9 Luglio Lug 2018 0750 09 luglio 2018

I dati parlano chiaro: siamo diventati più lenti di un secolo fa

Il confronto sui tempi di reazione a uno stimolo esterno è impietoso. L’uomo è diventato il 10% meno reattivo di 150 anni fa. Forse è più riflessivo. O forse è solo più scemo

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Bradypus infuscatus | by Guilherme Jófili Bradypus infuscatus | by Guilherme Jófili

Forse è colpa della pigrizia, o della vita cittadina. O della genetica. Sta di fatto che, rispetto al XIX secolo, siamo diventati più lenti. I tempi di reazione rispetto a uno stimolo esterno si sono allungati del 10%. È una questione di millisecondi che, però, in questa situazione contano molto.

Lo dimostra il confronto, compiuto più volte nel corso del XX e del XXI secolo, con i dati che raccolse, due secoli fa sir Francis Galton, importante statistico britannico teorico della “saggezza della folla” e, ahilui, fondatore dell’eugenetica. A più riprese, nel 1885, 1890 e 1892, lo scienziato misurò la velocità di reazione di 1.639 donne e 4.849 donne di fronte a stimoli sensoriali di vario tipo. I risultati dell’epoca sono sempre stati superiori a quelli emersi dalle successive misurazioni, compiute anche variando le popolazioni e gli strumenti.

Come è possibile? Alcuni scienziati hanno messo in discussione la validità dei calcoli di Galton, sostenendo che gli strumenti dell’epoca . È possibile che fossero sbagliati, certo. Ma è anche vero che sono gli unici a nostra disposizione, per cui non ci si può lamentare più di tanto. Altri, invece, li danno per buoni e cercano di capire le cause di questa nuova lentezza. Un declino – non sarebbe sorprendente – delle nostre capacità cognitive? Eccesso di carico cognitivo su funzioni diverse? Scarsa partecipazione, o poca motivazione durante l’esperimento? Tutto è possibile. tutto sommato, pensiamo di essere più svegli dei nostri bisnonni e, invece, siamo solo più scemi.

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