Legge di stabilità
6 Novembre Nov 2015 1620 06 novembre 2015

L’Europa ha promosso l’Italia? Non è vero, il rischio di correttivi rimane

Le stime sulla crescita della Commissione Juncker sono state riviste al rialzo. Ma la stampa italiana ha trascurato le previsioni di finanza pubblica, dove il risultato è decisamente meno lusinghiero. E non è escluso che vengano chiesti correttivi

Pierre Moscovici
Il commissario Ue agli Affari Economici, PIerre Moscovici, durante la presentazione delle previsioni di autunno della Commissione Europea, il 5 novembre a Bruxelles (THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)

È uscito ieri, 5 novembre, l’aggiornamento autunnale delle previsioni della Commissione europea sulle principali variabili economiche dei Paesi dell’Area euro. La stampa nazionale si è concentrata esclusivamente sulla crescita economica, dove la Commissione conferma lo scenario ottimistico del governo italiano per il 2015 e il 2016, e ha trascurato le previsioni di finanza pubblica, dove il risultato è decisamente meno lusinghiero. È’ vero che la Commissione Juncker ha deciso di adottare un atteggiamento molto politico, interpretando in maniera estremamente flessibile i Trattati europei. Ma nel Nord Europa sta montando la protesta nei confronti di una flessibilità che rischia di sfociare in lassismo fiscale. E questi numeri rendono meno scontata l’Opinione sui budget dei Paesi membri che la Commissione deve emettere entro la fine del mese.

Se un Paese è considerato non conforme con il Patto di Stabilità, in genere la Commissione richiede interventi correttivi, rimandando al mese di marzo dell’anno successivo il giudizio definitivo. Se un Paese non si adegua, la Commissione può suggerire di aprire una procedura di deficit eccessivo e, nei casi estremi, prevedere una sanzione pecunaria, che però non è mia stata comminata. Anche la Francia, che nel 2014 ha deliberatamente deciso di non rispettare gli impegni presi, alla fine non è stata sanzionata e ha semplicemente ottenuto una ridefinizione degli obiettivi sulla base delle sue richieste.

La stampa nazionale si è concentrata esclusivamente sulla crescita economica, dove la Commissione conferma lo scenario ottimistico del governo italiano per il 2015 e il 2016. Ma ha trascurato le previsioni di finanza pubblica, dove il risultato è decisamente meno lusinghiero

Non è semplice ricostruire per tutti i Paesi dell’area euro la dinamica delle previsioni effettuate dalla Commissione, quelle contenute nelle leggi di bilancio nazionali e gli obiettivi. Nelle tabelle sottostanti abbiamo riportato queste informazioni per il 2016, relativamente alla variabile deficit/Pil.

Legenda: EC- Spring denota le previsioni della Commissione effettuate nella primavera del 2015. EC- Autumn denota le previsioni della Commissione pubblicate il 5 novembre del 2015. SP denota gli obiettivi assegnati a ciascun Paese nell'ambito dello Stability Programme. DBP denota gli obiettivi che i Paesi si sono assegnati nelle leggi di bilancio inviate alla Commissione entro il 15 ottobre 2015

La colonna più importante è l’ultima, dove riportiamo la differenza tra le stime più recenti della Commissione e gli obiettivi che i Paesi hanno preso nell’ambito del Programma di Stabilità. Ad esempio, la Commissione stima che il deficit dell’Italia nel 2016 sarà pari al 2,3% del Pil. La differenza rispetto all’obiettivo è pari a 0,5 per cento. Come si può notare, il governo italiano ha deliberatamente scelto di non perseguire l’obiettivo. Infatti, nella colonna Dbp (Draft Budgetary Plan) programma un deficit/Pil pari al 2,2 per cento. C’è da dire che l’Italia è in buona compagnia. La maggioranza dei Paesi non rispetterà gli obiettivi.

La Commissione stima che il deficit dell’Italia nel 2016 sarà pari al 2,3% del Pil. La differenza rispetto all’obiettivo è pari a 0,5 per cento. Come si può notare, il governo italiano ha deliberatamente scelto di non perseguire l’obiettivo

Il caso della Spagna, rispetto alla quale la Commissione si è già pronunciata negativamente, è diverso rispetto a quello dell’Italia. La Spagna infatti non intende esplicitamente violare gli impegni presi in tema di riduzione del deficit. Nel suo budget (colonna Dbp), il deficit programmato dal governo spagnolo è pari al 2,8% come da obiettivi (colonna SP). Tuttavia, i tecnici della Commissione hanno valutato negativamente la consistenza delle stime di entrate e uscite presentate nel budget spagnolo. E di conseguenza ipotizzano un deficit superiore di 0,8% rispetto a quanto stimato dal governo. Un caso simile a quello spagnolo è rappresentato dal Belgio.

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