Dossier
Verso Milano 2016
Primarie a Milano
4 Febbraio Feb 2016 1550 04 febbraio 2016

La sfida della Balzani: «Mezzi pubblici gratis? Bisogna sperimentare. La priorità è l’ambiente»

Parla la candidata di Pisapia e Boeri: «Basta parlare di centro e periferie. Meglio Linate di Malpensa e con i dividendi di Sea ci paghiamo la cultura»

Balzani
Francesca Balzani/Facebook account

Assessore al bilancio, genovese, Francesca Balzani potrebbe diventare la seconda donna della storia meneghina a sedere sulla poltrona più importante a Palazzo Marino, dopo Letizia Moratti. Una storia politica iniziata sotto la Lanterna nel 2007 e proseguita come europarlamentare a Bruxelles. Era la candidata ufficiosa di Giuliano Pisapia fino a pochi giorni fa. Ora è quella ufficiale. Il suo slogan è “Punto e avanti” e da due settimane ha monopolizzato il dibattito sulle primarie del centrosinistra, con la proposta di sperimentare la gratuità dei mezzi pubblici. I suoi detrattori l'accusano di essere poco carismatica e frequentare i “salotti”. I suoi sostenitori rivendicano l'endorsement del sindaco uscente e apprezzano il suo stile sobrio e pragmatico, unito alla capacità di dare risposte innovative e fuori dagli schemi.

Cominciamo dalla cronaca delle ultime ore: Pisapia, Boeri e Onida che nel 2011 erano avversari e oggi sono tutti con lei. Il grosso della giunta, invece, sta con Giuseppe Sala...

Vederli tutti e tre insieme, sapendo che le loro storie li avevano divisi e portati anche a contrasti. per me è stato una sorta di miracolo. La giornata di sabato è stata la fotografia della “generosità”. Tre persone dalla sensibilità differenti che si ritrovano intorno a un progetto politico. Per me questa è la definizione di buona politica, che supera individualismi e protagonismi.

Quale eredità raccoglie da Giuliano Pisapia?

Pisapia ha dimostrato che la sinistra sa governare e sa prendere decisioni difficili. E che lo sa fare meglio degli altri. Mi porto dietro questa esperienza di buon governo, fatto di trasparenza e fiducia. I milanesi adesso si sentono protagonisti.

In che senso?
Vogliono vivere gli spazi comuni. Da assessore ho fatto il bilancio partecipativo e la risposta è stata straordinaria: 33mila cittadini hanno seguito un percorso e hanno votato i loro progetti del cuore.

Ad agosto, alla Festa dell'Unità, sosteneva che non si sarebbe candidata perché c'era già in corsa un esponente della giunta, Pierfrancesco Majorino. Diceva di non voler creare dissapori alla Giunta. Cosa è cambiato?
Prima ancora che candidata io sono un'elettrice. E a novembre mi sono resa conto che questa partita della primarie non mi entusiasmava. La proposta politica di Majorino non mi convinceva del tutto, mentre Sala continuava a non ufficializzare la sua candidatura. Mi sembrava una partita dal risultato già scritto. Per questo ho deciso di candidarmi.

«Cosa ho imparato da Pisapia? Che la sinistra sa governare meglio degli altri. Vedere Giuliano e Boeri insieme per la mia candidatura mi ha fatto capire cos'è la buona politica»

Francesca Balzani

Ci dica tre punti che distinguono il suo programma da quello dei suoi competitor?

Come primo punto voglio citare una mia linea guida, più che un singolo progetto: l'attenzione per il patrimonio pubblico. Il mio faro è Il privilegio dell'istruzione di Calamandrei dove si spiega in maniera semplice come la risorsa pubblica è quella che permette di mantenere quei servizi – come l'istruzione in quel caso – che sono la materia prima della democrazia.

Secondo punto?
Bisogna superare la contrapposizione fra centro e periferie. Abbiamo investito molto nel centro della città perché lo consideriamo la vetrina di Milano, il biglietto da visita, in particolare nel periodo di Expo. Bisogna rompere questo schema nei prossimi cinque anni e ripensare Milano come una città policentrica. Riscoprire la dimensione dei quartieri. Continuiamo a usare l'espressione “periferie” che a ben vedere è già superata dalla realtà.

Nel senso che le periferie non esistono?
Nel senso che i quartieri hanno una loro storia e una loro identità, vanno aiutati a garantire anche la qualità della vita per chi ci abita. Per questo scopo saranno utili i nuovi municipi che sostituiscono le nove zone, perché avranno un'utilità reale per decentrare i servizi, un loro bilancio e competenze specifiche. La città policentrica servirà anche ad equilibrare il processo che porterà Milano a trasformarsi in Città metropolitana, con la fase espansiva che ne seguirà.

Ecco, a proposito, l'area Metropolitana. Loro un po' periferia lo sono...

Fino al 2018, cioè fino all'anno in cui ci sarà l'elezione per un sindaco metropolitano con la partecipazione di tutti i cittadini, effettivamente ci saranno difficoltà nel riconoscere al solo sindaco di Milano piena legittimazione politica per governare un'area così vasta. Bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a costruire i servizi che dovranno essere operativi

Mancava il terzo punto...
Il trasporto pubblico, che è il mio progetto più ambizioso. Siamo a inizio febbraio e vediamo come stanno andando i livelli di polveri sottili nell'aria. Lo avevamo già visto a dicembre. Evidentemente non è solo un'emergenza e non può essere trattata come se lo fosse, con interventi spot. Quando sforiamo dai limiti previsti facciamo uso delle politiche tariffarie come la durata estesa dei biglietti o le agevolazioni per i genitori che accompagnano i figli a scuola. Dobbiamo cominciare a sperimentare questi strumenti, non solo nei giorni di smog intenso, per capire come impattano su utenti e conti pubblici.

