17 Maggio Mag 2016 0950 17 maggio 2016

Altro che Bonolis, in Rai ci vuole la "iena" Davide Parenti

Dimessosi da Mediaset, il padre della trasmissione di Italia 1 ora cerca un nuovo incarico, ma i suoi ultimi prodotti (Open Space e X Love) non sono andati bene

Le Iene
Roaddenberry/Deviant Art

Più che a Paolo Bonolis, se davvero volesse dare un segnale di cambiamento della nuova Rai, Campo Dall’Orto potrebbe pensare a Davide Parenti, il padre delle Iene: 58 anni, muscoli e capelli che destano l’invidia di molti suoi coetanei. Con Antonio Ricci, Parenti è l’autore di tutta la linea spregiudicata trasgressiva satireggiante, ovvero del giornalismo anti-giornalismo delle reti Mediaset. Qualche giorno fa ha dato le dimissioni (il contratto scade tra un anno). Motivo presunto: la mancata messa in onda di un servizio in cui si documentava che Fabrizio Corona, già prenotato da Costanzo per il suo Uno contro tutti, aveva percepito denaro in nero. Mediaset ha risposto con il parere di un legale: quel servizio avrebbe danneggiato le «nostre reti televisive per via della posizione legale del soggetto».

Il caso Corona è solo l’ultima incazzatura che ha fatto traboccare il vaso, ma il problema viene da lontano. È una certa stanchezza, la voglia di fare cose diverse e di sperimentare di Parenti. Non che gli ultimi tentativi, Open Space con Nadia Toffa e X Love con Nina Palmieri, siano stati un successone. Anzi. Anche la scelta della conduzione collegiale delle Iene non ha dato le soddisfazioni sperate. Parenti lo sa, troppo lunga è la navigazione nella tv borderline del Biscione. Dalla sua ha l’attenuante che in un paio d’anni prima se n’è andato il Trio Medusa e poi ha salutato la Gialappa’s. Personaggi non facili da sostituire. Qualche malumore filtra anche da dentro la squadra.

Campo Dall’Orto potrebbe pensare a Davide Parenti, il padre delle Iene. Qualche giorno fa ha dato le dimissioni. Motivo presunto: la mancata messa in onda di un servizio in cui si documentava che Fabrizio Corona, già prenotato da Costanzo per il suo Uno contro tutti, aveva percepito denaro in nero

All’inizio Le Iene erano un laboratorio artigianale, adesso sono diventate una corazzata con 70/80 persone che ci lavorano. Sarà, però, mentre il format argentino cui è ispirato, Caiga quein caiga, ha chiuso nel 2010, Le Iene sono ancora lì con i loro abiti e occhiali neri su camicia bianca (divisa mutuata dal film tarantiniano). Fate un nome di conduttore di tendenza della tv attuale e troverete un passato da Iene. Da Victoria Cabello a Claudio Bisio, da Alessandro Cattelan a Marco Berry, da Frank Matano a Alessandro Sortino fino a Luca e Paolo, solo per parlare delle partecipazioni durature ora archiviate, son tutti cresciuti lì.

Non che sia solo merito di Parenti. Uno come Enrico Lucci, per dire, ha fatto la gavetta prima di diventare “il nostro Maradona”. E non che lui, Parenti, abbia fatto solo questo. Anche Lupo solitario, Matrioska, Araba fenice e Barracuda con Daniele Luttazzi, per esempio: tutta roba molto borderline. Però se gli chiedi quali sono i programmi di cui va più fiero, oltre alle Iene cita Milano-Roma – ve lo ricordate? – e Scherzi a parte. Una iena ragionevole?

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