3 Luglio Lug 2018 1220 03 luglio 2018

L'effetto virtuoso della fatturazione elettronica

L'obbligo di fatturazione elettronica è una buona pratica che migliora l'efficienza complessiva del sistema. Già oggi, il 15% degli scambi tra aziende avviene in questo modo, anche se restano da superare molti ostacoli culturali all'interno delle Pmi

E Fattura Linkiesta

I dati diffusi dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, della School of Management Politecnico di Milano, restituiscono un profilo a due facce dello stato della digitalizzazione dei processi presso le imprese italiane.

Da un lato un oggettivo ritardo della trasformazione digitale del sistema produttivo italiano: l’e-commerce B2B tra imprese residenti sul territorio italiano ha raggiunto infatti un valore di 335 miliardi, con un incremento dell’8% rispetto al 2016, in lieve contrazione rispetto agli anni precedenti, probabilmente perché le imprese si sono concentrate sugli obblighi della fatturazione elettronica.

«Una cifra significativa, ma che rappresenta ancora soltanto il 15% degli scambi complessivi fra le imprese italiane, pari a 2200 miliardi di euro», afferma Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b. Inoltre, se solo l’1% delle grandi aziende dichiara di non essere interessata alla digitalizzazione, un quarto delle PMI (l’ossatura del sistema produttivo italiano) non ritiene opportuno investire nella digitalizzazione. «In tal modo queste imprese si autoescludono dalla capacità di dialogo con l’ecosistema in cui sono inserite», nota Claudio Rorato, direttore del medesimo Osservatorio.

Fonte: School of Management Politecnico di Milano “Osservatorio Fatturazione elettronica & eCommerce B2B” 2018

Dall’altro lato però, sono 130mila le imprese che nel 2017 hanno adottato soluzioni di e-commerce B2B, in crescita dell’8% rispetto al 2016, connesse da 470 extranet che supportano le relazioni con clienti (40%), fornitori (56%) o entrambi (4%). Il 14% delle extranet attive è utilizzato anche per gli scambi commerciali con l’estero.

Cresce anche l’uso di sistemi EDI per lo scambio elettronico di documenti, con 165mila documenti (+10%) relativi al ciclo dell’ordine scambiati da 13mila imprese (+8%). Oltre quattro grandi aziende su dieci (42%) hanno implementato soluzioni collaborative per gestire la relazione con clienti e fornitori. Oltre il 96% delle imprese connesse appartiene a soli cinque settori: auto, elettrodomestici ed elettronica di consumo, farmaceutico, largo consumo e materiale elettrico. Il documento più scambiato è la fattura (il 30% del totale dei documenti in EDI, +10%), seguito dall’ordine (18%, +7%) e dall’avviso di spedizione (13%, +8%).

Grandi aziende e Pmi

Più problematica è invece l’adozione di extranet da parte delle PMI a causa di alcune barriere che ne frenano l’implementazione, come la difficoltà a coinvolgere clienti e fornitori abituati a soluzioni tradizionali (indicata dal 27% delle PMI), l’esiguo volume di documenti che potrebbero essere scambiati con clienti e fornitori (23%), la scarsa percezione dei benefici ottenibili (19%), gli elevati costi di implementazione e gestione (17%) e la necessità di attivare programmi di change management per le persone che seguono l’operatività quotidiana (13%).

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