23 Dicembre Dic 2017 0740 23 dicembre 2017

Il Natale stupendo di chi sa intagliare le arance

Le feste portano gioia ma anche noia: per superare le ore del pranzo natalizio occorre sapersi destreggiare nell’arte nobile di creare dalla frutta opere stupende

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Non è nelle decorazioni che alberga lo spirito del Natale. Né nelle luci in strada, o nel suono dei campanacci dei finti Babbi Natale ottusi dal materiale made in Cina. Non si trova (men che mai) nei centri commerciali, nella corsa all’ultimo regalo, nel tutto a un euro, nel torrone a basso prezzo o nel cesto da dividere con i colleghi. Lo spirito del Natale, come sempre e per sempre, è solo nell’arte di intagliare le bucce d’arancia e far sorridere gli amici. Così:

Nata come passatempo negli anni più magri del ’900, è diventata sempre più un attività raffinata, che richiede rigore, esercizio e fantasia. Quella che si presenta come una semplice, normalissima arancia, che altro non vuole che essere una semplice e normalissima arancia, con la sapiente tecnica delle mani e l’utilizzo di un coltello può trasformarsi in una casa. O in una faccia (triste o allegra dipende). O ancora, in una composizione più ampi: un panettone, o un castello.

I più esotici potranno tentare di creare una casa galleggiante giapponese, i più religiosi una tiara, gli amanti della caccia troveranno un ferocissimo cinghiale.

Il pranzo di Natale, grazie a queste magie, diventerà non solo un momento di convivialità da passare con i parenti, ma anche un momento per esprimere le proprie abilità, per trovare, sulla tavola imbandita, anche un palcoscenico. Perché è tra quelle bucce, umili e pieghevoli, che si trova lo spirito del Natale.

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