La prossima bomba sociale? Sono le sofferenze bancarie (sì, ancora loro)

Credevate che la crisi bancaria fosse finita, che la montagna crediti inesigibili fosse ormai alle spalle? Vi sbagliavate, hanno solo cambiato proprietario. Problema: quelli nuovi sono molto più esigenti. E puntano le garanzie reali, dal capannone alla casa

Sofferenze Bancarie Linkiesta

Immagine con licenza Pixabay.com

3 Marzo Mar 2018 0745 03 marzo 2018 3 Marzo 2018 - 07:45
WebSim News

l 2017 segna una decisa riduzione delle sofferenze bancarie e viene celebrata dall’ABI e dal sistema bancario come un’importante buona notizia. Nel bollettino bancario pubblicato due giorni fa dall’ABI viene messa in risalto la riduzione delle sofferenze nette da 86,8 miliardi a 64,4 in un anno. Potrebbe essere effettivamente una buona notizia per le banche italiane marcate strette da BCE e Unione Europea che emettono regolari richiami ad accelerare la vendita di NPL per rientrare negli standard europei.

Per le banche quasi sicuramente, soprattutto se il calo deriva da cessioni a prezzi non troppo sacrificati (i valori di cessione rimangono volutamente opachi) e se le cartolarizzazioni attraverso cui molti NPL escono dai bilanci e rientrano nella stessa banca sotto forma di titoli con rating ma con la garanzia dello Stato (GACS) il percorso di disintossicazione dagli asset tossici nostrani migliora la situazione complessiva. C’è ancora molta strada da fare come richiamato da Daniele Nouy in varie sedi, ma siamo sulla strada giusta finalmente.

Per rispondere alla domanda non va dimenticato che le sofferenze non sono state cancellate, non sono scomparse magicamente. Sono solo traslocate presso altri proprietari: i fondi specializzati che le hanno acquistate e fanno vere e proprie gare per aggiudicarsi le prossime in vendita oppure in veicoli di cartolarizzazione gestiti per ottenere il massimo recupero attraverso contratti con società di servizio. Quindi ad ogni cessione di NPL corrisponde un’accelerazione del processo giudiziale e stragiudiziale di recupero: velocità e quantità di recupero determinano banalmente il profitto per l’acquirente dei portafogli di NPL o dei titoli cartolarizzati a fronte di masse di NPL. Gli effetti di questa corsa al recupero non sono ancora noti, ma si accompagnano a una pressione del governo legislatore sulla magistratura per consentire la più facile aggressione dei beni dei debitori. In altre parole molti debitori non si troveranno più a fronteggiare nei tribunali fallimentari banche pigre e pasticcione nel presentare faldoni di documenti, ma legali specializzati ed agguerriti insieme alle società di recupero incentivate a recuperare di più e più in fretta. La cartina predisposta da Pwc nel rapporto ‘”The Italian NPL Market” di dicembre mostra dove colpiranno con maggiore intensità: Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana e Lazio.

Continua a leggere su Linkerblog.biz

Potrebbe interessarti anche