1 Dicembre Dic 2017 1125 01 dicembre 2017

Cosa leggeva John Stuart Mill tra i tre e i sette anni (spoiler: non erano libri illustrati)

Quando la Gran Bretagna aveva una classe dirigente di livello, la formava obbligandola a studiare, fin dalla tenera età, i classici. Il greco antico, il latino, la conoscenza della storia. E poi chissà perché fiorivano i grand pensatori

Stuart Mill G F Watts

È il filosofo campione della destra che ama il mercato libero, la flat tax e le liberalizzazioni economiche. Ma piace anche alla sinistra che sostiene la parità dei diritti, promuove la posizione della donna in società e difende le minoranze, in particolare quelle islamiche. Chi è? Ma è John Stuart Mill, pensatore politico del XIX secolo, massimo esponente del liberalismo e dell’utilitarismo. I suoi meriti nel campo del pensiero sono numerosi e, del resto, notissimi. Meno conosciuti, invece, sono le sue precoci abilità di lettura.

In confronto a un’Italia in cui i lettori forti sono quelli che leggono più di un libro all’anno, il giovane Mill è un alieno. Dai tre ai sette anni d’età, quando i bambini a scuola imparano a malapena a compitare qualche storiella di sussidiario, John Stuart Mill aveva già letto “tutto Erodoto”, “i primi sei dialoghi di Platone” e “parte dell’opera di Luciano”. Tutto in greco, of course.

Ma visto che è buona norma alternare letture di autori recenti ad autori classici, non si fa mancare il Robinson Crusoe di Daniel Defoe, né il Don Chisciotte di Cervantes. E ancora, la Storia dell’Inghilterra di David Hume e La storia del declino e della caduta dell’impero romano di Edward Gibbon. Qui sotto c’è la lista completa di tutti i titoli incontrati (ripetiamo) tra i tre e i sette anni.

In greco

Esopo--Favole

Senofonte--Anabasi, Memorabili di Socrate, Ciropedia

Erodoto--Le Storie

Diogene Laerzio-- alcune delle Vite dei Filosofi

Luciano--varie opere

Isocrate--parte do A Demonico e A Nicocle

Platone--Eutifrone, Apologia di Socrate, Critone, Fedone, Cratilo, Teeteto

In inglese

William Robertson--The History of America, The History of the Reign of the Emperor Charles V, The History of Scotland During the Reigns of Queen Mary and King James VI

David Hume--The History of England

Edward Gibbon--The History of the Decline and Fall of the Roman Empire

Robert Watson--The History of the Reign of Philip II, King of Spain

Robert Watson and William Thompson--The History of the Reign of Philip III, King of Spain

Nathaniel Hooke--The Roman History, from the Building of Rome to the Ruin of the Commonwealth

Charles Rollin--The Ancient History of the Egyptians, Carthaginians, Assyrians, Babylonians, Medes and Persians, Macedonians and Grecians

Plutarco--Vite Parallele

Gilbert Burnet--Bishop Burnet's History of His Own Time

The Annual Register of World Events, A Review of the Year (1758-1788)

John Millar--An Historical View of the English Government

Johann Lorenz von Mosheim--An Ecclesiastical History

Thomas McCrie--The Life of John Knox

William Sewell--The History of the Rise, Increase, and Progress of the Christian People Called Quakers

Thomas Wight and John Rutty--A History of the Rise and Progress of People Called Quakers in Ireland

Philip Beaver--African Memoranda

David Collins--An Account of the English Colony in New South Wales

George Anson--A Voyage Round the World

Daniel Defoe--Robinson Crusoe

The Arabian Nights and Arabian Tales

Miguel de Cervantes--Don Chisciotte

Maria Edgeworth--Popular Tales

Henry Brooke--The Fool of Quality; or the History of Henry, Earl of Moreland

Forte, eh? Roba che oggi farebbe girare la testa, per la sua difficoltà e complessità, alla maggior parte dei sedicenti uomini colti, troppo abituati a disprezzare Fabio Volo senza saper decifrare una frase di Aristotele. Ma erano altri tempi: a scuola si leggevano i classici, l’istruzione era ancora considerata una cosa importante e lo studio serviva a preparare una classe dirigente all’altezza. Mill, poi, aveva doti uniche, era un caso fortunato, un prodigio. Ma a confrontare lui con, ad esempio, il di molto successivo David Cameron, qualche sospetto sull’utilità di quelle letture viene.

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