1 Agosto Ago 2016 0829 01 agosto 2016

I libri proibiti in Cina li puoi comprare a Hong Kong

Alla fiera del libro vengono vendute opere e titoli messi al bando dal Partito Comunista Cinese. Ma non è così semplice come potrebbe sembrare

Hong Kong Fair

Sfuggire alla censura dei libri? Basta andare a Hong Kong: qui, ogni anno, c’è una importante fiera libraria, che comprende circa 640 librai ed editori, vede ogni edizione accrescersi rispetto alla precedente e, soprattutto, mette in vendita tutti i libri che sul continente cinese sono proibiti.

Il partito comunista di Pechino, anche se ha ceduto diverse posizioni per quanto riguarda l’economia di mercato, fa ancora orecchie da mercante (appunto) sul tema delle libertà civili. Per non parlare della libertà di stampa e di espressione. Libri di dissidenti, testi critici nei confronti del potere, opere giudicate anti-cinesi sono tutti messi al bando. Nel Paese non circolano, a Hong Kong, invece, si trovano negli scaffali degli editori. È normale, allora, che i cittadini cinesi più curiosi e che dispongono di soldi e tempo libero, decidano, quando capita, di fare un salto alla Fiera.

Quali titoli si possono trovare? Ad esempio, le opere di Zhao Zi Yang, politico cinese che si oppose alla strage di piazza Tienanmen – caduto in disgrazia per questo e da quel momento bandito e censurato. Oppure Sick Tales, di Milk Choy, pubblicato da Kind of Culture Imprint. O i saggi di Ai Wei Wei.

L’importante è non scambiare Hong Kong non è un’isola felice in un universo di oppressione e censura: il governo cinese si è già premurato a usare il pugno di ferro. Da ottobre sono stati fatti sparire cinque dipendenti della casa editrice Mighty Current. Quando si è scoperto che erano finiti nelle mani del governo cinese, è nata una protesta ufficiale, conclusa solo con la liberazione di Lam Wing-kee, il direttore generale. I controlli sono capillari e di conseguenza i libri banditi, tra gli espositori, sono sempre più in calo.

Per non saper né leggere né scrivere, anche la Fiera ha già dichiarato che non si assume nessuna responsabilità per i libri presenti alla manifestazione. Tutto dipende dalle scelte, coraggiose o meno, dei librai e degli editori. Per il resto, è tutto censura.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook