Non è (solo) ciò che dici, è come lo dici: il tono di voce conta

Spesso il tono di voce è più importante di ciò che si dice. Un tratto del carattere, un segno distintivo che ci fa riconoscere qualcuno senza neanche averlo davanti. Uno strumento potente che utilizziamo ogni giorni di cui dovremmo spesso conoscere meglio implicazioni e potenzialità

Microfono Linkiesta
29 Giugno Giu 2018 1220 29 giugno 2018 29 Giugno 2018 - 12:20

Uno dei più celebri spot televisivi della storia italiana è senza dubbio quello della Lagostina, il cui protagonista è La Linea, il personaggio ideato da Cavandoli e disegnato, appunto, da una linea. Ci ha fatto appassionare, ci siamo riconosciuti in lui e ancora oggi, soprattutto i bambini, impazziscono nel vederlo all’opera. La Linea aveva una voce celebre: quella di Carlo Bonomi, uno dei doppiatori più noti del panorama italiano. Insomma, storia a parte, La Linea rappresenta qualcosa che va ben oltre la cultura di un brand o, azzardiamo, di un Paese. Già, perché lì in mezzo si cela uno dei più espliciti esempi di comunicazione. La Linea faceva un sacco di cose nel suo mondo bidimensionale: parlava senza pronunciare parole comprensibili, ma utilizzando espliciti toni della voce. E lo faceva grazie a un maestro del doppiaggio. Perché tanto clamore?

Quel personaggio sapeva che il tono della voce è più importante dei contenuti che veicola, è peculiarità del carattere di una persona, è un segno distintivo che ci fa riconoscere qualcuno senza neanche averlo davanti. Ed è talmente caratteristico che è rarissimo trovare due persone che si somiglino per come si esprimono quando parlano.

Va ammesso quindi che il tono della voce è uno strumento potente. Nelle discipline della comunicazione viene così studiato che, a volte, ci si concede delle libertà lessicali nello scrivere testi brevi e impattanti per poter quasi costringere il lettore a interpretare quelle parole in una certa maniera. Non è raro, infatti, trovare in pubblicità degli slogan o dei recitati in uno spot che rispondono a questa intenzione.

Dato per certo che al contenuto si risponde con contenuto, rimane la questione di come affrontare il tono degli altri. Al tono spesso non riusciamo a rispondere perché se è vero che le parole sono a disposizione di tutti, non lo è il tono della voce. Inutile negarlo, ognuno di noi è disposto ad ammettere che sono più le volte in cui si rimane colpiti da un tono fuori posto piuttosto che da un contenuto scottante.

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