2 Aprile Apr 2016 1030 02 aprile 2016

Niente sesso, siamo nordcoreani

A Pyongyang c’è un altro problema, di cui si parla poco: un’educazione sessuale inesistente. Risultato? Gravidanze indesiderate, famiglie improbabili e un’alta diffusione di malattie veneree

Getty Images 525941594

Con quali parametri si misura il grado di civiltà di un Paese? L’avanzamento tecnologico? La difesa dei diritti delle persone, anche degli ultimi? O dalla qualità dell’assistenza sanitaria? Di sicuro da tutto questo. Ma, forse, anche dal grado di educazione sessuale diffusa. Il rispetto per la donna, la punizione per gli stupri e la diffusione delle tecniche di contraccezione sono tutti aspetti dello stesso tema: il sesso, e come viene affrontato. In Corea del Nord, allora, le cose non vanno molto bene.

Come racconta questo articolo del Guardian, che intervista ex cittadini della Repubblica Popolare Democratica di Corea, c’è chi, crescendo a Pyongyang, “non ha mai sentito parlare di preservativi”. Anche subito dopo la sua fuga, “non sapevo che esistessero, né come funzionassero e neppure dove avrei potuto procurarmeli”. Tutte cose che, in realtà, si spiegano in pochi minuti.

Il problema è che “scoprire che l’educazione sessuale fosse insegnata nelle scuole fu, per me, uno shock. Davvero le ragazze imparano a usare i preservativi? È così che funzionano le cose nelle società capitaliste?”. Non sono domande così assurde, per chi vive in un regime dove – certo – le famiglie si formano e i bambini nascono, ma non viene nemmeno concepita (pun) la possibilità che il sesso possa essere una materia di insegnamento, che possano esistere contraccettivi, che addirittura il sesso possa essere qualcosa che vada oltre la riproduzione.

Per cui, niente porno: chi lo fa viene arrestato, trattato come prigioniero politico e punito di conseguenza. E ancora: le malattie veneree sono un fatto quasi sconosciuto e le gravidanze non desiderate una vergogna. Un mix tra irregimentazione morale e ignoranza scientifica. Risultato? Un mare di problemi. Nel 1985 alcune organizzazioni umanitarie occidentali hanno cercato di rendere la popolazione nordcoreana più consapevole su questi affari, e hanno distribuito dei preservativi. Purtroppo le indicazioni per l’uso (forse per problemi di linguaggio) non furono recepite, e i ragazzini delle campagne di Pyongyang ne approfittarono per creare dei bellssimi palloncini.

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