23 Ottobre Ott 2017 1655 23 ottobre 2017

Perché la prossima instabilità dell’Italia (per ora) non spaventa i mercati

All’inizio del 2018 gli occhi saranno tutti puntati sulla crescita globale, i salari e sulla riforma fiscale negli Usa. Preoccupa quindi meno l’instabilità politica che si preannuncia dopo le elezioni, come se gli ultimi tre anni avessero allargato il campo del possibile

Tokyo Stock Exchange
Pedoni davanti a un tabellone con gli andamenti della Borsa di Tokyo, la quale ha registrato la più lunga serie di risultati positivi da quasi 30 anni
Kazuhiro NOGI / AFP

La riforma elettorale che si sta per approvare in Italia difficilmente garantirà da sola la governabilità, anche se favorisse la formazione di coalizioni. Tuttavia, questa probabile ingovernabilità arriva in un momento particolarmente positivo per i mercati. L’upgrade degli utili attesi è un fenomeno che ha caratterizzato tutte le aree geografiche, compresi i mercati emergenti. All’inizio del prossimo anno gli occhi di tutti saranno puntati sulla riforma fiscale statunitense. Attenzione, però: la posizione del mercato azionario e obbligazionario ci fa pensare che nel futuro prossimo le prospettive di rendimento difficilmente rimarranno all’altezza degli ultimi anni.

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In questa fase preoccupa meno l’instabilità politica, come se gli ultimi tre anni avessero allargato il campo del possibile, spostando più in là anche il confine del tollerabile. Attenzione però: la posizione del mercato azionario e obbligazionario ci fa pensare che nel futuro prossimo le prospettive di rendimento difficilmente rimarranno all’altezza degli ultimi anni

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