inverno arriverà, si sente dall’aria fredda. Oggi però il sole è abbastanza caldo e la temperatura non scende sotto i sette gradi. I grandi alberi di piazza Aspromonte, incuranti del forte vento che spazza il cielo e scuote le poche foglie rimaste attaccate ai rami, osservano il via vai che si perpetua ogni giorno sotto di loro. La gelateria l’Ottavo Nano è chiusa ormai da qualche settimana, mentre il sexy shop automatico Mon Amour è aperto, come sempre, 24 ore su 24. Le signore della piazza, come ogni giorno, sono ferme agli angoli delle strade. Esmeralda abbozza un sorriso sdentato a un passante che però non ricambia e tira dritto. Nell’area per cani del parchetto, un minuscolo pincher abbaia forsennatamente verso un mastino napoletano, che in tutta risposta inizia a defecare.

Da ragazzo mi innamorai della maglia della Juventus, il bianco e nero mi faceva impazzire, con i calzoncini e i calzettoni bianchi. Mi dava una sensazione diversa da tutte le altre squadre. Non era difficile avere simpatia per quella squadra, al di là delle suggestioni cromatiche: Boniperti e Sivori divennero i miei idoli. Poi conobbi Gianni Rivera, che andai a trovare a casa sua spacciandomi per giornalista quando ero invece uno studente universitario. Divenne un’altra delle mie manie da appassionato di calcio. Così come più tardi mi fece impazzire Sandro Mazzola.

Piazza Aspromonte è la piazza in cui Maurizio Mosca sarebbe stato visto “comprando 400 mila lire di cocaina”. Questa è stata l’accusa sgrammatica rivolta telefonicamente al giornalista da un telespettatore durante una diretta della trasmissione Supergol su Cinquestelle TV. Era uno scherzo, probabilmente. Anche perché in Piazza Aspromonte a inizio anni Novanta avrebbe trovato più facilmente l’eroina. Intanto nel campetto di basket, al centro della piazza, sta iniziando una partita tra un gruppo di ragazzi peruviani e filippini. Nel Perù gioca un nero che indossa la maglia dei Lakers di Kobe Bryant ed è più alto di tutti di almeno venti centimetri. Al supermercato della scarpa, all’angolo con via Pecchio, un gruppo di ragazze sta scegliendo quali stivali comprare per affrontare la lunga notte di lavoro che le attende.


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