29 Maggio Mag 2018 0715 29 maggio 2018

Fermi tutti: l’Islanda vuole rendere illegale la circoncisione

Una proposta di legge depositata nel parlamento di Reykjavik propone di assimilarla a qualsiasi forma di mutilazione corporale, dimenticando (o forse no?) le importanti implicazioni religiose che comporta

Schermata 2018 05 28 A 17
da Pixabay

Se non ci sono ragioni mediche, non va fatta. Anzi, è un reato: punibile fino a sei anni di prigione. È la nuova proposta di legge sulla circoncisione che sarà discussa in Islanda. L’ha depositata la deputata Silja Dogg Gunnasrdottir ed è destinata a sollevare un polverone.

Come è noto, la circoncisione è atto rituale molto importante nel quadro religioso ebraico e musulmano. E i rappresentanti delle due comunità si sono subito levati contro la proposta: è un modo per criminalizzare le due religioni, dicono (che nel Paese contano poche centinaia di fedeli) e sarebbe controproducente perché si continuerebbe a farlo, ma di nascosto.

Eppure secondo un sondaggio almeno la metà degli islandesi si dice d’accordo. La circoncisione è considerata una mutilazione, tanto più violenta perché inflitta a persone che non sono in grado di intendere né di volere. È, in sostanza, una violazione dei diritti dell’uomo, con in più l’aggravante di provocare infezioni e danni. Ma non c’è nessuna persecuzione religiosa in mezzo.

La cosa migliore, sostengono gli abitanti di Reykjavik, è lasciare ogni individuo scegliere se praticarla o meno. Cosa che, come è ovvio, potrà fare solo quando avrà raggiunto un’età adeguata per comprendere quello che il gesto implica, compreso il suo significato tradizionale.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook