Dossier
E adesso sesso
23 Gennaio Gen 2016 1130 23 gennaio 2016

Niente sesso per i brutti

Da Cyrano all’algoritmo di Tinder: è la bellezza che detta le regole dell’attrazione. Lo scrittore Piergiorgio Paterlini: «Non siamo in grado di accettare la brutalità dell’innamoramento. Per questo ci siamo inventati di avere un’anima»

Cyrano
Una scena tratta dal film “Cyrano de Bergerac”

«Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell’amore fisico sono gli stessi del nazismo».
(Michel Houellebecq, Le possibilità di un’isola)

Il dio dell’amore non si chiama più Cupido, bensì Elo. E non è un angioletto con arco e frecce, ma un algoritmo. L'hanno inventato gli ingegneri informatici di Tinder, l'app di dating per eccellenza, usata in 196 Paesi al mondo, 26 milioni di potenziali coppie create ogni giorno. A scoprire la sua esistenza è stato il giornalista Austin Carr di Fast Company e scrive, già dal titolo dell'articolo, che vorrebbe non averlo mai fatto. Spiegare come funziona? Praticamente impossibile: «vast voting system», dicono gli ingegneri interpellati, un ampio sistema di voto. E alla fine un numero, la propria posizione nella classifica della bellezza: che per Carr è 946, «un po' sopra la media».

Quel che è interessante, tuttavia, è l'uso che Tinder fa di quell'algoritmo: proporre partner belli ai belli, brutti ai brutti. Intendiamoci, lo fa a fin di bene: Elo non è un esperimento eugenetico. Nei fatti, è stato semplicemente creato per non farci perdere tempo, e buona parte del tempo che perdiamo, in amore, lo perdiamo a coltivare l'illusione di afferrare l'inafferrabile: «Le regole della bellezza sono tra i misteri cruciali e più inafferrabili della nostra vita. Decidono della nostra felicità e infelicità», spiega Piergiorgio Paterlini, giornalista e scrittore, tra i fondatori della rivista satirica Cuore, negli anni '80, ma soprattutto autore di un libro dal titolo “I brutti anatroccoli”, edito da Feltrinelli nel 1994 e recentemente ristampato da Einaudi: «Oggi ho letto un articolo su La Repubblica in cui si spiegava che un pool di scienziati ha scoperto che alcune fiabe che noi crediamo essere relativamente recenti sono state in realtà scritte fino a seimila anni fa - continua - La più antica di tutte è la Bella e la Bestia. Non credo sia un caso».

Elo propone partner belli ai belli, brutti ai brutti. Intendiamoci, lo fa a fin di bene: è stato creato per non farci perdere tempo, e buona parte del tempo che perdiamo, in amore, lo perdiamo a coltivare l'illusione di afferrare l'inafferrabile

E sui social network per le “bestie” non c'è spazio. Al massimo ci sono le riserve indiane, come Theuglybugball, una specie di Tinder esclusivamente per brutti - anzi, per persone “sfidate dalla bellezza” - fondato nel 2010, un milioni di utenti registrati, che quattro anni dopo ha celebrato il primo fidanzamento assoluto tra due ragazzi che si sono conosciute grazie alla app. O c’è chi si rovina la vita diventando schiavo del lookism, l'ossessione per l'apparenza. Ad esempio, caricando centinaia di selfie su HowHot.io, neonata app che promette di decidere, grazie a un amico di Elo, quale sia la vostra foto migliore su Tinder Ne sa qualcosa Essena O’Neil, diciannovenne australiana diventata una star su Instagram e Youtube grazie a selfie e video che ne ritraevano il viso angelico e le forme perfette.

Oggi non trovate traccia di Essena, online. Ha chiuso il suo Tumblr, cancellato foto e video, smesso di scattare e girare: «La piccola Essena poteva diventare la ragazza che chiunque al mondo aveva sempre sognato - ha scritto, parlando di sé in terza persona -. Perché allora mi sentivo così persa, sola e miserabile?». Si risponde da sola: «Ero dipendente da ciò che gli altri pensavano di me, semplicemente perché era molto semplice disporvi - riflette Essena -. Chiunque si ritrovi dipendente dalla fama sui social media come lo ero io non è in uno stato cosciente», è la sua riflessione amara.

Ne siamo sicuri? Secondo Paterlini, semmai, è vero il contrario: «Quando noi umani abbiamo scoperto l'innamoramento, ne abbiamo fatto una delle cose più drammatiche e inafferrabili dell'esistenza. Poi abbiamo scoperto che c'entrava la chimica, le molecole - spiega -. Internet è un disvelamento, al pari della chimica dell'amore. Io continuo a innamorarmi di chi mi sarei innamorato prima, senza chimica e senza Tinder. L’algoritmo non cambia le cose, le svela in tutta la loro brutalità, una brutalità che noi non siamo in grado di accettare». Secondo Paterlini, il nostro spiritualismo non è che un’arma di difesa di fronte al mistero-non più mistero della bellezza e della bruttezza: «Noi pensiamo che ci siano un’anima e un corpo, che siano separati e che l'anima conti di più del corpo, nel definirci. Lo spiritualismo è il modo che abbiamo per mentire a noi stessi: per noi è inaccettabile che il corpo comandi».

«Noi pensiamo che ci siano un’anima e un corpo, che siano separati e che l'anima conti di più del corpo, nel definirci. Lo spiritualismo è il modo che abbiamo per mentire a noi stessi: per noi è inaccettabile che il corpo comandi».

Piergiorgio Paterlini

Talmente inaccettabile, che anche Cyrano de Bergerac finisce per cascarci: «Pensa alla sua storia - racconta Paterlini - è una delle persone più consapevoli del mondo. Sa benissimo che la cugina Rossana non potrà mai amarlo a causa del suo lungo naso, metafora della bruttezza fisica. E così presta le sue rime al bel Cristiano de Neuvillette, del quale lei si è innamorata a prima vista». Il finale è sconcertante, per Paterlini: «Cyrano passa tutta la propria vita nella consapevolezza tragica della sua bruttezza, Quando Rossana scopre che le parole erano le sue e confessa a un Cyrano in punto di morte che se l'avesse saputo, l'avrebbe amato, sta chiaramente dicendo una bugia. Eppure lui, nonostante tutto, le crede. E tutta la consapevolezza svanisce in un istante. Cyrano muore da cretino».

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