11 Aprile Apr 2018 1250 11 aprile 2018

Da consulente fiscale a... pasticcera! Quando la tradizione incontra il digitale

La gastronomia nostrana è motivo di vanto per l’Italia. Ma anche il settore della pasticceria è riconosciuto a livello internazionale. E all’estero punta anche un piccolo laboratorio artigianale nelle Marche: La Golosa Officina

Golosaofficina Linkiesta

Le Marche, una terra che conserva saperi antichi e produzioni di altissima qualità. Nella piccola cittadina di Fano, passeggiando tra le strade che profumano di mare, alle porte dell’antica città romana ci si imbatte in una storica palazzina dei primi del Novecento. Qui si trova il laboratorio de La Golosa Officina. Un ambiente elegante e raffinato, denso di aromi, che invita subito a fermarsi. Entrando, il profumo delicato di pastafrolla ti avvolge.

Nel negozio c’è un oblò, dal quale si può vedere il laboratorio, cosicché chiunque possa vedere come nascono le creazioni di pasticceria. I mix di ingredienti in questo piccolo angolo di tentazione non sono convenzionali, ma sempre nuovi e ricercati, sapientemente lavorati con le migliori tecniche artigianali, danno vita a ricette originali in grado di sorprendere i curiosi del gusto e gli amanti dei piccoli momenti di piacere. Qualche esempio: la minisbrisolona al pecorino in fossa, con nocciole e curcuma; fette biscottate alle visciole di Cantiano e coriandolo.

La tradizione della pasticceria italiana ha radici profonde e ogni regione del nostro Paese ha specialità dolciarie tipiche. La Golosa Officina nasce dalla passione di Susanna Chiappa. Una laurea in economia e commercio alle spalle, dopo venticinque anni come consulente fiscale, decide di cambiare la sua vita e iniziare una nuova avventura.

La pasticceria è una vera e propria arte basata sulla conoscenza delle materie prime e sul loro abbinamento. La tradizione della pasticceria italiana ha radici profonde e ogni regione del nostro paese ha specialità dolciarie tipiche

Un’avventura che profuma di buono, di autentico. Ma anche una vera e propria sfida. Viviamo in un’epoca dove la grande distribuzione rischia di gettare nel dimenticatoio le grandi tradizioni della nostra terra. Ma Susanna è riuscita, nel suo piccolo, a rilanciare l’artigianato made in Italy. E non in una grande città, come Milano o Roma, bensì in una città con poco più di 61mila abitanti, in provincia di Pesaro e Urbino. Fanum Fortunae, la chiamavano gli antichi romani. E la fortuna è stata dalla parte di questa neoimprenditrice.

«Nella nostra officina – afferma Susanna– abbiamo un obiettivo: creare esperienze di gusto sempre nuove. Ecco perché crediamo che ogni biscotto sia un’invenzione: qualcosa che porta dietro di sé l’esplorazione delle possibili combinazioni di elementi, la ricerca degli equilibri tra le componenti e l’attenzione minuziosa per i dettagli e le tecniche di lavorazione». Abbiamo intervistato la proprietaria di questo piccolo paradiso dolciario, che ha partecipato alla seconda edizione di Botteghe Digitali.

Viviamo in un’epoca dove la grande distribuzione rischia di gettare nel dimenticatoio le grandi tradizioni della nostra terra. Ma Susanna è riuscita, nel suo piccolo, a rilanciare l’artigianato Made in Italy

Susanna, ti laurei in economia e commercio, lavori 25 anni come consulente fiscale. Come mai ora ti occupi di pasticceria?
È una passione che mi porto dietro da sempre. Ho vissuto in una famiglia numerosa, piena di donne, dunque a casa mia si cucinava sempre (e spesso dolci). Poi, nel corso della vita, si arriva ad un momento in cui si tirano le somme. Avevo raggiunto i 50 anni e non ero soddisfatta della mia vita. Così ho pensato che se non lo facevo in quel preciso istante, non lo avrei fatto mai più. È stata la realizzazione di un sogno.

