29 Giugno Giu 2018 0750 29 giugno 2018

Volete un buon partito? Cercatelo tra le dieci famiglie più ricche del mondo

Trasferire le ricchezze di generazione in generazione è una delle cose più difficili della storia. Chi ci riesce è bravo, anzi bravissimo. E molto ricco, anche

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Il classico buon partito, per chi ne fosse in cerca, si trova qui: tra le 10 famiglie più ricche del mondo. Come è noto, il patrimonio che si trasmette di generazione in generazione è sempre a rischio. Lo dicono i proverbi, lo dice la saggezza popolare, lo dice l’esperienza: a un capostipite non sempre segue erede degno della fortuna accumulata. Quelle volte che, invece, capita, sono molto rare e di conseguenza preziose.

Chi cercasse, uomo o donna che sia, di accasarsi bene e sistemarsi per sempre dovrà prestare attenzione. Puntare in alto è importante, ma serve sempre essere informati. Bloomberg dà una rassegna di tutte le dinastie che hanno resistito negli anni conservando un buon capitale.

Al primo posto, allora, troverebbe la famiglia Walton, dall’Arkansas, che possiede 151,5 miliardi di dollari. Per capirsi, sono i proprietari e fondatori di Walmart, catena di supermercati a basso prezzo (e bassa qualità) che da tre generazioni vende cose e accumula soldi.

Se non fosse convinto dal tipo di attività, potrà sempre puntare alla seconda famiglia, i Koch, o meglio: i famigerati fratelli Koch. In origine quattro, sono ora solo due, David e Charles, quelli che tengono le redini degli affari di famiglia, cioè il raffinamento del petrolio. Al centro di accuse, processi e scandali giornalistici per il totale disprezzo delle norme ambientali e di sicurezza mostrato negli anni, sono anche accesi sostenitori di posizioni liberiste estreme, che dagli anni ’70 finanziano attraverso think tank e fondazioni. Totale della fortuna: 98,7 miliardi di dollari.

Al terzo posto, un obiettivo più dolce: la famiglia Mars. Sì, proprio quella delle barrette di cioccolato e caramello. Nel corso di un centinaio di anni (il capostipite è nato nel 1883) hanno messo insieme nella loro sede di McLean, in Virginia, la bellezza di 98,7 miliardi di dollari.

Per scendere dal podio e raggiungere la quarta posizione bisogna lasciare gli Usa e atterrare in Belgio. È qui che regna la famiglia Van Damme, De Spoleberch, De Mevius, a capo del gruppo Anheuser-Busch Inbev, che dal 1926 vende birre e ha fatto 54,1 miliardi di dollari.

Dopodiché, se si cerca un po’ di eleganza, serve andare a Parigi, dove al quinto posto c’è la famiglia Dumas, quella – per intendersi – a capo di Hermés. Dal 1837 a oggi hanno totalizzato un bel 49,2 miliardi di dollari.

Sesta la famiglia Wertheimer, anche questa parigina, che possiede il marchio Chanel. Sono i beneficiari dei finanziamenti fatti dal nonno, Pierre Wertheimer, alla stilista Coco Chanel, nel 1924. Vivere di rendita e ben profumati? Si può.

Al settimo posto si trova la famiglia indiana Ambani, di Mumbai, a capo del conglomerato industriale Reliance Industries, che ha al centro la più grande industria di raffineria di petrolio del mondo. Per loro sono 43,3 miliardi di dollari.

Si torna in Europa per trovare la famiglia all’ottavo posto, cioè la tedesca Quandt, di Monaco. Sono i celebri proprietari della Bmw. Una fortuna, nata anche grazie all’appoggio del regime nazista, che oggi vanta 42,7 miliardi di dollari in cassaforte.

Al nono ci sono gli americani Cargill, di Minneapolis, che da un granaio del 1836 hanno costruito un impero finanziario nella vendita e nella conservazione delle commodity. Con un budget di 42,3 miliardi di dollari sono sempre una buona famiglia per chi avesse mire di scalata sociale.

Infine, decimi, i Boehreinger, o Van Baumbach. Tedeschi di Ingelheim, sono a capo di una delle più grandi multinazionali del farmaco, la Boehringer Ingelheim. E hanno accumulato 42,2 miliardi di dollari.

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