14 Dicembre Dic 2017 1105 14 dicembre 2017

Oltre il canone occidentale: qualche libro per osservarci con gli occhi degli altri

È possibile sfuggire dal canone occidentale? Qualche libro da leggere per evadere dal canone aristotelico-euclideo-cartesiano-newtoniano-darwinista/spenceriano che ci è inculcato dall’asilo alla bara

Biblioteca Linkiesta

Rileggendo recentemente le Confessioni di Sant’Agostino, scritte oltre milleseicento anni fa, mi ha colpito un aspetto che precedentemente non avevo colto: gli autori a cui fa riferimento sono, per la maggior parte, ancora noti ai nostri giorni. Consapevolmente o meno, stava già contribuendo a costruire il canone occidentale. Il canone aristotelico-euclideo-cartesiano-newtoniano-darwinista/spenceriano in base al quale il mondo occidentale opera a tutt’oggi viene creato da millenni. Lungo la strada ci sono stati dei colpi di grazia alla possibilità di almeno un altro canone, per esempio l’Accademia di Atene, distrutta prima da Lucio Cornelio Silla nell’86 a.C., e in seguito, essendo stata rifondata, chiusa una volta per tutte da Giustiniano nel 529 (e non è un caso che uno dei periodi di maggior splendore nella storia dell’occidente, il rinascimento, coincida con l’Accademia platonica di Firenze riunita intorno a Marsilio Ficino). La chiesa aveva/ha il proprio diritto canonico e, per secoli, è stato l’organo che l’ha imposto e fatto rispettare. Sebbene il mondo occidentale del ventunesimo secolo sia esente da imprese che fanno rispettare, con grande alacrità, il canone, quali la santa inquisizione, opera comunque secondo un canone, che rimane quello aristotelico-euclideo-cartesiano-newtoniano-darwinista/spenceriano di cui sopra, che ci è inculcato dall’asilo alla bara, echeggiato da governi, dai media, da istituzioni ufficiali ed entità ufficiose, e infine dall’industria dello spettacolo. A giudicare dalla storia dell’umanità, la semplice realtà è che alla gente piacciono i dogmi, e ne ha bisogno. Concetti che a una mente distaccata e sensata sembrano, oltre che impensabili, grotteschi, crudeli, in una certa epoca e in un certo posto sembravano normalissimi. Usanze che oggi ci sembrano barbariche una volta erano la norma, e viceversa. La santa inquisizione è il bersaglio ovvio, così come la soluzione finale dei nazisti. Ma che dire delle grandi purghe di Stalin? I campi di sterminio di Pol Pot? La pulizia etnica nei Balcani? Ci sono poi molti esempi meno ovvi.

Nel libro Los Invencibles de América, l’autore spagnolo Jesús Á. Rojo Pinilla sostiene che, lungi dal commettere un genocidio contro gli Aztechi, Cortés e i suoi conquistadores li salvarono da un autoinflitto olocausto. Essendo l’allevamento di animali sconosciuto agli Aztechi, essi e i loro vicini si stavano, essenzialmente, mangiando a vicenda fino all’estinzione. Non solo sacrificavano decine di migliaia di vittime ogni anno, delle cui cosce poi si nutrivano, ma il loro cannibalismo era molto diffuso a causa della scarsità di cibo. Il canone occidentale contemporaneo, ancora convinto sostenitore della Leyenda Negra (la propaganda britannica/nordamericana che demonizza la Spagna e tutto quanto è spagnolo), in barba all’evidenza sia storica sia archeologica predica l’opposto: che il Messico precolombiano era il paradiso terrestre e che i conquistadores sterminarono tutti. Test sul DNA della popolazione messicana contemporanea rivelano che il 30% è di discendenza pura azteca o maya; il 60%, meticcia; e solo il 10%, bianca. Se il presunto olocausto fosse effettivamente avvenuto, il DNA dei messicani di oggi non indicherebbe una discendenza shiacciantemente bianca? I dogmi o, nella loro combinata onnipotenza, il canone, dovrebbe essere percepito come una forza tanto ineludibile quanto la gravità. È possibile sfuggirne?

Parecchi miei lettori mi hanno inviato mails in cui mi domandano suggerimenti circa libri da leggere per evadere dal canone occidentale. Ci ho pensato per qualche anno e, anche se una lista completa sarebbe impossibile e comunque molto al di là dell’ambito di questo pezzo, suppongo che una listarella, tanto per cominciare, potrebbe essere d’aiuto a quelle menti curiose che sono contrarie per natura, o deluse dal canone occidentale odierno e dalla onnipervadente propaganda che lo amplifica. A seguire, dunque, la mia listarella che si prefigge di (rullo di tamburi): aprire gli occhi, mettere in discussione i presupposti, e ampliare gli orizzonti.

Il Libro dei Mutamenti (I Ching), è non solo il primo libro (conosciuto) dell’umanità, ma una dissertazione molto approfondita sulla accidentalità in giustapposizione all’ossessione dell’occidente, e cioè la causalità, quel tanto evidente quanto asinino nesso tra causa ed effetto sul quale, tuttavia, la filosofia occidentale ha edificato interi sistemi. Inoltre, consultare Il Libro dei Mutamenti a scopo divinatorio può essere frustrante, ma anche illuminante.

La vita di Gesù in India. La sua vita sconosciuta prima e dopo la crocifissione, di Holger Kersten. Riconfigurare Gesù come un buddista fa al mondo il grande favore di liberarlo dalla tradizione abramitica. Inoltre, la sua non-morte sulla croce è spiegata con tale dovizia di particolari (spesso in bella vista nei vangeli canonici) che tendo a crederci. E il paolinismo, contrabbandato e imposto come cristianesimo, ha causato non pochi problemi nei secoli.

Una nuova scienza della vita: l’ipotesi di causazione formativa, di Rupert Sheldrake (spero ancora disponibile in italiano). Aprì i miei occhi, molti anni fa, e da allora Rupert e io siamo divenuti amici. Darwin (e, per estensione, Spencer, quel grande cooptatore): addio. Il primo capitolo riassume in modo magistrale la biologia che è insegnata a tutt’oggi a scuola; dal secondo capitolo in poi, benvenuti in un nuovo mondo. Quando è stato pubblicato originalmente, la prestigiosa rivista scientifica Nature lo ha attaccato con l’editoriale: A Book for Burning? (Un libro da bruciare?), poiché osava andare contro le inamovibili convinzioni del sacerdozio scientifico. Echi della santa inquisizione dal mondo della scienza convenzionale.

Fra la trinità delle opere che descrivono la decadenza del mondo occidentale – Il tramonto dell’Occidente, di Oswald Spengler; La crisi del mondo moderno, di René Guénon; e Rivolta contro il mondo moderno, di Julius Evola – sceglierei il terzo, con l’avvertimento di Hermann Hesse che è un libro “davvero pericoloso”. E, in effetti, lo è. È difficile non essere travolti dalla sua radicale reinterpretazione della storia. Solo col tempo ci si accorge che si tratta, dopo tutto, di una straordinariamente ben costruita… fantasy. Ma la sua grandiosità wagneriana e intrinseca potenza ne fanno uno dei libri più iconoclastici mai scritti, specialmente poiché è così ben strutturato e profondamente erudito. Lo raccomanderei, ma con il caveat: da leggersi cum grano salis; per il lettore maturo e apollineo, non per il giovane impressionabile e dionisiaco.

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