16 Giugno Giu 2018 0745 16 giugno 2018

La proposta di Varoufakis: «Potremmo rivoluzionare l'Europa già domani mattina, se volessimo»

L’Ex minstro delle Finanze greco presenta il suo movimento, DIEM25. Fa a pezzi (con grazia) la struttura bancaria europea, e propone la sua alternativa sia all’egemonia tedesca in Europa, sia ai nazionalismi

varoufakis_Linkiesta

«Noi siamo qui per superare l’idea tossica che non ci siano alternative, tra l’establishment e l’internazionale dei nazionalismi. Sono due anime che si nutrono, l’una non potrebbe esistere senza l’altra. Noi crediamo invece che ci sia una terza via». Yanis Voroufakis il Ministro delle Finanza del Governo Tsipras noto per la sua opposizione dell’irrigidimento delle richeiste della Troika.

Il movimento da lui creato DIEM25 è l’unico partito transnazionale e paneuropeo che raccoglie le istanze progressiste del continente ed ha elaborato un programma di vero rinnovamento dell’Europa. «L’unione monetaria è un fake, non esiste e se non si interviene modificando l’architettura dell’euro la sua sopravvivenza è a rischio» sentenzia Varoufakis.

La sia visione sulla struttura dell’Euro è chiara ed usa la parola ”simulation” per spiegarla. Un concetto utilizzato alla “greca”, nel senso che con le regole e gli strumenti di cui già dispone la Bce è possibile per l’appunto simulare il comportamento di una banca centrale vera e propria. «Possiamo mettere in pratica queste idee domani mattina, con gli strumenti che già ci sono. Modificare i trattati è una cosa complicatissima per cui serve l’accordo di tutti i Paesi noi diciamo di utilizzare quello che c’è già». Il carnet di idee di Varoufakis è spiazzante nella sua semplicità. Il professore universitario, laureato in matematica e statistica nel spiegarle ha la passione dell’accademico e la comunicatività del leader.

DIEM25 è l’unico partito transnazionale e paneuropeo che raccoglie le istanze progressiste del continente ed ha elaborato un programma di vero rinnovamento dell’Europa

È certamente un idealista, ma la logica della sua visione è liscia. «Diciamo di far intervenire Bce mettendo a disposizione un fondo da destinare alla povertà, diciamo alla Banca Centrale di destinare i suoi profitti alla costituzione di un fondo contro l’indigenza, da destinare a tutte le famiglie bisognose in Europa». La seconda mossa è quella di far emettere alla Banca Europea di Investimento un bond per un totale di 500 miliardi di euro da destinare agli investimenti in tecnologie green ed energia. Uno strumento simile ad un Eurobond sul quale Bce può intervenire nel caso di eccessivo rialzo dei tassi.

Ma Varoufakis con la sua grazia e intelligenza fa a pezzi tutta la struttura bancaria europea. Non manca di condannare l’istituto dei bail in e le non soluzioni che sono state proposte i questi anni. Ricorda la mancata decisione di istituire gli Eurobond, richiamando l’incontro in cui nel 2012 Angela Merkel e Mario Monti avevano trovato una quadra. «Fu Wolfgang Schäuble a dire di no» dice il professore greco naturalizzato australiano. Mentre sul fatto che le idee scritte nero su bianco sul programma di DIEM 25, presentato questa settimana a Milano, siano facilmente attuabili resta la domanda delle domande. E allora perché non iniziare domani mattina? «È la domanda che feci anche io a suo tempo – risponde con un sorriso amaro – la verità è che questo significherebbe impedire ai paesi di esercitare potere gli uni sugli altri».

Ma l’esistenza stessa dell’Europa, il benessere dei suoi cittadini, le spinte nazionalistiche e populistiche e tutti i temi anche sociali che drammaticamente sono stati posti sul tavolo vanno affrontati. Non ultimo il macigno del debito pubblico. «Questo non è un problema solo italiano o greco, questo è un problema per tutti. La mia proposta è di scorporare la parte di debito relativo a Maastricht e di finanziarla con l’emissione di obbligazioni da parte della Bce con tasso allo 0% e durata decennale. Questo significa ristrutturare il debito e ridurlo nell’arco di un ventennio». La Primavera di Varoufakis è arrivata, vedremo se questa volta, alla scadenza elettorale delle Europee del 2019, la rondine ellenica riuscirà a vincere…

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook