In favore della lotteria dei rigori, la parte più ingiusta ed emozionante del calcio

Nonostante si proponga, di tanto in tanto, di sostituirli con soluzioni meno aleatorie, il fascino del tiro dagli undici metri, il momento in cui si decide tutta una partita, non smette di catturare

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FRANCK FIFE / AFP

5 Luglio Lug 2018 0735 05 luglio 2018 5 Luglio 2018 - 07:35

Visto che si considerano gli inventori del calcio, i notisti inglesi (in questo caso lui) pensano anche di poter dire cosa non va nel Mondiale e come cambiarlo. In questo caso, i rigori al termine della partita. Nonostante sia proprio dagli undici metri che l’Inghilterra è riuscita a battere la Colombia, il problema rimane: possibile che una soluzione così rozza, si chiede il columnist del Guardian, possa ancora decidere il risultato di partite importanti?

È possibile. I calci di rigore (in inglese shoot-out) rappresentano al tempo stesso un rimedio efficace (ne scaturisce ogni volta un vincitore) e spettacolare (il pubblico è elettrizzato e attentissimo). Hanno il difetto di essere imprevedibili (le squadre più deboli possono spuntarla) e, soprattutto, affidate alle abilità dei singoli, mentre il calcio sarebbe un gioco di squadra. È giusto – si chiedono alcuni – che la capacità di concentrazione e i nervi saldi di un singolo giocatore possano decidere le sorti di una partita giocata da una squadra? Come si vede, sono questioni di lana caprina, ma il dibattito è ancora vivo.

Del resto il ricorso ai calci di rigore è piuttosto recente. L’idea appartiene a Yosef Dagan, giornalista israeliano che, dopo aver visto nel 1968 la sua squadra perdere a testa o croce contro la Bulgaria ha immaginato un metodo meno aleatorio per decretare un vincitore. Nel giro di due anni la sua proposta ha superato lo scetticismo iniziale fino a imporsi nei Mondiali di Calcio e essere applicato la prima volta nel 1982. Sono passati 36 anni. Che dite: è tempo di cambiare?

Secondo il giornalista del Guardian si dovrebbe. Una possibilità sarebbe di levare qualche giocatore durante i tempi supplementari, magari proprio i portieri. Oppure – come avveniva nella notte dei tempi – allargare le porte. In entrambi i casi si avranno più gol e risultati meno bloccati.

Idee piuttosto balzane, si potrebbe pensare. Forme di innovazione sono state tentate già in passato, come il golden gol o il silver gol, ma entrambe sono state ritirate. I rigori no, e dei motivi ci saranno. Per esempio, consentono alle squadre meno forti di sognare la vittoria – non del tutto immeritata, poi, se nei minuti regolamentari sono riusciti a guadagnarsi il pareggio. E in più regalano al mondo intero (cioè tiratore, portiere e tifoso) l’emozione e lo sgomento di vedere all’opera quelle forze sovraumane che gli antichi chiamavano sorte o destino. O, se ci credono, anche dio.

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