Perché proprio a Fano?
Io sono originaria della provincia di Ancona, ma da una decina di anni vivo in una frazione di Fano. È una città che mi piace molto e mi ha adottata subito. Un posto di mare, con persone allegre. La città è turistica, ma non troppo. È il territorio che sento più “mio”, ecco. Inoltre la mia è stata una scelta non solo di praticità, ma anche perché avevo concepito la mia attività con confini ampi. Infatti il mio mercato di riferimento non sono solo i consumatori finali, ma anche altri rivenditori.

Il tuo è un piccolo laboratorio e gran parte delle lavorazioni vengono fatte a mano. Pensi sia ancora un valore aggiunto?
Sì, lo è nel tipo di prodotto che faccio. Di biscotti industriali ce ne sono troppi, tutti uguali e standardizzati, praticamente con lo stesso sapore. Una lavorazione manuale, invece, mi dà la sensazione di un qualcosa fatto proprio per chi lo mangia, e non per chi lo consuma. Eppure questo pensiero è difficile da far accettare al nuovo cliente, soprattutto quando si rende conto della differenza di prezzo.

Quando è entrato in scena Botteghe Digitali?
Sono venuta a conoscenza di Botteghe Digitali nel 2016, durante la prima edizione. Io ancora non avevo aperto la mia attività, ma iniziavo a guardarmi intorno. Cercavo in rete dei consulenti che mi potessero aiutare e mi sono imbattuta in questo progetto. Mi ha incuriosito tantissimo e ho iniziato a seguirli sui social, in attesa del nuovo bando. Poi finalmente è uscito, mi sono candidata e sono molto felice di essere stata selezionata. E poi è iniziata l’avventura.

Nel corso della vita, si arriva ad un momento in cui si tirano le somme. Avevo raggiunto i 50 anni e non ero soddisfatta della mia vita. Così ho pensato che se non lo facevo in quel preciso istante, non lo avrei fatto mai più

Come ti ha aiutato nel tuo percorso di crescita professionale?
Per prima cosa molte delle mie certezze sono state abbattute. Tante cose che ero sicura di far bene sono state messe in discussione. Botteghe Digitali mi ha fatto tornare sui giusti binari, insegnandomi ad abbandonare ciò che è frivolo, per creare un’attività di successo. Mi ha aiutato anche a livello imprenditoriale, poiché nella gestione avevo diversi problemi. Con questa esperienza è cambiata la mia forma mentis, ho capito come essere un’imprenditrice. Bisogna sempre guardarsi con un occhio critico.

Quali sono state le novità introdotte dopo l’esperienza di Botteghe digitali?
Ho incrementato la presenza online. Sono stata affiancata da un team eccezionale: mi hanno creato un sito di e-commerce e grazie a questo ora sto iniziando a farmi conoscere, per allargare il mio mercato. Non più solo a livello locale, ma anche oltre. Ora raggiungo clienti anche esteri, come olandesi e francesi. Persone che non avrei mai potuto raggiungere senza l’e-commerce. Poi, mi hanno aiutata a creare un’ immagine più raffinata della mia attività. Era troppo infantile, la palette di colori che avevo scelto era troppo accesa e non si sposava con quello che avevo in mente. Hanno curato molto l’aspetto estetico, per dare una nuova percezione dell’azienda, l’idea di un prodotto più esclusivo. Infine abbiamo ideato insieme un nuovo progetto, il “biscotto su misura”: in pratica ora metto la mia creatività a disposizione di aziende e altre attività che vogliono un prodotto esclusivo. Per esempio, un produttore di farina che vuole un prodotto specifico realizzato con la sua farina. Divento quindi un consulente del gusto, il cliente mi spiega le sue esigenze e io cerco di aiutarlo.

Cosa vedi nel futuro della Golosa Officina?
Bella domanda. Sicuramente tanto, tanto lavoro. E più consapevole. Quando decido di fare qualcosa oggi so come affrontarla. Il mio obiettivo è quello di espandere il più possibile la mia attività all’estero, raggiungere tanti posti nuovi.

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