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2 Marzo Mar 2016 1651 02 marzo 2016

Là dove c'era l'erba ora c'è Città Metropolitana

Milano, per fare una Città Metropolitana ci vuole un Parco Metropolitano. La proposta di Arcipelago Milano a quattro mesi dalle elezioni

Parco Sempione
Parco Sempione/Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Sotto elezioni il verde, gli alberi, la qualità della vita non mancano mai nel dibattito pubblico che si sposta sul terreno delle immagini facili e delle aspettative comuni e generiche: più alberi, più agricoltura, più verde, sicurezza e meno costi. È preoccupante che una questione fondamentale come il disegno dei parchi metropolitani, della loro organizzazione, gestione e del loro ruolo per la vita dei cittadini trovi poco spazio nel dibattito pubblico. Lo è ancor più se, come sta avvenendo, nel frattempo un Disegno di Legge Regionale che potrebbe avere conseguenze decisive, sta promovendone una sostanziale riforma con l’obiettivo dell’efficienza della semplificazione. E sappiamo come questo obiettivo abbia mortificato ogni riflessione di merito sulla qualità amministrativa nel recente passato.

La proposta che vorremmo avanzare si collega a quelle maturate in relazione allo statuto della città metropolitana, alla Legge Regionale sul suo funzionamento, al progetto di Legge in cantiere. Diremo da subito che lo stato delle cose non è soddisfacente e che è necessaria una coraggiosa riforma dei Parchi Regionali della metropoli milanese, della loro conformazione, del loro ruolo, una riforma che vada oltre i confini e la logica dell’arroccamento entro lo stato delle cose, nei confini più consueti.

L’ipotesi ratificata dallo statuto votato dall’assemblea dei sindaci nel dicembre del 2014 e poi stralciata nella fase di approvazione della Legge Regionale sul funzionamento della Città Metropolitana di Milano, prevede la formazione di un unico Parco Regionale Metropolitano definito dai confini della ex Provincia, ora città Metropolitana: dal Ticino all’Adda, escludendo quindi Monza e il suo parco e gran parte del Parco delle Groane. Il Parco Metropolitano sarebbe così formato oltre che dall’unione del Parco Nord e del Parco Agricolo Sud Milano, del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) della Media Valle del Lambro recentemente ampliato (escludendo l’area della Cascinazza di Monza appena inclusa). La semplificazione amministrativa che tale ipotesi implica lascia molto perplessi rispetto alla continuità delle politiche di tutela e di riqualificazione ambientale e paesistica dei singoli Parchi Regionali e, soprattutto dei PLIS, con buona pace della sussidiarietà territoriale e dell’autonomia delle scelte urbanistiche locali.

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