24 Gennaio Gen 2018 0750 24 gennaio 2018

Borghi e Bagnai, i due ideologi anti euro che hanno conquistato Salvini

Mentre Berlusconi vola a Bruxelles per rassicurare l’Europa, il leader leghista presenta alla Camera le due nuove candidature del Carroccio. Uno viene da destra, l'altro da sinistra, entrambi hanno ispirato la linea critica verso la moneta unica

Matteo Salvini

Claudio Borghi è il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai un professore universitario noto al grande pubblico per la sua battaglia contro l’euro. Uno viene dal mondo della destra, l’altro dalla sinistra. Folgorati ormai da qualche anno sulla via del Carroccio, da oggi sono ufficialmente candidati nel partito di Matteo Salvini. Il leader leghista li presenta ufficialmente Montecitorio. «Sono due nomi che mi rendono particolarmente orgoglioso» racconta. Il giorno della grande investitura probabilmente non è casuale. Mentre Silvio Berlusconi vola a Bruxelles per rassicurare l’Europa, l'alleato più giovane accompagna in Parlamento i due ideologi della nuova linea leghista. Nazionale e sovranista. E fortemente critica verso la moneta unica, anche se il progetto radicale per l’uscita dall'euro sembra ormai accantonato in nome del realismo.

Rispetto alla trentennale storia politica del Carroccio si tratta di due figure relativamente nuove. Ma sono intellettuali cari agli oppositori nostrani del mondialismo, ispiratori della strategia politica salviniana in tema di Europa. Borghi e Bagnai saranno il volto della Lega in alcuni luoghi chiave della prossima campagna elettorale. Il primo correrà nel collegio di Siena, dove sfiderà il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. E con ogni probabilità sarà inserito nel listino proporzionale ad Arezzo, terra di Banca Etruria. La scelta non è casuale. Nel 2015 si è candidato a governatore della Toscana, dove è arrivato secondo e ha ottenuto un seggio da consigliere regionale. Qui ha seguito da vicino gli scandali bancari, da vicepresidente della commissione di inchiesta regionale. «Ecco perché non posso che ringraziare Salvini che mi ha dato la possibilità, da senese d’adozione e contradaiolo, di poter correre in un luogo che conosco e dare la possibilità ai cittadini di dire quel che pensano di un partito che ha distrutto la banca più antica del mondo». Una sfida che Borghi già sente sua, evidentemente. «Voglio lasciare ai senesi - racconta - la possibilità di riscattare questa vergogna: l’onta sarà lavata con il voto».

Un profilo twitter seguitissimo, un blog molto letto, Bagnai è soprattutto l’autore del libro “Il tramonto dell’euro”. Punto di riferimento indiscusso dei tanti critici verso la moneta unica. Non ultimo Salvini, che ammette di essere rimasto profondamente segnato da quel testo. «Il suo libro mi ha aperto un mondo» rivela ai giornalisti. «Ha portato la Lega a sposare una certa battaglia»

Il rapporto con il leader nasce qualche anno fa. Borghi è colui che ha accompagnato Salvini nella sua lunga campagna no-euro. Ha un passato che stride con l’immagine anti-establishment della Lega, in cui è arrivato recentemente: milanese di 47 anni, ha lavorato come funzionario di Merryl Linch e ha chiuso la sua carriera nel settore privato come managing director di Deutsche Bank. Ma dal 2014 ha iniziato a essere uno dei più stretti collaboratori del segretario della Lega: è di quell'anno il “Basta euro tour” che i due hanno portato in tutte le province italiane, consolidando la proposta euroscettica. Nel frattempo, Borghi ha assunto il ruolo di responsabile economico della Lega. Ed è diventato uno dei volti di battaglia da mandare nei salotti tivù nel ruolo del bastian contrario.

