4 Luglio Lug 2018 1150 04 luglio 2018

Odi perdere tempo? Poniti queste 5 domande ogni giorno e smetterai di farlo

Molti da piccoli tengono un diario. Una buona abitudine che, col tempo, quasi tutti abbandonano. Eppure scrivere i nostri pensieri ha diversi benefici. Pensi di essere troppo pigro? Una tecnica inventata nel 2013 permette impiegando appena 5 minuti al giorno rispondendo a cinque semplici domande

Tempo Linkiesta

Chi più chi meno, tutti da piccoli abbiamo avuto un diario in cui scrivere i nostri pensierini. Qualcuno ha poi proseguito in questa attività, ma i più l’hanno abbandonata perché non vi trovavano utilità. Siamo abituati a pensare che scrivere un diario sia un’attività fine a se stessa e che tanto nessun altro — e forse neppure noi stessi — lo leggerà mai. Se è vero come è vero che l’attività di scrittura è pienamente compiuta solo quando qualcuno legge, è altrettanto vero però che l’atto stesso di scrivere ci aiuta a riflettere in maniera diversa sul tema a cui ci stiamo dedicando, comprenderlo meglio e trovare soluzioni ai nostri problemi.

Ecco alcuni motivi per cui scrivere un diario:

1. Stimolare la nostra creatività e tenere traccia di idee che potrebbero tornare utili in futuro;

2. Ragionare sugli obiettivi che ci proponiamo e misurare il nostro progresso verso di essi, così da sapere sempre dove ci troviamo e mantenere la motivazione alta lungo il percorso di realizzazione;

3. Riconoscere le cose positive che ci accadono ed essere grati per quelle, così da migliorare il nostro umore;

4. individuare e analizzare i problemi che abbiamo così da trovare soluzioni per essi;

5. riflettere sugli errori commessi, tenere un registro delle cose che abbiamo imparato e memorizzare le lezioni apprese;

6. Imparare ogni giorno cose nuove.

In che modo scrivere ci aiuta a riflettere

L’atto stesso di tradurre in parole scritte quello che ci passa per la testa ci impone infatti di avere a che fare con quei pensieri figli del nostro intuito e che è impossibile riconoscere fino a che non assumono una forma a noi comprensibile. È il meccanismo dell’intuizione che funziona così, come descritto da Robert S. Root-Bernstein in Sparks of genius. Pensate a quando fate le parole crociate o cercate la chiave giusta per una porta: a un certo punto vi succede che “sì, eccola, è quella!”, e la provate per verificare che sia effettivamente così. Se non funziona ci rimanete male, perché eravate convinti che fosse proprio quella, ma non vi date per vinti, ci ragionate su e ne provate un’altra. Così funziona la scrittura: provi a dare una forma ai tuoi pensieri fino a che il vestito che gli cuci addosso non funziona. E quando funziona, bingo! Ecco cos’avevi in menti, ecco la soluzione!

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