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felicità
14 Maggio Mag 2016 1200 14 maggio 2016

Quattro mesi di risate ci seppelliranno

Durante la nostra esistenza ridiamo per quattro mesi. Il riso abbonderà pure sulla bocca degli stupidi, come dicevano i latini, ma sembra che una bella risata aiuti a perdere peso e a proteggersi dalle malattie cardiovascolari

Erich Auerbach/Getty Images
Erich Auerbach/Getty Images

I latini non ne avevano una gran considerazione. Risus abundat in ore stultorum, dicevano. Il riso abbonda sulla bocca degli stupidi. Eppure ridere sembra far bene. Secondo alcuni studi un’intensa risata aiuta a perdere peso. Rilassa i muscoli e rilascia endorfine nel cervello. Ridendo a lungo, sostiene qualcuno, si possono persino prevenire infarti e malattie cardiovascolari. Per non parlare di quella piacevole sensazione di buon umore.

Intanto una prima certezza: ridere è inevitabile. Senza scomodare Charles Darwin e le teorie dell’evoluzione, quasi certamente sulla terra si rideva già prima dell’arrivo degli esseri umani. Stando a una recente ricerca dell’università di Portsmouth, anche le scimmie ridono in modo simile al nostro. Una manifestazione fisica che probabilmente deriva da un comune albero genealogico. Ridiamo tutti, senza alcuna esclusione. Numerosi studi facilmente reperibili in rete, più o meno scientifici, arrivano persino a quantificare le nostre risate. Dalla nascita alla morte sembra che ogni uomo trascorra 115 giorni a ridere. L’equivalente di quasi quattro mesi. Chi più, chi meno. «È stato appurato - si legge su Wikipedia - che i bambini ridono molto più rispetto agli adulti: un bambino ride in media circa 300 volte al giorno rispetto ad un adulto medio, che ride circa 20 volte al giorno». Un’operazione tutt’altro che semplice, almeno dal punto di vista anatomico. Solo sul viso, tra labbra e zigomi, la risata impegna circa una decina di muscoli. Un bello sforzo. Ma essere di cattivo umore è persino più faticoso. Come scriveva Mordecai Richler, l’autore della Versione di Barney, «ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere».

Come scriveva Mordecai Richler, l’autore della “Versione di Barney”, «Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere»

Si può ridere a crepapelle, sbellicarsi e spanciarsi dalla risate, oppure sorridere timidamente. Ogni risata ha la sua storia. Nei secoli i filosofi hanno provato a scoprire l’essenza di questo fenomeno. Ma di cosa si tratta? Il vocabolario Treccani offre una descrizione del meccanismo: “Manifestare un sentimento di allegrezza spontanea, viva e per lo più improvvisa, mediante una tipica modificazione del ritmo respiratorio e variazione della mimica facciale”. Oltre all’asettico aspetto lessicale, c’è qualcosa di più. La risata solletica l'anima. Avvicina quasi alla felicità. Di più. «Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo» sosteneva Giacomo Leopardi. Uno che di risate, vuoi per contraddizione, se ne intendeva parecchio.

Ridendo intensamente si potrebbero bruciare fino a 120 calorie l’ora. Senza dimenticare le endorfine rilasciate nel cervello: ormoni del benessere che arrivano a ridurre sensibilmente la percezione del dolore

Soprattutto, una risata fa bene alla salute. Così almeno dicono. Basta fare un giro online per trovare decine di trattati sugli effetti benefici di una bella sghignazzata. Uno studio britannico ne ha evidenziato le conseguenze sulla forma fisica. Ridendo intensamente si potrebbero bruciare fino a 120 calorie l’ora. Chissà. «Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Obesity - così un’agenzia Ansa di qualche tempo fa - ha dimostrato che ridere 15 minuti al giorno può permettere di perdere in un anno oltre due chili». Per non tacere di un altro studio, presentato pochi anni fa al convegno dell’American College of Cardiology, giunto alla conclusione che «un sorriso fa bene alla circolazione del sangue come una lezione di aerobica perché favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni».

Qualcuno decanta le proprietà antistress della risata. Gli effetti positivi sul sistema respiratorio e sul buon umore. Altri ne sottolineano le conseguenze rilassanti sui muscoli del corpo, stimolati dalla contrazione del diaframma. Senza dimenticare le endorfine rilasciate quando ridiamo di gusto: ormoni del benessere che arrivano a ridurre sensibilmente la percezione del dolore. In rete c'è persino chi cita studi sulla capacità delle risate di prevenire malattie cardiovascolari e infarti. Per chi non è esperto di biochimica, ancora una volta corre in aiuto Wikipedia. Ridere, si legge «porta a riduzioni degli ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina. (…) Inoltre aumenta il numero di cellule produttrici di anticorpi e migliora l'efficacia delle cellule T, creando un sistema immunitario più forte». Sarà vero? Nel dubbio, come diceva un noto motto anarchico, “una risata ci seppellirà”.

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