Dossier
Innovazione, istruzioni per l’uso
27 Aprile Apr 2016 1604 27 aprile 2016

Immagina cosa potrebbe piacere al tuo cliente. E daglielo, prima che te lo chieda

L’innovazione ha come risultato il miglioramento di un processo aziendale, ma si traduce anche in un miglioramento delle condizioni di vita di qualcuno: per questo è sempre meglio partire dai bisogni. Come hanno capito bene due startup nel settore dei parcheggi

Negozi Commessa
(Dan Kitwood/Getty Images)

L’innovazione spesso viene associata alla tecnologia ma quasi sempre la tecnologia è il mezzo per realizzare l’innovazione.

Partendo dal significato etimologico del termine, ovvero “alterare l’ordine delle cose stabilite per fare nuove cose”, l’innovazione è il risultato di un comportamento che cambia prodotti, servizi o processi in meglio e quindi, genericamente, migliora la vita delle persone.

Anche quando l’innovazione ha come risultato il miglioramento di un processo aziendale che genera efficienza, si traduce in un miglioramento delle condizioni di vita di qualcuno: un miglior processo aziendale può far diminuire il livello di stress di un dipendente che si tradurrà in attività qualitativamente superiori a vantaggio di clienti interni o del cliente finale. E l’azienda otterrà direttamente un livello di costi più bassi e allo stesso tempo una qualità dei propri prodotti o servizi più alta, con effetti di maggiori vendite, nuove acquisizioni di clienti e fidelizzazione degli stessi.

Il cuore dell’innovazione è la vita della persone

Ma se il cuore dell’innovazione è migliorare la vita delle persone, come si può generare innovazione? Si parte quasi sempre dalla ricerca e individuazione dei cosidetti gap o frizioni dei clienti.

Cosa sono i gap o le frizioni? Sono i “mal di pancia”, i bisogni alcune volte latenti e inespressi e che spesso gli utilizzatori finali non sono in grado di esprimere.

Prendiamo per esempio i parcheggi in città: quante volte vi sarà capitato in passato di parcheggiare nei posti con le strisce blu? I mal di pancia erano:

  • Dove sarà il giornalaio più vicino?
  • Non ho soldi con me, prima devo andare a cercare un ATM
  • Se nel frattempo arriva un vigile urbano e mi fa la multa?
  • Sono in ritardo ad un appuntamento, non posso permettermi di cercare dove comprare il ticket, rischierò la multa
  • Quanto tempo starò in centro a fare shopping? Quanti ticket mi converrà acquistare?
  • Ecco ho utilizzato troppi ticket, potevo risparmiare soldi
  • Devo correre al parcheggio, tra 5 minuti mi scadono i ticket
  • C’è il totem per pagare il parcheggio, ma non ho monete
  • C’è il totem che permette di usare carte di debito, ma non funziona il collegamento
  • Il parcheggio era collegato ad una trasferta lavorativa, devo ricordarmi di non perdere i ticket per chiedere il rimborso all’azienda per cui lavoro.

Poi all’alba del 2015, nelle principali città italiane sbarcano 2 servizi digitali su mobile: easypark e pyng.

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