17 Giugno Giu 2016 0951 17 giugno 2016

Le domande di Civicum, le risposte di Parisi

Spending review, investimenti privati, tasse basse: queste le ricette del candidato sindaco di Milano del centro destra. Che fornisce cifre, percentuali e priorità, nero su bianco

Stefano Parisi

Sui bilanci pubblici serve un cambiamento culturale. È da questo assunto che è nata Civicum, un associazione di cittadini e professionisti milanesi che si batte affinché i rendiconti delle pubbliche amministrazioni siano riclassificati e resi trasparenti e comprensibili per i cittadini. L’appuntamento elettorale milanese, in questo senso, cade a fagiolo. Ancora di più, perché a sfidarsi al ballottaggio per Palazzo Marino ci sono due manager, abituati a fare di conto. Di più: due ex city manager del capoluogo lombardo come Beppe Sala e Stefano Parisi.

Ecco allora che per loro sono state preparate sei domande, ognuna delle quali figlia di un’attenta analisi del bilancio comunale. È a loro, a Sala e Parisi, che abbiamo giriamo queste domande, di cui Linkiesta si fa, assieme a Civicum, portavoce. Il primo a rispondere è stato Stefano Parisi. Queste le sue risposte.

La pressione tributaria sui cittadini milanesi è costantemente cresciuta negli ultimi anni. Ogni cittadino milanese nel 2015 ha contribuito alla finanza del Comune per 1.015 euro procapite con un incremento di oltre il 15% rispetto al 2013. Ciò nonostante il frequente ricorso anche a entrate anche di natura straordinaria per finanziare la spesa corrente (non solo in occasione di Expo) e in presenza di una progressiva riduzione del contributo complessivo dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione. Cosa intende fare il candidato nei prossimi anni e con quali priorità?
Innanzitutto applicando una rigorosa spending review. Ogni euro in meno di tasse deve essere coperto da un euro in meno di spesa. I trasferimenti correnti dallo Stato non vanno necessariamente aumentati: a ben vedere sarebbe sufficiente che il governo centrale smettesse di richiedere il trasferimento da Milano a Roma delle entrate generate dai tributi locali. In ogni caso, i trasferimenti da Regione, Stato e UE saranno certamente fondamentali per investimenti e spese specifiche, ma non possono costituire la fonte di nuova spesa corrente, per non rischiare che in futuro vengano a mancare.

Privatizzazioni e dismissioni di patrimonio immobiliare - quando non riguardano partecipazioni essenziali, come nel caso di Atm - potranno senz’altro essere realizzate, ma non con l’obiettivo di fare cassa: dovremo attendere il momento in cui i mercati valorizzino adeguatamente gli asset da cedere, e per i mercati non pienamente concorrenziali bisognerà anche fare in modo che diverse imprese possano competere alla pari con le società sottratte alla mano pubblica.

Non verranno aumentate tariffe, tasse, imposte, tributi, sanzioni, e addizionali.

Nell’ambito delle spese correnti, come intende il candidato ripartire in percentuali di priorità le risorse scarse disponibili per il prossimo mandato per la realizzazione delle attività e dei servizi ai cittadini e alle imprese?
Non è chiarissimo cosa si intenda per “percentuali di priorità”. In ogni caso, a livello di spese correnti, la ripartizione potrebbe essere quella che segue:

Inquinamento: 15%
Polizia locale: 15%
Trasporto pubblico: 30%
Raccolta rifiuti: 5%
Manutenzione strade: 5%
Servizi sociali: 15%*
Residenze: 5%*
Sport: 5%*
Verde e arredo urbano: 5%

* Grazie alle nostre politiche - di sostegno alla domanda e non più all’offerta per quanto riguarda i servizi sociali e lo sport, e di riqualificazione urbana per quanto riguarda le residenze - assisteremo a un deciso aumento degli investimenti privati.

Nell’ambito delle spese per investimenti, come intende il candidato ripartire le risorse scarse disponibili per il prossimo mandato per la realizzazione di opere pubbliche ed altri investimenti? Con quali percentuali di priorità?
Linee metro 30%
Asili nido 10%*
Biblioteche 5%
Opere straordinarie per scuole 15%
Opere straordinarie per strade 5%
Impianti sportivi 10%*
Arredi e parchi 10%
Piste ciclabili 10%
Altro 5%

* Cospicui investimenti in asili nido e impianti sportivi verranno realizzati da privati grazie al passaggio al finanziamento della domanda anziché di quello dell’offerta.

I progetti strategici prioritari per una città sono quelli che – proiettati oltre il mandato singolo dei sindaci – mobilitano in pochi anni risorse capitali, intellettuali e di lavoro tali da modificare strutturalmente l’intera città nel medio lungo termine (spesso a beneficio dei successori). Come intende il candidato affrontare un tema così strategico e complesso in presenza di stringenti “vincoli” di bilancio? Per favore, specificare l’ordine di priorità
1) Promuovendo i progetti via sponsor privati cui possano essere considerate soluzioni “ad hoc” (ad es. via concessioni di utilizzo di aree e/o cespiti o metodiche PPP)
2) Perseguendo i progetti con maggiori sforzi e crescenti ambizioni di poter attingere a fondi di Stato e/o dell’Unione Europea
3) Realizzando risparmi di spesa e cessioni per finanziare i progetti solo se a “costo zero” per i cittadini e il bilancio del Comune

Il riordino di grandi aree deindustrializzate o di servizi smantellati o oggetto di recupero rappresenta una delle opportunità urbanistiche più strategiche per una “smart city”città. Milano più di altre ha una lunga serie di casi in capitolo. Quali sono per il candidato le opportunità da aggredire e in che ordine di priorità? come intende garantire la loro copertura economico-finanziaria?
Gli scali ferroviari e l’area Expo sono ovviamente la priorità. Per i primi, il nostro progetto prevede un mix funzionale di aree verdi, luoghi di intrattenimento, impianti sportivi, spazi culturali e immobili ad uso abitativo. La riqualificazione sarà finanziata in larga parte da privati: penso per esempio alla Cittadella dello Sport o agli spazi per l’arte contemporanea, che contiamo di poter realizzare in uno di questi spazi. Per quanto riguarda l’area Expo, che diventerà un fulcro per la ricerca e l’innovazione, saranno decisive le risorse che stanzieranno il governo e l’Unione Europea. Edifici e aree abbandonate saranno riqualificate grazie alla semplificazione del Pgt, che consentirà di attrarre cospicui investimenti nella rigenerazione urbana. Mentre gli interventi sulla mobilità, ad esempio sulle piste ciclabili, saranno affrontati fin da subito con risorse proprie del Comune.

Come intende il candidato rendere il bilancio comunale e il bilancio consolidato del gruppo pubblico locale più trasparenti, comprensibili dai cittadini e confrontabili con i bilanci delle imprese del settore privato?
Il punto centrale è che la trasparenza diventi un requisito di sostanza e non solo formale. Non basta pubblicare il bilancio per dichiararsi trasparenti. Il primo passaggio è pertanto introdurre la contabilità economica e obiettivi gestionali all’interno dell’amministrazione, così da poter pubblicare un conto economico per area funzionale, che i cittadini possano utilizzare per verificare concretamente il costo dei servizi erogati dal Comune.

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