«Se sono qui è perché Salvini mi ha fatto una proposta che non mi sono sentito di rifiutare». Davanti ai giornalisti si presenta anche Alberto Bagnai, accademico e grande ispiratore della svolta anti euro del Carroccio. «Mi predispongo con umiltà ad affrontare questo percorso». Bagnai sarà candidato nel Lazio e in Abruzzo. Non sfugge che ormai da qualche anno insegna Politica economica proprio all’università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara. Un profilo twitter seguitissimo, un blog molto letto, il neo candidato leghista è soprattutto l’autore del libro “Il tramonto dell’euro”. Punto di riferimento indiscusso dei tanti critici verso la moneta unica. Non ultimo Salvini, che ammette di essere rimasto profondamente segnato da quel testo. «Il suo libro mi ha aperto un mondo» rivela ai giornalisti. «Ha portato la Lega a sposare una certa battaglia. Bagnai è stato il primo a dire che il re è nudo, che l’euro è stato e resta un esperimento sbagliato». Un professore universitario che arriva al Carroccio da una storia di sinistra. Ecco la piccola curiosità. Ai giornalisti ricorda il suo primo intervento anti euro sul Manifesto, era il 2011. «Ho contattato tantissimi politici, ma Salvini è stato l’unico che ha dimostrato di rispettare il mio lavoro». Amore a prima vista, insomma. E adesso anche lui è pronto alla sfida. «È venuto il momento di passare da una analisi puramente accademica a un impegno in prima persona». Il salto non è indifferente, l’attenzione dei media rischia di essere pressante. Appena finita la conferenza stampa Bagnai si ritrova assediato da una selva di microfoni e telecamere. Salvini gli si avvicina e lo rincuora con una pacca sulle spalle. «Dai, si comincia».

Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, sarà inserito nel listino proporzionale ad Arezzo, terra di Banca Etruria. E correrà nel collegio di Siena, dove sfiderà il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Qui tiene banco il caso Mps. Una sfida che Borghi già sente sua, evidentemente. «Voglio lasciare ai senesi - racconta - la possibilità di riscattare questa vergogna: l’onta sarà lavata con il voto»

Dietro alle due candidature si nasconde una strategia precisa. In questa fase la Lega sta cercando di arruolare figure che non arrivino solo dalla stretta militanza del partito. Abbandonate le vie nordiste, Salvini vuole costruire una squadra di consiglieri non politici. Profili in grado di essere riconosciuti da un pubblico più ampio, anche nel centro-sud. Soprattutto che rispondano a lui, più che alle gerarchie del partito. L'avvocato Giulia Bongiorno (ex finiana ed ex montiana) è stata la prima a essere lanciata. Borghi è stato il secondo insieme a Bagnai. È appena dello scorso anno la presentazione di un libretto voluto da Salvini per spiegare passo passo come sia possibile uscire dall’euro. Il titolo era un programma: “Oltre l'euro, per tornare grandi. Tutta la verità sulla più grande truffa ai danni dell'Italia”. Lo ha scritto Borghi, lo ha introdotto Bagnai. Due candidature, spiega Salvini, «che esprimono la linea coerente della Lega sul ruolo dell’Italia in Europa». Con buona pace di Silvio Berlusconi e del rinnovato feeling con Bruxelles, che passa anahce attraverso la promessa di non sforare il 3% del rapporto debito/Pil, che invece per Salvini non è affatto un tabù. Anzi, a sentire il leader leghista non ci sono tentennamenti. «Noi non cambiamo idea, ci prepariamo a difendere l’interesse nazionale». Salvini cita il programma elettorale del centrodestra, sottoscritto da tutti i leader della coalizione. Assicura che l’intesa è già stata trovata su alcuni punti indiscutibili: meno vincoli dall’Ue, no alle politiche di austerità, revisione dei trattati europei, tutela in ogni sede degli interessi italiani. «Se le regole dell’Ue danneggiano le famiglie italiane, quelle regole non esistono», minaccia. Nessuna rottura traumatica, però. «Vogliamo cambiare i trattati. I vincoli europei sono una gabbia, vogliamo aprirla». Borghi e Bagnai parlano di uno smantellamento concordato. Magari a partire dalla disapplicazione del Fiscal compact. «Se ci riusciremo con l’accordo di tutti saremo felicissimi. Ma se invece dovessero arrivare solo “no“, per noi verrà prima l’interesse nazionale». L’uscita dalla moneta unica resta un’incognita. Un’ipotesi estrema che alla fine rischia di essere sacrificata in nome dell’intesa con Forza Italia. A quel punto bisognerà vedere se, dopo il voto, fra la Lega e i suoi professori continuerà a essere luna di miele. O se i riti della politica divideranno le loro strade.

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