Maturità: «Temi originali, ma solo all’apparenza: questo è il messaggio politico del vecchio governo»

Spiega Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net: temi su Costituzione, Leggi razziali e Aldo Moro «erano ampiamente previsti», solo la forma adottata è stata inattesa. E «la traccia sulla propaganda e le masse richiama la questione delle fake news»

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20 Giugno Giu 2018 1030 20 giugno 2018 20 Giugno 2018 - 10:30

Un brano de Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani, del 1962. Una riflessione sulla Cooperazione internazionale, con riguardo a Moro e De Gasperi. Il problema dell’uguaglianza nella Costituzione italiana. E poi la solitudine nell’arte e nella letteratura, la questione della creatività, la clonazione e il rapporto tra masse e propaganda. Sono i temi della maturità 2018. Niente male, si può dire.

«Sì, sono bei temi. Soprattutto sono molto interessanti per quello che dicono, sia su chi li ha scelti e su quale messaggio abbia voluto sollevare», spiega Daniele Grassucci, direttore del sito Skuola.net. «Prima di tutto, sono tracce che elaborano in modo originale questioni già anticipate nel corso dell’anno». Il testo di Giorgio Bassani, per esempio, «non figura nei programmi classici – anche se alcuni professori lo includono lo stesso – ma già si prevedeva che, a 80 anni dalla promulgazione delle Leggi razziali, si sarebbe parlato di quello. È un riferimento chiaro, anche se indiretto». Lo stesso discorso vale per il tema sull’uguaglianza nella Costituzione. «È un argomento che è stato molto a cuore all’ex ministro Valeria Fedeli, spesso ha parlato dell’articolo 3, e ha anche inviato una copia della Costituzione nelle scuole». La stessa Costituzione, poi, compie 70: un anniversario «che non poteva essere dimenticato». E il discorso degli anniversari vale anche per il tema su Aldo Moro, a 40 anni dalla sua morte. «Si era detto che si sarebbe parlato anche di lui. In modo indiretto, è andata così».

Del resto, il ventaglio dei temi comprende anche gli autori più “classici”, come Pirandello e Alda Merini, «erano i più anticipati nel tototemi», che possono rientrare nella traccia sulla solitudine. Tutte tracce originali, insomma, ma solo in apparenza. I temi erano quelli che ci si aspettava.

Ma non solo. «Queste tracce permettono anche una lettura politica». Analizzarle significa anche decodificarne il messaggio che il passato governo ha voluto lasciare. «Lasciano emergere i temi secondo loro più importanti, quelli su cui dovrebbero ragionare gli studenti. L’uguaglianza è uno di questi: il ministro Fedeli, fin dalle sue circolari – “studentesse e studenti” – insisteva molto sulla questione, sottolineando l’importanza della non-discriminazione, della parità dei diritti». E poi, «riflettono l’epoca storica: il tema sulla clonazione, che riprende un argomento già uscito nel 2001 con la pecora Dolly, cita un articolo uscito su Focus nel gennaio 2018, cioè in temi molto recenti». È una traccia, sostiene Grassucci, un segnale destinato a chi sa intendere: sono tracce scelte negli ultimi mesi e che affrontano temi degli ultimi mesi. «Così “il rapporto masse e propaganda” altro non fa che tradurre la lotta ai populismi, è un messaggio chiaro e forte contro le fake news – altro argomento su cui, del resto, ci si aspettava una traccia».

I temi di maturità, insomma, sono importanti perché rappresentano «un segnale politico importante, per chi li sa leggere». Sono gli argomenti più importanti su cui dovranno pensare e formarsi gli studenti di oggi, cioè gli uomini e le donne di domani. Un augurio e un testamento politico di un governo ormai dimesso, che chiedeva che la riflessione sul passato fosse un’arma contro i fanatismi. Un segno lasciato in un momento storico di cambiamento, anche simbolico: questa maturità è l’ultima costituita da tre prove e, soprattutto, l’ultima sostenuta da persone nate nel ’900. Con la prossima si cambia: nuova formula, nuovo secolo e nuovo millennio. E forse anche nuovo governo.

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