«Il concetto di “periferia” è superato dalla realtà. Milano deve diventare una città policentrica e la costruiremo con i nuovi municipi. Gratuità dei mezzi pubblici? Dobbiamo sperimentare e poi farlo. Lo smog non è più solo un'emergenza»

Francesca Balzani

Obiezione: e i soldi per farlo dove si prendono?

Il trasporto pubblico locale è già finanziato da tutti i contribuenti. La metà dei costi è coperta dalla fiscalità generale sia che io giri in bicicletta tutti i giorni sia che prenda l'autobus quattro volte al giorno. Perché non cominciamo a sperimentare la gratuità in maniera progressiva almeno su alcune reti di superficie?

È ipotizzabile una tassa di scopo per il trasporto pubblico?

No, niente tassa di scopo. Si può invece sperimentare su alcune linee oppure vedere che effetti hanno queste soluzioni su alcune fasce orarie non di punta.

Per quanto riguarda lo smog Milano c'è anche il tema degli impianti di riscaldamento negli edifici pubblici e privati...
Concentriamoci su quel 60 per cento che deriva dalle auto, iniziamo a lavorare da lì. Una riflessione da fare è quella sui posteggi “remoti”. Le auto non possono entrare tutte a Milano, chi arriva dall'hinterland deve poter posteggiare la macchina e trovarsi una rete di trasporto che lo collega al centro efficacemente e in tempi rapidi. La lotta allo smog passa da diverse azioni, fra queste rientra di sicuro anche l'allargamento di area C.

Cambiamo argomento. Tra le sue proposte più discusse c'è anche quella di far subentrare Mm ad Aler nella gestione delle case popolari nel comune di Milano. Missione impossibile?

La gestione di MM sta portando a un miglioramento nella lotta alle occupazioni abusive. Le case Aler creano un'oggettiva situazione di disparità, perché è come se nei quartieri dovessimo dire “noi non c'entriamo niente”. Eppure sempre di cittadini milanesi si tratta, spesso a pochi isolati di distanza gli uni dagli altri. È una mancanza di risposta inaccettabile. Le case pubbliche su suolo cittadino devono essere gestite dal comune di Milano.

Scuole e asili sono un tema sentito dalla famiglie. Cosa cambierebbe?

In questi anni su questo tema abbiamo lavorato bene e accresciuto i fondi per l'educazione e l'istruzione. Con la Carta dei Servizi abbiamo già posizionato Milano su livelli molti alti rispetto anche agli standard della Lombardia. Quello che si può migliorare è il lato dell'offerta per bambini e ragazzi, nel campo delle attività extra e fuori dall'orario scolastico.

«Case popolari? Dove è intervenuta Mm la situazione è migliorata sulle occupazioni abusive. Ma il comune non può fingere che gli inquilini Aler non esistano»

Francesca Balzani

Milano è da almeno tre anni una meta di transito fondamentale per i profughi, e bastava passare da Stazione Centrale per accorgersene. Come si supera l'emergenza?
Da quando si sono verificate quelle scene la priorità è diventata non affrontare più il tema dei “transitanti” come un'emergenza. Anche perché i numeri saranno ancora più impegnativi in futuro. Dobbiamo intervenire con politiche strategiche e non contingenti. È un punto su cui dobbiamo attrezzarci per avere risposte di natura ordinaria e non straordinaria.

Torniamo al bilancio: dall’anno prossimo Milano non sarà più soggetta al patto di stabilità. Come spenderà i soldi in più?
L'assenza del patto di stabilità non è ovviamente un “liberi tutti”, c'è comunque un meccanismo di controllo sulle finanze pubbliche ma che per Milano è vantaggioso. La priorità sono le manutenzioni dell'edilizia pubblica, del patrimonio abitativo e non del comune in tutti i quartieri fuori del centro. Con il nuovo spazio di manovra investirei su questo punto.

«È finita l'epoca del patto di stabilità: usiamo gli spazi di manovra per fare manutenzione al patrimonio pubblico nei quartieri. Vendere Sea-aeroporti? Saremmo dei pazzi, solo con i dividendi ci paghiamo tutta la cultura di Milano»

Francesca Balzani

Sea e aeroporti. È d'accordo con la posizione di Pisapia secondo cui il Comune non deve scendere sotto il 51 per cento delle quote?
Sea è una partecipazione fondamentale, come A2A. Non dimentichiamoci che grazie a Sea finanziamo una parte importante del bilancio, quindi quando sento parlare di venderla non capisco di cosa si parli. Solo con i dividendi ordinari di Sea il comune finanzia tutta la cultura di Milano.

La Commissione europea ha appena bocciato il decreto Lupi che regolamentava il traffico negli scali di Malpensa, Linate e Orio al Serio. Il ministro Delrio sta riscrivendo la norma da mandare a Bruxelles. La vede come un'occasione per puntare su Malpensa o da sindaco farebbe una battaglia per Linate?
Punterei su Linate, perché è un aeroporto fondamentale che garantisce un collegamento semplice e rapido con il centro della città.

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