Pubblicità per il gioco d’azzardo: Amendola sbaglia a dare il suo volto a un’industria che ammala gli italiani

Mentre l'attore recita il suo spot, 800mila cittadini sono vittime della ludopatia. In maggioranza sono indigenti e giovani sotto i 19 anni. Spot che andrebbero vietati, come quelli per il fumo

Amendola1 Linkiesta
29 Giugno Giu 2018 0745 29 giugno 2018 29 Giugno 2018 - 07:45

Claudio Amendola è un bravo attore, che ha avuto un discreto e meritato successo al cinema ed è diventato molto popolare grazie alla fiction televisiva I Cesaroni. E in virtù di questa popolarità, di questo rapporto empatico specie con i giovani, Amendola è stato scelto da un’importante azienda del gioco d’azzardo come suo testimonial. Chiariamo: non c’è un reato o una colpa, e della propria popolarità ognuno è libero di fare ciò che vuole. Come un attore, e in generale una star dell’universo dello spettacolo, è libero di accettare la committenza degli spot che preferisce. Fin dove la legge lo consente, ovviamente.

Detto questo, Amendola sbaglia, e non poco, ad accettare una proposta così scivolosa. Un attore noto come lui, tra l’altro in passato impegnato nella vita pubblica, non può ignorare i dati drammatici sulla ludopatia in Italia, numeri che rappresentano la base del fatturato realizzato da società come quella per la quale Amendola ha girato il suo spot.

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