22 Giugno Giu 2018 0725 22 giugno 2018

Prima di parlare, aspettano che l’altro finisca: gli animali sono più educati di noi

Anche loro conversano, in modi diversi da quello degli esseri umani. Ma tutti seguono una regola ovvia: attendono il messaggio dell’altro prima di ripetere il proprio. Da noi è educazione, per loro è normale

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Thierry Zoccolan / AFP

Non solo sono più simpatici degli esseri umani. Molti animali dimostrano di essere anche più cortesi ed educati. Lo dimostra una ricerca pubblicata Philosophical Transactions of the Royal Society B: Biological Sciences, che consiste in un’analisi di altre 300 ricerche condotte su una caratteristica particolare della comunicazione tra esseri viventi: la capacità di aspettare il proprio turno per esprimersi. Ebbene, secondo gli studiosi, sono tanti gli animali che, a differenza di vari buzzurri umani, attendono sempre che l’interlocutore abbia terminato il suo messaggio prima di rispondere.

Lo fanno le marmosette, per esempio, che usano i loro versi per localizzare l’altro. O i delfini, che emettono suoni per capire come coordinarsi con gli altri membri del gruppo. Gli uccelli maschi lanciano proposte alle femmine con i loro cinguettii, e continuano la conversazione (e anche di più) quando ricevono conferme di interesse (dei veri gentiluomini, anzi, gentil-uccelli).

Certo, si tratta di “conversazione” in senso lato. A seconda delle specie le comunicazione possono avvenire sotto forma di cinguettii, brontolii, movimenti, pulsazioni sulla terra, addirittura lampi sottomarini. Ogni animale ha la propria forma, che non è mai il civile scambio di suoni orali articolati da parte degli umani. Tutti però sembrano avere un tratto comune: sanno sempre quando parlare e quando tacere. Non male per specie che consideriamo meno evolute di noi.

Nonostante il rilievo dato alle altre specie, il senso dello studio, come sempre, è antropocentrico. L’obiettivo è capire come gli esseri umani abbiano sviluppato il proprio linguaggio: il confronto con gli altri abitanti del pianeta (approccio mai considerato per questo aspetto) potrebbe rivelarsi proficuo. Scoprire che tutti, più o meno, hanno adottato una strategia di ascolto-attesa potrebbe sembrare interessante. Certo, non è chiaro se si tratti di una caratteristica evolutiva ereditata nel tempo o, al contrario, di un tratto indipendente appartenente a ogni specie. Il buon senso, visto che la comunicazione è per natura domanda e risposta, sembrerebbe indicare la seconda.

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