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11 Dicembre Dic 2015 1000 11 dicembre 2015

Ops, mi sono emigrati i genitori

Laura ed Edoardo: a 60 anni hanno venduto casa e si sono trasferiti a Londra per stare vicini ai figli. «Gli curiamo i nipotini. E loro baderanno a noi tra qualche anno»

Pens
Relaxing (Nigel Burley/Flickr)

Per un annetto i coniugi Pisano hanno frequentato un corso di inglese pubblico insieme a persone di ogni provenienza: Afghanistan, Marocco, Eritrea, Est Europa. Era il 2004 e Laura e Edoardo avevano appena finito i sei mesi di prova di vita a Londra. Avevano stabilito che la pensione del Signor Edoardo sarebbe bastata a vivere nella capitale britannica ed erano pronti per passare alla fase due: vendere la casa di proprietà a Cagliari e trasferirsi per sempre in Gran Bretagna. La ragione? Poter stare vicini ai due figli che a Londra stavano ormai mettendo basi salde per il futuro.

«Conoscevamo Londra da turisti, ma non eravamo certi di poter stare bene da cittadini». Ora sono quattro anni che non tornano a Cagliari.

Dopo anni di gavetta tra Harrods e Pret a Manger, Barbara e Riccardo, laurea in Biologia e Giurisprudenza, avevano trovato un solido lavoro presso il Ministero della Sanità britannico, entrambi con ruoli di responsabilità. Nel frattempo, avevano conosciuto i futuri rispettivi coniugi. «Sono stati loro a iniziare a chiederci di trasferirci», racconta Laura Pisano, 70 anni. «A Cagliari siete soli, ci dicevano. Qui invece ci siamo noi». «Io e mio marito, all'epoca sessantenni, andavamo a trovarli molto spesso. Ma è grazie alla loro insistenza che abbiamo deciso poi di venire a vivere qui. E non ci siamo mai pentiti di averlo fatto», racconta Laura, appena rincasata dopo la recita di Natale del nipotino Matteo. «A 60 anni, devi essere convinto di quello che fai, perché non hai più modo di tornare indietro. E noi lo eravamo. I sei mesi di prova sono stati utilissimi. Conoscevamo Londra da turisti, ma non eravamo certi di poter stare bene da cittadini». Ora sono quattro anni che non tornano a Cagliari.

Due giorni a settimana sono dedicati a Isabella, 2 anni. Altri due ai nipotini Matteo e Roberto, 7 e 5 anni

La settimana di Laura ed Edoardo è piuttosto - felicemente - impegnata. «Il lunedì e il martedì curiamo Isabella, due anni, figlia di Riccardo. Dalle 8 di mattina alle sei di sera». Altri due giorni a settimana, invece, sono dedicati ai figli di Barbara, Matteo e Roberto, 7 e 5 anni. Laura ed Edoardo li vanno a prendere fuori da scuola alle tre di pomeriggio e li tengono con loro per la merenda fino alle diciotto. Il giovedì lo trascorrono entrambi presso il Centro Pallotti, colorato luogo di incontro degli immigrati italiani di prima generazione (ve ne avevamo parlato in questo articolo), dove Edoardo gioca a carte, e Laura fa amicizia con signore emigrate ben prima di lei.

«Come avremmo fatto a Cagliari senza tutto questo?»

«La sera quando tutti, nipoti e figli, se ne sono andati e io e mio marito restiamo soli, tiriamo un sospiro e ci diciamo: “finalmente si riposa” (ride). Ma poi pensiamo anche: come avremmo fatto a Cagliari senza tutto questo?». Con i fratelli e le sorelle rimasti in Sardegna, i signori Pisano sono in contatto su Skype. E sono pronti a portarli in giro per Londra ogni volta che vengono a trovarli. Accade piuttosto spesso: «Ci hanno preso gusto a venire da noi, perché gli facciamo da Ciceroni in giro per la città», racconta Laura.

«Io e mio marito stiamo invecchiando», dice la signora Pisano. «Ora aiutiamo i nostri figli con i nipotini. Ma loro si prenderanno cura di noi quando ne avremo bisogno».

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