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17 Novembre Nov 2015 0930 17 novembre 2015

Militari in strada e voli interdetti, Roma si prepara al Giubileo

Altri mille soldati in arrivo nella Capitale. Si temono attacchi dal cielo, ma il dispiegamento di forze è imponente. Il Papa conosce i pericoli “ma non modificherà la sua agenda”

Giorgio Cosulich/Getty Images

«È del tutto naturale che il livello di preoccupazione possa crescere in coincidenza con l’imminente avvio del Giubileo straordinario della misericordia. E del resto la persona del Pontefice, il Vaticano, Roma e gli altri simboli della cristianità sono già stati al centro di dichiarazioni minacciose incitanti alla distruzione e all’odio». Il ministro dell’Interno Angelino Alfano non si nasconde. Tre giorni dopo gli attentati di Parigi, a meno di tre settimane dall’avvio dell’Anno Santo, l’esponente del governo ammette le preoccupazioni dell’esecutivo. Durante un’informativa a Montecitorio, il titolare del Viminale annuncia i preparativi al grande evento religioso, e ai rischi del terrorismo di matrice islamica. Il lavoro dell’intelligence è fondamentale. Non meno importante sarà il controllo del territorio.

Anche per questo il governo ha previsto un contingente aggiuntivo di mille militari da dislocare per le vie dell’Urbe. «Mentre vi parlo - racconta Alfano - si stanno avviando le operazioni di dispiegamento immediato di 700 militari a cui nei prossimi giorni si aggiungeranno le altre unità che completeranno questo dispositivo supplementare». Soldati che si uniranno ai 1300 già schierati per le strade della Capitale nell’ambito dell’operazione "strade sicure”. Eppure al Viminale insistono: la città non sarà militarizzata. La presenza delle forze armate sarà circoscritta al presidio fisso degli obiettivi sensibili. Un aspetto necessario per liberare le forze di polizia già presenti in città, che potranno essere impiegate in altre attività. Sono quasi 25mila unità tra polizia, carabinieri e guardia di finanza.

«Mentre vi parlo - racconta Alfano alla Camera - si stanno avviando le operazioni di dispiegamento immediato di 700 militari a cui nei prossimi giorni si aggiungeranno le altre unità che completeranno questo dispositivo supplementare». Soldati che si uniranno ai 1300 già schierati per le strade della Capitale

Lo Stato Islamico fa paura. La città si prepara con la speranza che i piani di pronto intervento non debbano mai essere messi in pratica. Una serie di unità operative di primo intervento della polizia di Stato sono già state costituite presso alcune questure all’indomani dell’attacco terroristico presso la redazione di Charlie Hebdo. «Speciali task force - spiega Alfano - destinate a fronteggiare le situazioni di intervento più critiche grazie al loro addestramento». Inevitabile, poi, concentrare l’attenzione sui punti sensibili della Città Eterna. A partire da Piazza San Pietro, dove in occasione dei principali eventi giubilari si concentreranno milioni di pellegrini. Il Viminale assicura che un primo controllo ai visitatori sarà assicurato dalla presenza di agenti con l’ausilio di metal detector portatili. Mentre apposite postazioni fisse «munite di dispositivi di ultima generazione» controlleranno tutti coloro che entreranno in piazza. Non ultimo, il controllo dei cieli romani. Esiste il timore di un attacco terroristico portato dall’alto. Ecco perché si è deciso di interdire il sorvolo sulla Capitale durante l’intero periodo del Giubileo.

La tragedia francese fa tristemente scuola. Nessun luogo può considerarsi al riparo da un eventuale attacco terroristico. Ecco perché le autorità italiane hanno deciso di monitorare con attenzione aeroporti e stazioni ferroviarie. Ma anche i locali più frequentati dai giovani e i quartieri del divertimento notturno

Intanto il conto alla rovescia è partito. La prima data segnata sul calendario è quella dell’8 dicembre, quando si aprirà la Porta Santa della Basilica di San Pietro. La settimana successiva toccherà alla Basilica di San Giovanni e di San Paolo fuori le mura. Ultima, a gennaio, sarà la cerimonia per l’apertura della Porta Santa di Santa Maria Maggiore. Occhi puntati, ovviamente, sulle cerimonie alla presenza del Pontefice. Ma anche, all’inizio di febbraio, all’esposizione delle spoglie di Padre Pio. Dal Viminale e dal Vaticano, però, nessuno mette in dubbio lo svolgimento dell’evento. «Quanto è accaduto in Francia dimostra che nessuno può sentirsi immune dal rischio terrorismo» ha spiegato ieri il segretario di stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin in un’intervista al quotidiano francese La Croix. «Ma l’agenda del Papa non cambia. Il Vaticano può essere un bersaglio per il suo significato religioso. Si può alzare il livello delle misure di sicurezza, ma non possiamo lasciarci paralizzare dalla paura».

La tragedia francese fa tristemente scuola. Nessun luogo può considerarsi al riparo da un eventuale attacco terroristico. E così le autorità italiane hanno deciso di monitorare con attenzione anche le aree della città non direttamente legate all’evento dell’Anno Santo. Oltre al Vaticano l’attenzione sarà concentrata su aeroporti e stazioni ferroviarie. Ma anche sui locali più frequentati dai giovani e sui quartieri del divertimento notturno, finiti nel mirino dei terroristi che hanno colpito Parigi. Senza dimenticare lo stadio Olimpico e le prossime partite di Lazio e Roma.

«La gente ha paura» raccontano gli albergatori romani. «Il primo impatto degli attentati di Parigi è stata una cancellazione delle prenotazioni, nei giorni subito successivi, superiore alla media. Se questa situazione di guerra dovesse continuare ci aspettiamo una cancellazione delle prenotazioni anche per il Giubileo»

La macchina del Viminale è già in moto. Ma dopo gli attacchi francesi di venerdì scorso, la Capitale resta con il fiato sospeso. E non sono solo i romani a temere incidenti durante lo svolgimento del Giubileo. Le strutture ricettive della città Eterna hanno iniziato a ricevere un’improvvisa serie di disdette. «La gente ha paura» ha chiarito Roberto Necci, il presidente dell’ADA, l’associazione direttori alberghi del Lazio. «Il primo impatto degli attentati di Parigi è stata una cancellazione delle prenotazioni negli alberghi romani, nei giorni subito successivi, superiore alla media. Se questa situazione di guerra dovesse continuare ci aspettiamo una cancellazione delle prenotazioni anche per il Giubileo». Il timore sembra fondato. Lo conferma il presidente della Federalberghi di Roma, Giuseppe Roscioli, preoccupato delle previsioni per il periodo natalizio. «Chi è più timoroso probabilmente non viaggerà, ma anche chi lo è meno preferirà non dirigersi verso Roma e le altre Capitali europee».

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