18 Gennaio Gen 2018 1120 18 gennaio 2018

Splendide e lisergiche: guarda le 31 migliori pubblicità giapponesi

Esagerate, rumorose, piene di slogan e di balletti. Idee originali, spesso assurde, alcune volte toccanti. Il registro di un mondo lontano che usa, a modo suo, un linguaggio comune: quello dello spot

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Un anno riassunto in poco più di 15 minuti. È il video che raccoglie i migliori spot televisivi andati in onda in Giappone nel 2017: niente di simile (nemmeno da lontano) a ciò che si vede da queste parti, ancora fermi a discutere di meteoriti che fanno sparire parenti e vicini. Lì le cose sono esagerate, lisergiche e bellissime. I nonni vanno in paradiso perché mangiano noodle troppo buoni, i genitori fanno i capricci perché vogliono il nuovo videogioco, i bambini, be’, fanno di tutto.

Sono pubblicità in cui gli slogan sono gridati (due o tre volte), le azioni veloci e forti, le persone quasi sempre caricature estreme. Piene di balletti, danze e mosse buffe. Infinite le allusioni sessuali, i richiami alla cultura manga, ai film e al mondo occidentale. Ma non mancano pezzi di bravura, come una pubblicità sul tabacco che non parla mai di tabacco, o scene toccanti di nonni che guardano le corse sugli schermi dei loro smartphone.

Questa, insomma, è una antologia di quanto di meglio è stato fatto nell’anno appena trascorso. Si comincia con gli U.F.O. Yakisoba Instant Noodles della Nissin, che per pubblicizzare la nuova salsa mostrano una battaglia epica tra due eroi e un cattivo (che ha la meglio). Segue lo spot della Sugon Chips, delle patatine della Koikeya, che addirittura viaggia fino in Costa d’Avorio e inventa uno slogan assurdo. E poi la pubblicità della Pocari Sweat, che ha richiesto la presenza di centinaia di persone.

Non mancano piccole perle, come lo spot per le gomme da masticare Hi-Chew Premium, breve ma efficace, o la splendida storia della consegna di Sushi di Gin no Sara, che è “buonissimo, ovunque lo tagli” e mostra una scena di dialogo a letto interrotta nei punti essenziali.

Che dire poi degli Instant Curry Meshi? O il raggelante Soft Ice Cream della Akagi Nyugyo (corpo di donna, volto di uomo), per dire che loro, a differenza degli altri, servono sempre e solo la parte più alta, superiore, del gelato?

A seguire c’è lo spot più ambiguo, della Sakeru Gummu, che pubblicizza una gomma da masticare piatta e lunga: una ragazza chiede di toccare il dolce “lungo” di un operaio. E poi mostra la sua bocca aperta, chiedendo un assaggio. Per rasserenare il clima c’è la pubblicità, tutta familiare, delle uova Kiyora, racchiuse in un bento box, e il servizio della Komatta Kamo, che è pronta ad aiutarti in ogni momento, anche quando devi avvitare una lampadina e rischi di far cadere l’asciugamano che ti copre.

Per una analisi spot per spot, si consiglia di andare su questo link. Altrimenti, ci si può dedicare a un quarto d’ora di pura contemplazione: perché le pubblicità sono comprensibili ovunque, ma quelle degli altri sono sempre più divertenti.

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