Dossier
L’eccezione
7 Novembre Nov 2015 1700 07 novembre 2015

Benedetto IX, il Papa ragazzo che vendette la carica

Se gli scandali di questi giorni sembrano gettare cattiva luce sul Vaticano, non sono nulla in confronto alle storie dei secoli più bui del Papato

Papa Benedetto Ix
Una statua del colonnato di San Pietro, Vaticano (Franco Origlia/Getty Images)

Le cronache di questi giorni parlano delle accuse al cardinal Bertone, ex segretario di Stato vaticano, di aver ristrutturato un attico con soldi destinati alla Fondazione Bambin Gesù per i bambini malati. E parlano anche dell’arresto di monsignor Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, accusati di aver trafugato documenti riservati.

Se il Vaticano è di nuovo l’ambientazione di lotte di potere, scontri tra fazioni e vicende poco edificanti che coinvolgono suoi esponenti di primissimo piano, la situazione attuale impallidisce davanti alle storie che risalgono ai suoi tempi più bui.

L’eccezionale Benedetto IX

Come in tutte le istituzioni con una storia plurisecolare, anche la Chiesa cattolica è passata attraverso cambiamenti che l’hanno resa del tutto irriconoscibile al confronto con l’oggi. Questo è vero per tutti i gradi della gerarchia ecclesiastica, incluso il suo vertice: la successione dei 266 uomini che, da San Pietro a papa Francesco, hanno ricoperto la carica di pontefice.

Ci sono stati Papi guerrieri, come il celebre Giulio II; altri famosi per il loro nepotismo, come Alessandro VI Borgia; altri che non sono mai esistiti per un errore della numerazione, come Giovanni XX; ma ci fu un Papa che è diventato, suo malgrado, il simbolo di tutto quello che un pontefice non sarebbe mai dovuto essere.

Benedetto IX è l’unico Papa ad esserlo stato più di una volta – tre, addirittura – l’unico ad aver venduto la carica e uno dei più giovani della storia

È l’unico Papa ad esserlo stato più di una volta – tre, addirittura – l’unico ad aver venduto la carica, e, infine, uno dei più giovani della storia.

Il papato di Benedetto IX viene citato in tutte le opere storiche, divulgative e non, che si occupano dei successori di Pietro meno meritevoli. Ha ispirato perfino un romanzo recente dello scrittore italiano Renzo Rosso dal titolo, piuttosto inquietante, Il trono della bestia (Piemme, 2002).

Ripercorrendo la sua storia, sembra che almeno un po’ della cattiva stampa di cui gode sia meritata. Anche perché riuscì a mettere d’accordo tutti i suoi contemporanei, che ne fecero ritratti a dir poco critici sia che fossero ostili al papato per partito preso – per motivi religiosi o perché fedeli all’imperatore del Sacro Romano Impero, l’altra grande potenza dell’epoca – sia nel caso in cui non avessero particolari motivi per prendersela con lui. Papa Vittore III, quarant’anni dopo la fine del pontificato di Benedetto IX, definì il predecessore «ladro e assassino».

Teofilatto dei conti di Tuscolo

Perfino chiarire i limiti cronologici del suo papato è difficile: al secolo Teofilatto figlio di Alberico III, conte di Tuscolo, salì al soglio pontificio per volere di suo padre nel 1032, quando aveva con ogni probabilità poco più di vent’anni. Alcune fonti del tempo dicono che ne avesse addirittura dieci o dodici, un errore o una calunnia che ha avuto parecchia fortuna, fino al secondo volume della Storia d’Italia di Montanelli.

La sua famiglia aveva già espresso i due pontefici precedenti, che a quanto pare ricoprirono la loro carica con una certa dignità. Al terzo esponente dei Tuscolani andò molto peggio. Per dodici anni, il giovane cercò di barcamenarsi tra le varie fazioni che si dividevano il potere in Italia – e nella stessa Roma – scomunicando diversi suoi avversari politici. In quel periodo, i possedimenti nominalmente sotto il dominio del Papa erano in realtà un mosaico di piccoli poteri locali, tra cui spiccava quello dei Tuscolani.

Nella città, le accuse di vendite di cariche, di immoralità, di cattiva gestione delle risorse si basavano su storie che fanno sembrare le inchieste di oggi uno scherzo di ragazzini. Nel 1044, anche Benedetto IX ebbe il suo assaggio del malcontento popolare. Una rivolta lo costrinse a lasciare la città, mentre scoppiavano violenti scontri tra i romani e i trasteverini, che stavano dalla parte dei conti di Tuscolo.

Apriamo una parentesi sulla vita privata del nostro papa. Il fatto che il pontefice fosse il sovrano di Roma e al tempo stesso il capo della cristianità faceva sì che parecchi inclinassero molto più decisamente verso il primo ruolo, e si dimenticassero o quasi dei doveri morali connessi al secondo.

Alcune cronache dicono che la rivolta del 1044 scoppiò a causa dello sdegno per un progetto di matrimonio di Benedetto IX

Ad esempio, il celibato dei sacerdoti era già dottrina ufficiale, ma tanto poco rispettato in quei secoli che papa Adriano II (867-872) era sposato quando salì al soglio pontificio – e moglie e figlia andarono ad abitare con lui nel palazzo del Laterano, la residenza storica dei papi.

Per non parlare di casi ancora più clamorosi, come quello di Giovanni XII, che secondo la leggenda morì, nel maggio del 964, tre giorni dopo essere stato sorpreso nel letto di una donna dal di lei marito – che reagì in modo molto poco pio alla scoperta.

Per quanto riguarda Benedetto IX, alcune cronache dicono che la rivolta del 1044 scoppiò a causa dello sdegno per un suo progetto di matrimonio: intendeva sposare una sua cugina. Altre dicono più genericamente che il pontefice era impegnato con costanza in ruberie e assassinii ai danni della gente di Roma. E. R. Chamberlin, autore di un fortunato libro divulgativo sui peggiori papi di sempre intitolato The Bad Popes, ha riassunto così la fama di cui godette Benedetto IX:

«Sembrava che Giovanni XII fosse tornato sul trono, con stupri e omicidi di nuovo all’ordine del giorno, la ricchezza rimasta del papato ancora sperperata in bordelli e banchetti, e nel mantenimento di milizie private».

Ad ogni modo, c’entri o meno il suo comportamento, nel 1044 Benedetto IX dovette lasciare Roma e rifugiarsi in una rocca di famiglia poco lontana. Al suo posto i romani scelsero Giovanni vescovo di Sabina – imparentato con una famiglia rivale dei tuscolani, i Crescenzi – che diventò papa con il nome di Silvestro III.

Molti papi

Ma l’assenza del nostro protagonista durò poco, perché i Tuscolani fecero sentire la loro influenza e Silvestro III fu scacciato a sua volta dopo appena 49 giorni. Benedetto IX riprese il papato e, a quanto pare, chi lo aveva sostituito poté tornare a fare il vescovo senza eccessive conseguenze. Il papa ritornato mantenne però la sua carica solo un mese e ventun giorni.

«Viveva più come Epicuro che come un pontefice»

Desiderio di Montecassino su Benedetto IX

Forse perché a Roma non godeva più di molto appoggio, forse davvero perché interessato a un tipo di vita incompatibile con la carica – il cronista Desiderio di Montecassino dice che «viveva più come Epicuro che come un pontefice» – decise poi di trovarsi un successore con un meccanismo usuale per l’epoca: vendendo l’onore del trono di Pietro.

Chi si comprò l’ambito titolo fu Giovanni Graziano, suo amico e confidente, diventato papa il 1° maggio 1045 con il nome di Gregorio VI. A questo punto, l’imperatore Enrico III intervenne nell’ingarbugliata situazione romana e decise, convocando un concilio a Sutri, di eliminare dai giochi sia il venditore che il compratore, mettendo al loro posto un altro papa ancora, Clemente II.

Purtroppo per Enrico, Clemente II morì improvvisamente alla fine del 1047. E chi tornò alla ribalta fu ancora Benedetto IX, contando sull’appoggio di alcuni signori dell’Italia centrale e diventando così l’unico pontefice della storia a ricoprire la carica per tre volte non consecutive. L’Annuario Pontificio, che riporta la lista ufficiale dei pontefici della Chiesa cattolica, registra Benedetto IX al 145°, 147° e 150° posto.

Record a parte, anche il suo terzo periodo in carica durò poco: meno di un anno, dopo di che l’imperatore intervenne di nuovo e riuscì a farlo deporre (e scomunicare).

E così Benedetto IX finì la sua carriera come un successore con lo stesso nome, quasi mille anni più tardi. Come papa Ratzinger - Benedetto XVI - lasciò Roma e se ne tornò tra i castelli dei dintorni. La leggenda vuole che Benedetto IX visse gli ultimi anni della sua vita in penitenza, riconoscendo finalmente le sue molte colpe. Ma abbiamo indizi che le cose siano andate diversamente, e che il ritiro dimesso e silenzioso di Joseph Ratzinger abbia davvero poco a che fare con la fine della vicenda umana di Teofilatto dei conti di Tuscolo, tre volte papa.

Fino alla sua morte alla fine del 1055, i documenti ufficiali in nostro possesso dimostrano che Benedetto IX, in tutte le occasioni possibili, continuò a firmarsi con il suo nome da pontefice - rifiutando, insomma, la legittimità della sua deposizione, e sostenendo fino alla fine che il legittimo successore di Pietro era, nonostante tutto, ancora lui.

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