Bibliotecaria rimossa, così Todi è diventata la capitale degli “anti gender”

La direttrice della Biblioteca comunale è stata trasferita all’urbanistica per essersi rifiutata di mettere all’indice i libri per bambini sospettati di diffondere tematiche omosessuali. Todi è diventata laboratorio di un’alleanza di destra tra Lega, Fi, CasaPound e Popolo della Famiglia

Todi Linkiesta

Todi (Flickr/Edward Stephenson)

19 Giugno Giu 2018 1145 19 giugno 2018 19 Giugno 2018 - 11:45

Trasferita dalla biblioteca comunale al settore urbanistica, per non aver “messo all’indice” i libri per ragazzi “sospettati” di diffondere teorie gender e storie di famiglie omogenitoriali. La protagonista di questa storia oscurantista si chiama Fabiola Bernardini, direttrice, ormai ex, della Biblioteca di Todi. La piccola cittadina, nel cuore dell’Umbria, è diventata ormai la nuova capitale di un complesso coacervo di destra, composto da Forza Italia, Lega, CasaPound e Popolo della Famiglia. Da quando, nel giugno 2017, il forzista Antonino Ruggiano è stato eletto sindaco con uno scarto di 26 voti, Todi è al centro delle cronache nazionali per le decisioni “singolari” della sua nuova maggioranza destrorsa: dalla negazione del patrocinio comunale alle manifestazioni del 25 aprile, alla rimozione della bibliotecaria “ribelle”, che ha scatenato già tre interrogazioni parlamentari (l’ultima, di Laura Boldrini) e le proteste dell’Associazione italiana biblioteche.

La direttiva “anti gender” dell’assessorato alla famiglia, guidato da una esponente di “Todi per la famiglia”, risale al novembre 2017, uno dei primi provvedimenti della nuova giunta. Nel testo si chiede «l’esclusione o tutt’al più l’allontanamento» di alcuni libri con «tematiche sensibili». La parola “omosessualità” non viene pronunciate, ma l’obiettivo è quello e si vedrà di qui a poco. Dopo l’approvazione, partono le prime interrogazioni parlamentari. Ma da Todi la giunta non molla. Anzi, la cittadina finisce in tv, dopo che il sindaco nega all’Anpi il patrocinio per le manifestazioni del giorno della liberazione.

Poco dopo, sulla scrivania di Bernardini arriva la pratica nero su bianco: dal Comune chiedono alla direttrice della biblioteca un elenco dei libri della sezione ragazzi a carattere “omosessuale, transessuale e omogenitoriale”. Da qui parte la lotta a distanza tra municipio e Biblioteca, che Bernardini dirige dal 2004.

Il modello di Ruggiano è quello seguito già dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che nel 2015 ritirò dagli asili titoli come Piccolo Uovo, la storia di un uovo alla ricerca della sua famiglia, o Se io fossi te, sull’importanza di rimanere se stessi. Ma inserendo i criteri indicati dal comune nel sistema di ricerca bibliotecario, organizzato secondo criteri internazionali e nazionali condivisi dalla comunità scientifica, non viene fuori nulla. Bernardini consegna così al Comune l’intero inventario dei 4.500 libri della sala ragazzi, senza particolari distinzioni.

È il 4 maggio. Il 6 maggio la bibliotecaria partecipa alla Festa delle famiglie arcobaleno, che – patrocinate questa volta dal Comune, che corre ai ripari per evitare altro polverone mediatico – dopo lo scandalo della direttiva “anti gender” decidono di dedicare non a caso una giornata alla lettura dei libri per bambini proprio nel parco di Todi. La partecipazione alla festa non le viene perdonata, così come più avanti le verrà fatto sapere che non era stata neppure gradita la sua presenza al corteo del 25 aprile.

La città di Iacopone da Todi è diventata laboratorio dei movimenti di destra, antiabortisti e pro life. Il consiglio comunale è uno dei pochi d’Italia in cui siede un membro di CasaPound. E le associazioni vicine al “Popolo della Famiglia” sono riuscite a ottenere la messa al bando dagli asili di alcuni libricini “pericolosi”

Finché l’8 maggio arriva la comunicazione ufficiale: Bernardini è sospesa in vista del trasferimento. Destinazione: urbanistica. Senza particolari motivazioni. Anzi, grazie alla sua Biblioteca, Todi ha ricevuto dal Mibact il premio “Città che legge”, toccando il record di 12.780 utenti registrati su una popolazione di 18mila abitanti. E da quando nella cittadina hanno chiuso pure il cinema, la biblioteca nella parte alta della città è diventata anche l’unico posto in cui riunirsi per vedere un film. Lì si incontrano gli anziani per leggere. E migliaia di studenti negli anni hanno preparato con l’aiuto di Fabiola Bernardini le tesine per gli esami di maturità. Gli stessi che ora hanno avviato una raccolta firme contro la rimozione della bibliotecaria. Che ha ricevuto solidarietà da tutta Italia, compresa quella di molti legali che le hanno offerto il patrocinio gratuito per fare causa alla giunta Ruggiano.

Ma mentre altrove si mobilitano per difendere la bibliotecaria esperta di antichi manoscritti, la città di Iacopone da Todi, ritrovo di molti artisti e intellettuali da tutta Italia, è diventata nel frattempo laboratorio dei movimenti di destra, antiabortisti e pro life. Il consiglio comunale è uno dei pochi d’Italia in cui siede un membro di CasaPound, con delega alle 37 frazioni, che subito ha tenuto fede al suo impegno dotando di decespugliatori gli esponenti del movimento di estrema destra per tagliare i prati intorno alla città. I vari gruppi vicini al “Popolo della Famiglia”, poi, che si raccolgono attorno ad associazioni come il “Comitato articolo 26” o il “Gruppo dei dieci comandamenti”, entrando nei consigli di istituto, sono riusciti a ottenere da diversi asili la messa al bando dei libricini illustrati per bambini ritenuti “pericolosi”, quelli che la stessa Regione Umbria aveva distribuito gratuitamente a scuole e studi pediatrici con il progetto “Nati per leggere”. Senza dimenticare le agevolazioni sulla tassa per i rifiuti per le famiglie numerose, con tre o più figli, stabilita dal comune indipendentemente dal reddito. Mentre i figli delle seconde e terze generazioni di albanesi e romeni che qui si sono stabiliti da tempo faticano a trovare posti negli asili cittadini.

Intanto, nella piccola cittadina umbra, Mario Adinolfi, leader del “Popolo della famiglia”, ha già fatto visita per ben due volte. E dopo di lui sono arrivati pure il senatore leghista Simone Pillon, membro fondatore del “Family Day”, e Costanza Miriano, la donna “Sentinella” che è arrivata in città per presentare il suo libro Sposati e sii sottomessa. E per il 28 luglio, è già stata annunciata la kermesse “Miss Todi”. Ospiti: Lele Mora e Fabrizio Corona. Per quella data, la bibliotecaria Fabiola Bernardini probabilmente sarà già intenta a gestire il traffico che si creerà in città.

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