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Aim Monitor
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10 Dicembre Dic 2015 1220 10 dicembre 2015

Dalla via Emilia al west, così Expert System ha conquistato l’America

Clienti come Google e Microsoft, sedi in tutto il mondo, la quotazione in Borsa all’Aim. Come ha fatto un piccola impresa modenese a diventare un campione dell’economia digitale?

Expert System
Scott Barbour/Getty Images

«Eravamo compagni di università e volevamo fare qualcosa». Le storie più incredibili, spesso, iniziano così, pervase dall’alea del caso e dall'ottimismo della volontà. E quella di Expert System, realtà leader mondiale nei software semantici, in grado cioè di analizzare e capire un testo, è una storia incredibile. Anche perché l'università in cui nasce non è quella di Stanford, in Silicon Valley, ma molto più modestamente quella di Modena, nel bel mezzo della Val Padana.

«Attorno a noi non c'erano Google e Microsoft, è vero - ricorda Stefano Spaggiari, uno dei fondatori - ma c'era comunque tanta operosità: la meccanica, la ceramica, la maglieria. La nostra è una zona di imprenditorialità talmente diffusa che la voglia di rischiare la respiri insieme all'aria».

Stefano Spaggiari e i suoi compagni di università, però, non facevano né maglie né piastrelle né automobili. Erano laureati in informatica, in quei primi anni '90 in cui c'erano più Commodore 64 a cassetta che personal computer con lettore cd e di internet nemmeno a parlarne: «In un angolo dell'università c'erano ancora le macchine per leggere le schede perforate - ricorda Spaggiari - Era la prima grande ondata della new economy, prima di Google, di Facebook, di tutto il resto. Noi volevamo dimostrare che si poteva fare, anche da Modena. Volevamo dimostrare, agli altri e a noi stessi, che potevamo farcela senza trasferirci in Silicon Valley».

La scelta della semantica avviene anch'essa un po' per caso un po' per intuizione, come buona parte delle produzioni della via Emilia: «Marco Varone, uno dei fondatori, straordinario tecnico informatico e grande appassionato di lingue, propone di sviluppare il primo correttore grammaticale per la lingua italiana - racconta Spaggiari -. “Se manca, qualcuno sarà interessato ad acquistarlo”, ci dicevamo».

Gli inizi sono duri: «Eravamo ragazzi e non venivamo certo da famiglie ricche. Così durante il giorno facevamo cose normali, software per conto terzi, vendevamo computer, corsi d'informatica. Dal tardo pomeriggio sino a mezzanotte cominciava il secondo turno». È così che nasce Errata Corrige, il primo correttore automatico per la lingua italiana: «Quando fu pronto, decidemmo, da veri incoscienti, di venderlo a Microsoft, che non aveva un correttore per l'Italiano - spiega Spaggiari - Fortuna vuole che loro stavano cercando quello. Abbiamo fatto una gara tra fornitori e abbiamo vinto».

È lì che l'idea di un gruppo di studenti universitari comincia a diventare l'azienda che oggi occupa 220 persone in tutto il mondo e fa 20 milioni di ricavi (secondo le stime di Integrae SIM), peraltro in crescita significativa anno dopo anno - tra il primo semestre del 2014 e del 2015 la crescita è del 60% circa - soprattutto all'estero (da 0,6 a 2,3 milioni di euro nel medesimo periodo): «Microsoft è la fiammella da cui tutto ha inizio, ma la svolta vera è l'avvento di internet - spiega Spaggiari - È lì che capiamo che ci sarebbero state un sacco di opportunità. Così, partendo da Errata Corrige, abbiamo creato una piattaforma semantica, Cogito, in grado di capire realmente un testo. Prima in italiano, poi, visto che i clienti ce lo chiedevano, anche in inglese».

«Noi volevamo dimostrare che si poteva fare, anche da Modena. Volevamo dimostrare, agli altri e a noi stessi, che potevamo farcela senza trasferirci in Silicon Valley»

Stefano Spaggiari, Expert System

La clientela cresce - dal Corriere della Sera all'Eni, e Expert System comincia a lavorare e a investire su grandi progetti, in particolare sulla ricerca online intelligente, di nuova generazione e sull'analisi dei big data «che per noi non sono numeri, ma documenti che è ancora più complicato - precisa Spaggiari -. Noi abbiamo sviluppato un pezzo importante di intelligenza artificiale: la capacità di comprendere un testo e di coglierne l'essenza, gli elementi fondamentali. Quello che ci stiamo dicendo adesso nessuno di noi se lo ricorderà a memoria, perché il nostro cervello non è in grado di farlo. Questo, di fatto, è quel che noi facciamo con Cogito. Imitiamo il cervello umano. Col vantaggio che posso applicare Cogito a un miliardo di documenti e argomenti, cosa che l'uomo, nemmeno il più acculturato, è in grado di fare. È come se avessimo costruito un esoscheletro cognitivo per l'uomo».

L'intuizione è giusta ed Expert System comincia a lavorare anche con organizzazioni estere: «Il mercato italiano cominciava a starci stretto. Così abbiamo provato a vedere se eravamo competitivi anche fuori dai confini. I primi carotaggi vanno oltre le aspettative, perché non ci sono eccellenze straordinarie nel nostro settore - ricorda Spaggiari - Certo, per loro era molto strano: se sei italiano e vendi cibo è normale. Vendere software agli americani è come vendere ghiaccio agli eschimesi». Da quel giro vengono fuori clienti come Rim (quella dei Blackberry), Chevron, Shell, Google.

«Se sei italiano e vendi cibo è normale. Vendere software agli americani è come vendere ghiaccio agli eschimesi»

Stefano Spaggiari, Expert System

Qui le cose cambiano, ancora una volta. Per far fronte a questa nuova dimensione di mercato servono capitali e gli utili reinvestiti non bastano, così, spiega ancora Spaggiari «abbiamo deciso di guardarci attorno e abbiamo scelto di quotarci all'Aim». Il motivo per cui è stata preferita la quotazione al private equity? «Perché una quotata che va all'estero, anche se non è nel Nasdaq, viene percepita in un modo completamente diverso - spiega Spaggiari -. Dà garanzie di trasparenza e di affidabilità. Si comincia subito a parlare di business, senza che ci venga richiesto il bilancio».

Il 18 febbraio 2014 è il giorno della quotazione ed è un grande successo: 17 milioni di capitali raccolti, record fino a quel momento: «Abbiamo dimostrato che anche in Italia, se proponi le giuste opportunità, il mercato reagisce. Da lì abbiamo iniziato a implementare strategia di internazionalizzazione. Siamo cresciuti per linee interne, potenziando attività nostre negli Usa e abbiamo fatto due acquisizioni, una in Spagna e una in Francia (che già lavorava in Germania e Usa). Abbiamo unito le forze perché nel frattempo il mercato era sempre più ricettivo».

Ora, ancora molto in lontananza, per Expert System potrebbe addirittura profilarsi l'ipotesi di passare all'Mta, il mercato principale: «Non è un'ipotesi che ci sentiamo di escludere - mette le mani avanti Spaggiari - anche se siamo consci delle complessità di questo processo. Oggi siamo molto concentrati su Aim, che è un'ottima opportunità anche se mancano un po' di investitori e dovrebbe girare un po' di liquidità nel sistema. Va fatto conoscere, in Italia e all'estero». Expert System, con la sua storia, il suo lo sta facendo.

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