fumetti
28 Dicembre Dic 2015 1620 28 dicembre 2015

Quella sporca cinquina, i fumetti più belli del 2015

Autoproduzioni, produzioni indipendenti e grandi nomi: il meglio del 2015 a fumetti, tra umorismo, surrealtà, dramma e tragedia.

Fumetto Donne Uomini

Il suicidio spiegato a mio figlio, di Maicol e Mirco, Primaomai

Maicol e Mirco è la più incredibile coppia del fumetto italiano contemporaneo. Per due motivi: il più banale è il fatto che sia una persona sola, quello invece più importante è che è un genio assoluto. Pulp, saggezza, poesia, parolacce, cinismo, umorismo nero, e ancora saggezza, tanta saggezza. Maicol è Leopardi elevato alla Quentin Tarantino. È filosofia travestita da calcio in culo. È poesia nascosta dietro un insulto alla mamma. E poi un prodotto Prima o mai, una autoproduzione, ovvero è un gesto politico: e ha funzionato alla grande.

Catarsi, di Luz, Bao Publishing

Il 7 gennaio del 2015, Luz è uscito di casa tardi. Ha tergiversato tra le coperte insieme alla compagna. Hanno fatto l'amore una volta in più del normale, perché quel 7 gennaio è il compleanno di Luz. Uscito di casa in ritardo, il disegnatore ne ha accumulato altro fermandosi a comprare una torta da portare ai colleghi che intanto in redazione devono avere già finito la riunione. Catarsi è tutto ciò che è successo nella testa e sui fogli di Luz da quell'ultimo pensiero prima di scoprire che il suo regalo di compleanno sarebbe stato sopravvivere ai suoi amici. Catarsi non è un fumetto, è una terapia. E lascia senza fiato.

Il porto proibito, di Teresa Radice e Stefano Turconi, Bao Publishing

L'avventura, il mistero, il mare, ma soprattutto i riferimenti, le citazioni, gli omaggi, i riverberi di mille libri, di mille storie,di mille film o, forse, di quella unica grande storia che è la Letteratura. Il porto proibito di Teresa Radice e Stefano Turconi è un capolavoro, è la dimostrazione plastica di come il fumetto non sia un'arte a sé, con le sue regole e i suoi modi, bensì di come attinga anche lui quel calderone immenso di storie e avventure che nutre il nostro immaginario da secoli e di come sia capace, forse più di altri medium in questo momento, di farci appassionare, di farci inseguire i nostri demoni, di farci sognare ancora un po'.

Sandro, di Alice Socal, Eris Edizioni

Tra nostalgia e surrealtà Sandro è uno dei fumetti più intimi e forti di quest'anno, una storia che inquieta e intenerisce, una storia — quella con al centro il 26 enne Pallas e il suo amico immaginario Sandro, una storia che affronta i deliri psicologici della crescita un po' ha fatto Inside Out, ma con tutta la poeticità del non scritto, del non dialogato né didascalizzato. Sandro è un fumetto che ha qualcosa da dire a tutti i suoi lettori, che lo apprezzeranno e lo vivranno in modo diverso gli uni dagli altri. Un capolavoro, anche questo.

Anubi, di Marco Taddei e Simone Angelini

Dopo u paio di anni di gestazione online, Anubi di Taddei e Angelini è finalmente diventata di carta, dimostrando che la graphic novel in Italia ha un sacco di armi da sfoderare ancora. Anubi è la storia del dio sciacallo egizio, il quale, decaduto, abita in una città del XXI secolo e vive come uno sbandato. Frigo vuoto, Campari a litri e amici sbalestrati e tossici. Un capolavoro firmato Grzzz, ovvero la casa editrice dove nascono i fenomeni del fumetto in Italia.

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