Dossier
Verso Milano 2016
2 Dicembre Dic 2015 1946 02 dicembre 2015

Primarie a Milano, verso la sfida Sala-Balzani-Majorino

Riunione fra Renzi e Pisapia per il futuro sindaco di Milano. Saranno primarie 'non blindate', si conterranno i voti più che gli sponsor. Ma gli aspiranti candidati ora devono decidere se esserci.

Milano
CACACE/AFP/Getty Images

Se i diretti interessati lo vorranno, a Milano il centrosinistra si dovrà preparare a una probabile sfida per la candidatura a sindaco fra Giuseppe Sala e Francesca Balzani, con Pierfrancesco Majorino a fare la sua partita da outsider. Sala è sostenuto soprattutto dai renziani. La Balzani soprattutto da Giuliano Pisapia, di cui è vicesindaco. Entrambi però non hanno ancora detto se si candideranno davvero. La novità è che un'attesissima riunione a Roma fra il premier-segretario Pd, Matteo Renzi, e lo stesso Pisapia (accompagnato dalla Balzani) è servita a sgomberare il campo da quello che era diventato più di un sospetto: le primarie per le Comunali di Milano non saranno convocate solo per confermare un super-candidato imposto da Roma. Ma saranno invece - parole messe nero su bianco in un comunicato del Pd - "vere, aperte, coinvolgenti e partecipate, che tengano conto della peculiarità e dell'autonomia di Milano e che portino all'individuazione della candidata o del candidato migliore per vincere le prossime elezioni comunali e proseguire nel buon governo della città con innovazione e nuova progettualità".

Queste affermazioni indicano uno scenario in via di composizione. Primo: chiunque vorrà partecipare, firmando la Carta dei valori delle primarie, lo potrà fare e dovrà sudarsi i voti. Secondo: la "peculiarità milanese" significa che sotto la Madonnina il centrosinistra deciderà con che coalizione e quando tenere le sue primarie, al di là delle scelte nazionali. Terzo, ma non per importanza: quando la nota parla di "candidata o candidato" suggerisce che dalla riunione Renzi-Pisapia non sono emersi aut aut sull'indicazione di un solo prescelto al ruolo di candidato sindaco, pur mantenendo ciascuno le proprie preferenze. Potrà esserci Sala, il commissario Expo visto come elemento di rottura dell'attuale coalizione di centrosinistra, per via della sua apertura al dialogo con pezzi di società tradizionalmente di centrodestra (in passato è stato anche direttore generale del sindaco Letizia Moratti). E potrà esserci la Balzani, vicesindaco di Pisapia in quota Pd, che appunto era presente alla riunione con Renzi, alla quale hanno partecipato anche i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani. Allo stesso modo potrà ovviamente esserci anche Majorino, altro assessore Pd di Pisapia e sostenuto anche da Sel, che infatti ha confermato che intende proseguire la sua campagna. Diverso il discorso per un altro aspirante sindaco Dem, il deputato Emanuele Fiano: se verrà confermata questa prospettiva, potrebbe ritirarsi.

Sala accetterà il rischio di una conta alle primarie davanti a una candidata sostenuta da Pisapia? Per il giorno di Sant'Ambrogio, ovvero per lunedì prossimo, 7 dicembre, i giochi dovrebbero essere fatti

C'è però, appunto, un grosso condizionale: tutto questo scenario sarà valido solo se Sala e la Balzani ufficializzeranno le proprie candidature e non si rimescoleranno ancora le carte. Sala, per esempio, accetterà il rischio di una conta alle primarie davanti a una candidata di Pisapia? Per il giorno di Sant'Ambrogio, ovvero per lunedì prossimo, 7 dicembre, i giochi dovrebbero essere fatti. Anche perché da quel giorno dovrà partire la raccolta firme per le candidature. E si farà sul serio. Pisapia è uscito contento dall'incontro con Renzi, perché ritiene fondamentale il risultato di primarie non blindate ma nelle mani dei milanesi. Così anche la sinistra sinistra si sentirà tutelata. I renziani aspettano invece con prudenza che il quadro vada a comporsi definitivamente, per capire anche quanto (e quando) Renzi si spenderà in prima persona. Intanto lavorano per Sala e la lista che lo sosterrà. Convinti che la Balzani (che pure, dicono, piace molto alla potente ministra Maria Elena Boschi) dovrà contendersi gli stessi consensi di Majorino, finendo indebolita dalla concorrenza interna.

Twitter: @ilbrontolo

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